Amici a quattro zampe. Leishmaniosi nel cane

Una malattia che colpisce il sistema immunitario del cane.

La primavera e le belle temperature portano con sé il ritorno di insetti che possono veicolare malattie parassitarie nel nostro cane. Tra queste la leishmaniosi è una malattia parassitaria (agente patogeno Leishmania Infantum) del cane e dell’uomo, trasmessa da un insetto vettore chiamato flebotomo. Il cane funge da serbatoio della malattia, mentre l’uomo da ospite occasionale. È infatti una zoonosi che però non si trasmette direttamente dall’animale all’uomo, ma entrambi possono contagiarsi attraverso la puntura dell’insetto, vivendo in zone dove può esserci il parassita.

Fondamentale quindi è impedire che i cani vengano punti dall’insetto tramite prodotti repellenti e anche con l’aiuto della vaccinazione specifica, nonché curarlo se per sfortuna manifesta la malattia, per impedire che la diffonda. Tutto questo protegge il nostro cane, ma di conseguenza abbassa tantissimo la diffusione, e quindi la probabilità che si possa ammalare la popolazione umana.

Negli anni la diffusione di questo parassita è cambiata, perché fino a qualche tempo fa erano a rischio solo le zone del sud Italia: con il cambiamento climatico, il flebotomo e la leishmania, sono riusciti a colonizzare regioni più a nord, tra cui l’Emilia Romagna. Da qui, la necessità di cominciare a trattare il nostro amico animale con tutta una serie di prodotti nel periodo che va da marzo, con l’arrivo delle temperature più miti, fino a ottobre-novembre. Questi prodotti sono formulati come spot-on oppure collari e, anche se da soli non funzionano al 100%, associati al vaccino specifico possono impedire al nostro cane di ammalarsi in maniera grave.

RICONOSCERE I SINTOMI

Il periodo di incubazione della leishmaniosi nel cane può variare da alcuni mesi ad anni. Una volta entrata nel circolo ematico, la leishmaniosi si manifesta prevalentemente in forma generalizzata, coinvolgendo diversi apparati e organi. Intervenire tempestivamente è molto importante, ma per fare questo è necessario poterne riconoscere i sintomi, tra cui:

• linfoadenopatia con ingrossamento dei linfonodi;

lesioni cutanee, come dermatiti, alopecia, ulcerazioni, onicogrifosi (unghie spesse e deformate);

lesioni oculari a carico di palpebre, congiuntiva, cornea, sclera e uvea;

pallore delle mucose (le mucose possono assumere una colorazione rosso mattone a causa della sofferenza epatica e renale);

perdita di peso, con o senza calo dell’appetito;

sanguinamento dalle narici;

febbre;

letargia.

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Redazione

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