In casa di Francesco e Caterina

Questo intervento di ristrutturazione e architettura di interni nasce dalla volontà della committenza di convertire e adeguare funzionalmente un appartamento di circa 90 mq, costruito in economia alla fine degli anni ’60 e ubicato nella riviera romagnola.

Una dimora intesa come rifugio dalla vita ordinaria, per le vacanze estive o per i week-end invernali, motivo per il quale è stata richiesta un’importante attenzione al contenimento dei costi. L’incarico di progettazione e direzione lavori è stato affidato all’Architetto Enrico Muscioni, responsabile del settore Architettura dello studio GA&E di San Marino che ha accettato la difficile sfida di attribuire un’identità unica e forte a questo appartamento, ottimizzando le sue funzionalità e rivalorizzando l’esistente ponendo massima attenzione al rispetto di un budget limitato. La strategia dell’intervento prevede diverse fasi, intese come “stralci” di realizzazione, per le quali vengono centellinate in maniera mirata le risorse utilizzabili. In primis la scelta di incidere in maniera profonda sulla rotazione degli spazi adottando tecniche di “cuci/scuci”, intervenendo in maniera puntiforme e poco invasiva con parziali demolizioni e ricostruzioni. Mediante questa strategia di intervento è stato possibile non disperdere completamente il patrimonio preesistente, ma bensì rivalorizzarlo e innovarlo, stravolgendo gli spazi sotto un profilo funzionale. Lo spazio complessivo si è concretizzato, quindi, con il mantenimento delle principali opere in muratura originarie e il minimo riadeguamento impiantistico. L’elemento dominante dell’intero progetto, inteso come principale ed estesa opera di ricostruzione, è il controsoffitto interpretato come “mente” della casa in grado di regolare ed attribuire nuova modernità a tutto lo spazio, concepito come “corpo” sottostante. La purezza e la razionalità dei dettagli costruttivi del soffitto, sono incarnati dal nuovo progetto della luce, da asole di distacco e tasche a scomparsa per elementi in sospensione. Questi gesti architettonici determinano un ritmo e un movimento geometrico allo spazio suggerendo direzioni, scorci e nuove prospettive finalizzate alla valorizzazione di opere d’arte, all’indicazione funzionale delle aree della casa, alle accelerazioni prospettiche e dilatazioni spaziali, a loro volta regolate anche da una attenta ed inusuale cromia generale. Un approccio più mirato e sensibile alle risorse è stato dedicato alle rifiniture e a parte degli arredi, per i quali il budget ridotto è risultato una stimolante limitazione per l’Architetto Enrico Muscioni che, spingendosi oltre canoni di ricerca ordinari, ha sperimentato ed intrapreso percorsi basati sul riciclo ed il riuso attraverso il rinnovamento e la rivalorizzazione di oggetti già di proprietà della committenza abbinati ad una selezione di pezzi di design, veri “investimenti” e patrimonio duraturo qualora dovessero essere traslocati in future dimore. Ne consegue un risultato finale caratterizzato da funzionalità in risposta alle esigenze della committenza, che sono state concepite rispondendo ai canoni del “modern living”. Altrettanto interessante, risulta la capacità dell’Architetto di produrre una sorta di “mimetismo” tra gli elementi formali e di arredo che determinano questo progetto. L’ambiente è pervaso da un’armonia dai limiti impalpabili, tra quelli che sono i risultati derivanti dalla rivalorizzazione di oggetti riciclati e quelli di nuova concezione, talvolta di derivazione artigianale o industriale. Il fruitore è indotto ad un iniziale disorientamento suscitato dalla curiosità di avere risposte a domande quali: “Qual è l’artifizio? Qual è il seriale?”

L’ingresso principale tange l’asse distributivo dell’abitazione. La sua collocazione baricentrica è allo stesso tempo defilata, sia dalla zona notte che da quella giorno, concedendo ad esso il necessario spazio di respiro da dedicare all’ingresso. I disallineamenti determinati dal volume di un vano scala confinante e le strutture portanti della casa sono stati annullati da un volume sospeso di raccordo in cartongesso che assume funzione di piana espositiva e che, grazie a piogge di luce indiretta, sembra volere consolidare con forza la sua posizione.

