Abitare le tue emozioni. L’anima della casa, la sua vocazione.

L’anima della casa, la sua vocazione.

Scegliere l’atmosfera della propria casa è una decisione fortemente condizionata e non del tutto razionale. È una delle maggiori condizioni che procura un altissimo livello di entusiasmo e, al tempo stesso, innesca una serie di meccanismi stressanti. La portata dell’investimento economico ed emotivo è tale che nessuno vuole sbagliare. Un passo che tutti compiono, in genere, è guardare immagini diffuse in rete, elencare quello che piace di più e cercare di inserirlo nel progetto. Questo processo ha in sé una serie di tranelli in cui si cade puntualmente senza nemmeno comprenderlo. Si azionano dei meccanismi a cui siamo sensibili, così potenti da portare facilmente la modifica del proprio gusto. Quando lo stile viene “scelto” si è persino soddisfatti, sul momento, poi senza pensare al significato delle scelte il risultato che si ottiene è opposto. Capita ogni giorno a chi costruisce la casa seguendo la “moda” perché letteralmente sommersi dal gusto del momento, dalle innumerevoli sollecitazioni della rete, da pressioni di familiari, amici, conoscenti, che abbia poi una casa impersonale. Come si può vivere felici in una casa senza radici e senza motivazione? È il caso di tenere ben presente che i luoghi e i corpi delle persone sono letteralmente collegati, in quanto il fisico vive lo spazio attraverso reazioni continue, anche se rimane immobile.
 E che “essere nella propria abitazione significa riconoscersi e riconoscere parte di sè” (F. Morace).
L’idea innovativa è quella di pensare alla casa come il luogo che manda stimoli e messaggi continui. Il consiglio più utile è quello di ricercare l’identità particolare dello spazio della casa. Ogni luogo lo possiede e talvolta è proprio il problema, quel dettaglio che non piace diventa la caratteristica più particolare per disegnare un progetto unico. Ne consegue che “il problema” diventa “risorsa”. Così appare chiara la vocazione dello spazio, cioè di quella speciale caratteristica che farà mantenere l’attrazione, l’interesse e l’entusiasmo nel tempo. Quando si sceglie unicamente secondo la “moda” la casa perde attrattività in poco tempo per il fatto che ci si abitua allo stile, uniformato, e decade il senso di novità. Se non si sceglie a partire dalla vocazione e dal significato, l’abitudine crea un livellamento delle scelte fatte. Al contrario, il progetto studiato secondo la vocazione ha origine dalle potenzialità e dalle peculiarità del luogo e dell’utente. Il progetto secondo la moda, invece, si nutre della conferma di uno stile per via della maggior divulgazione e consenso pubblico, di un effetto aumentato dalla popolarità, mentre diminuisce di valore rapidamente se non rispecchia la personalità di chi dimora ed esprime le unicità.

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Eleonora Denicolò Architetto

Eleonora Denicolò
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