Cantine di pietra

Costruire a Secco.
La tecnologia del costruire a secco sta diventando frequente e diffusa; consiste nell’assemblare materiali senza l’uso di collanti, utilizzando il solo attrito per assorbire gli sforzi di trazione.

Un edificio molto interessante è la cantina vinicola di Vauvert costruita nel 1997 nella zona della Camargue in Francia, su progetto di Gilles Perraudin. Il suo intento è dimostrare come una tecnologia antichissima possa essere ancora valida nell’ambito dell’architettura contemporanea. La costruzione presenta una forma quadrata molto compatta con poche aperture; al centro è stato ricavato un patio secondo la tradizione della casa mediterranea. L’edificio è realizzato con la pietra estratta da un vicino bacino di estrazione, un calcare di color paglierino di densità media pari a 1800 Kg/mc che si può estrarre in blocchi squadrati. In genere viene usata dall’industria locale non come pietra da costruzione ma come materiale per oggetti decorativi (colonnine, balaustre, ecc); in questo modo però l’80% del materiale lapideo viene scartato perchè presenta dei difetti come venature, colore diverso, presenza di sacche di argilla. Perraudin  pensa che la pietra vada utilizzata senza sprechi: fa tagliare quindi blocchi pesanti 2.5 tonnellate l’uno dello spessore di 52 cm., posati a secco gli uni sugli altri. I blocchi vengono trasportati in cantiere con i camion, in modo economicamente conveniente visto che la cava dista solo 30 km. La pressione dei carichi trasmessi a terra è supportata da un semplice manto di ghiaia spianata. La costruzione non necessita di impalcature perché i blocchi sono sollevati da una gru. Il cantiere è quindi veloce, pulito perché non ci sono rifiuti inquinanti, economico ed eco-compatibile (vengono usati materiali naturali senza sprechi). La struttura della copertura è realizzata in travi di legno, mentre il manto superiore presenta uno strato di terra vegetale; questo dispositivo, unitamente alla forte inerzia dei muri di pietra massiccia accarezzata dalle brezze marine che ne umidificano le porosità, permette di ottenere un confort termico ideale per una cantina vinicola. E’ importante che il linguaggio architettonico, sempre più incline alle leggi economiche del mercato tecnologico, riconsideri tecniche e materiali ormai dimenticati; questo progetto ci parla di semplicità primordiale del gesto architettonico e di armonia tra uomo e natura.

Rubrica a cura di: Alessandro Franco – Architetto
 
Redazione

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