Abitare in piccolo. Il trend delle micro-case.

Nasce una nuova rubrica dedicata alle tante curiosità che ruotano attorno al mondo delle case, a partire dal design fino ad arrivare ai diversi modi di intendere e vivere l’ambito domestico. Andremo alla scoperta di nuove tendenze, di progetti innovativi e rivoluzionari che entreranno a far parte delle nostre abitazioni, promettendo di modificare radicalmente le nostre abitudini.


Il trend delle micro-case.
Sovrappopolamento, sprechi energetici, inquinamento, sono alcuni dei più gravi problemi che la società contemporanea deve affrontare. Per cercare di contribuire alla loro risoluzione, l’associazione americana “Small House Society” promuove l’uso di micro-case. Vivere in una casa minuscola può essere estremamente vantaggioso, sostiene Jay Shafer, uno dei fondatori dell’associazione. Non vi capiterà mai, per esempio, di impiegare ore alla ricerca di qualcosa che avete smarrito: in uno spazio così ridotto le cose saltano fuori subito. E poi, chi l’ha detto che avere un’intera villa da pulire e mantenere ogni giorno, sia un vero lusso? Un’abitazione piccola ma funzionale ti concede più tempo per dedicarti ad altro. Senza contare i benefici per l’ambiente che una micro-casa comporta: minore suolo occupato, meno energia sprecata, nessun accumulo di materiale inutile. Shafer ne è talmente convinto da avere fondato una ditta specializzata in questo tipo di costruzioni, la Tumbletweed Tiny House Company. Le soluzioni che offre la sua azienda sono molteplici: dalla realizzazione completa della casetta alla vendita di prefabbricati, da assemblare a cura dell’acquirente. In perfetta coerenza con il suo pensiero, dal 1997 Shafer vive felicemente in una casa di soli trenta metri quadri, a cui ha dato il nome di Tumbleweed, e in cui è riuscito ad inserire bagno, cucina, salotto e camera da letto. Se vi sembra incredibile, provate a pensare a chi già vive in metà dello spazio!


Vivere in 15 mq.
Un giovane architetto svedese, Jonas Wagell, ha progettato una villetta prefabbricata di 15 metri quadri. Montarla è facilissimo: basta seguire le istruzioni, in perfetto stile Ikea, e assemblare gli otto elementi di compensato che ne costituiscono la struttura. Moderna, funzionale e ben accessoriata, questa casetta fai-da-te è adatta sia per i soggiorni invernali che per quelli estivi e può essere personalizzata a seconda delle esigenze, aggiungendo il modulo per la cucina, quello per il bagno, per dormire, il kit per il riscaldamento con camino o l’unità per l’energia solare. E, per chi trova difficile montare anche solo una lampadina, niente paura: è disponibile un servizio di assistenza. La Mini House con terrazza è anche molto economica: il suo prezzo è di 12.200 euro (IVA esclusa). I moduli aggiuntivi per la cucina e il bagno costano 3.200 euro, il riscaldamento 900 e il dispositivo per l’energia 1.200 euro. Rimane un unico handicap: probabilmente alla gente comune occorrerà un po’ di tempo per abituarsi all’idea di una micro-casa.


Un ufficio da giardino.
La soluzione ideale per chi ha problemi di spazio e ha necessità di lavorare a casa, è un prefabbricato dalla struttura in solido legno, acciaio e vetro temperato che contiene tutto quello di cui ci si serve abitualmente in un ufficio. OfficePOD è un angolo lavorativo separato dalle mura domestiche, che permette di concentrarsi e lavorare in tranquillità, lontani da continue interruzioni che possono anche portare a lavori mal realizzati. In 2.1×2.1 mt potete trovare una scrivania a muro, adatta per un portatile, una sedia simil-ergonomica su ruote, mobili e pensili che consentono un ottimo utilizzo dello spazio disponibile. I fili elettrici e la connettività possono essere allacciati senza nessuno sconvolgimento e OfficePOD è anche dotato di una chiusura di sicurezza che lo rende quasi inespugnabile, una volta chiuso. Grazie alle ampie vetrate, la luce diurna illumina l’ufficio senza bisogno di ulteriore elettricità e diminuendo drasticamente le emissioni di CO2: questi accorgimenti, oltre al fatto di essere interamente costruito con materiali riciclati, lo rendono un modulo ecosostenibile e rispettoso dell’ambiente.


Il frigorifero da condividere.
Il frigorifero modulare Flatshare Fridge si rivolge a coloro che hanno la necessità di mantenere separati gli scomparti dello stesso frigorifero e promette di risolvere i problemi di chi divide la casa con altri inquilini. L’ideatore, Stefan Buchberger, spiega di aver pensato a questa soluzione quando conviveva con altri studenti e aveva l’esigenza di conservare il proprio spazio pulito e ordinato, nel frigorifero comune, perché “non c’è niente di più disgustoso di un frigorifero sporco”. Quattro comparti suddivisi e colorati diversamente, ognuno smontabile e trasportabile velocemente. In questo modo, non si incappa più nell’errore di rubare il latte al coinquilino o di mettere le proprie cipolle vicino al budino di sua madre. Privacy rispettata, disguidi evitati, pulizia in proprio. Se poi non si vive con amici o colleghi ma con la propria famiglia, il Flatshare Fridge è perfetto anche per una suddivisione ottimale degli alimenti, in modo da non disperdere energia inutilmente aprendo tutto il frigo.


Il bagno verticale per piccoli spazi.
Un totem ultramoderno in alluminio, alto due metri e mezzo, in cui sono incassati sette moduli che ruotano rispetto all’asse centrale: un wc, un lavabo, due docce (una più bassa per i ragazzi ed una più alta per gli adulti), due mobiletti e la cisterna per l’acqua. Dato che la fabbricazione è inglese, dimenticatevi del bidet. Il nome “Vertebrae” deriva dalla colonna vertebrale umana, di cui ricorda effettivamente forma e movimenti. Tutti gli elementi sono in grado di ruotare a 360°, ad eccezione delle due docce che hanno una rotazione massima di 180°. Il suo ideatore ha concepito questo bagno verticale proprio per tutte quelle persone, che vivono in appartamenti dalle metrature ridotte. Difficile pensare, però, che possa riscuotere successo presso un pubblico femminile, visto che è sprovvisto di specchio illuminato sopra il lavandino e i mobiletti portaoggetti sono microscopici.


Redazione

La Prima e Unica Rivista di Casa della Repubblica di San Marino e Circondario.

Related posts

NON seguire questo link o sarai bannato dal sito!