Il progetto individua, dunque, un sistema distributivo attraverso cui si aprono spazi tangenti all’asse principale, celando talvolta anche aree funzionali per rispondere alle esigenze quotidiane,  come ad esempio il ripostiglio a scomparsa dietro all’anta specchiata. Dirigendosi verso sud, si accede all’area living: un open space dislocato lungo il lato principale dell’edificio. Questo lato, di circa 9 metri, diventa elemento fisico dominante grazie alla creazione di tende a pannelli scorrevoli:c realizzate artigianalmente, queste sono l’elemento principale che determina la scenografia d’ingresso e dell’area giorno, ma esprimono anche un importante spunto di riflessione sui temi dell’ecologia e del riciclo. Ideate e concepite nei dettagli costruttivi direttamente dall’Architetto Enrico Muscioni, sono un interessante risultato sperimentale derivato dal riciclo di sacchi di patate usati. L’architetto ha personalmente definito i relativi test di lavaggio, taglio, composizione, ancoraggio e assemblamento, affidando successivamente ad una ditta specializzata il compito dell’esecuzione e posa in opera. Esse non sono solo da intendersi come elemento frangisole, ma hanno l’importante compito di celare elementi di disturbo alla purezza dello spazio complessivo. Rappresentano un gesto architettonico volto a ripulire lo spazio da superfetazioni quali infissi di vecchia generazione ed elementi di riscaldamento. L’area pranzo è dislocata in un settore open più compresso per garantire maggior respiro all’area cucina, intesa come spazio lavoro. Il soggiorno e il pranzo ospitano elementi di design firmato, di alto livello, pensati e valorizzati come presenze monumentali all’interno della casa. La cucina, seppur non di grandi dimensioni, è stata organizzata da un punto di vista spaziale in modo tale da garantire comoda fruibilità nei momenti di lavoro. Realizzata con lo scopo di unire fisicamente e artigianalmente alcuni elementi in muratura preesistenti al “nuovo mobile cucina”, offre piani di lavoro adatti alla pratica della tradizionale cucina romagnola. La flessibilità che la caratterizza è data da un’ampia parete scorrevole interamente progettata e realizzata artigianalmente con pannelli di legno allo stato grezzo successivamente verniciati a smalto. La razionalizzazione degli spazi dell’area living, pensata come un open space scandito planimetricamente da un’alternanza di pieni e di vuoti, è anche suggerita da percorsi materici evidenziati dal materiale dominante in resina con cui è stato ricoperto il pavimento esistente. Talvolta la resina sale sulla parete o sui piani di lavoro della cucina che si alternano cromaticamente alla neutralità del bianco e del nero. Luce e materia, nella forma e nella sostanza, accompagnano e guidano in esperienze visive e sensoriali all’interno dell’ambiente. Protagonista la contrapposizione di pieni e vuoti, di volumi puri che si contrappongono a volumi soffici in tessuto. Lo spazio si dilata e si concentra su punti focali ben precisi in cui rimane posto per la collocazione di opere d’arte della pittrice Serena Valli (madre dell’Architetto) della quale Francesco e Caterina hanno scelto una nuova collezione di “Nudi”, recentemente esposta in una galleria d’arte nel pesarese.

E’ proprio l’opera pittorica principale di Serena Valli, appesa sulla parete nera del disimpegno, che diventa punto focale dall’area giorno. Valorizzata dalla luce e dalla presenza di sculture domestiche che ne richiamano le cromie, la collocazione di questo quadro “trasforma” formalmente e funzionalmente il concetto di disimpegno o asse distributivo verso la zona notte, che diventa nicchia in prospettiva visibile da ogni area della zona giorno, grazie alla quale si percepisce una visione della casa più dilatata. La camera da letto principale ospita arredi ed elementi artigianali concepiti e progettati dall’Architetto: un ampio letto matrimoniale in eco-pelle e una parete armadio che, nella sua semplicità, presenta dei particolari costruttivi articolati che permettono di mantenerlo sospeso da terra di 15 cm, al fine di ospitare sotto di esso una fonte luminosa indiretta, che garantisce un’atmosfera luminosa notturna non invasiva. La cromia di toni naturali e neutri funge da sfondo ideale per un’altra opera pittorica di Serena Valli raffigurante un paesaggio indonesiano nelle tinte del verde. Anche nella zona notte il tema del riciclo e del riuso è fortemente presente non solo con le tende, questa volta confezionate a pacchetto, ma anche dalla valorizzazione di porte e maniglie usate, che ritrovano una spiccata modernità grazie a resine e vernici speciali. L’unico bagno è dedicato al benessere, in perfetta sintonia con lo scopo di questa casa. Ottenuto dall’ampliamento di quello preesistente, prevede una nuova ed articolata concezione di tutte le sue funzioni primarie. Lo spazio è delimitato in altezza da due diversi livelli di quota, che hanno consentito la rotazione impiantistica evitando nuovi ed onerosi interventi murari.

Un ampio basamento, realizzato artigianalmente in legno e resina, risponde alle svariate funzioni quali piano da appoggio, incasso vasca, mobile contenitivo a giorno e cestoni push & pull. Lo spazio assume una dilatazione sostanziale con la presenza di una parete totalmente rivestita a specchio che offre altresì riflessi di luce per qualsiasi tipo di atmosfera.Conquistano con forza e presenza monumentale la loro posizione i due lavabi ideati e progettati dall’Architetto. Di concezione sperimentale, sono stati realizzati in vetro resina da un laboratorio artigianale locale come reinterpretazione di sculture domestiche. Il volume di una comoda doccia, intesa come piccola stanza separata solo da un gradino di abbassamento, è stata volutamente usata anche per celare i sanitari. Particolare attenzione è stata dedicata al progetto della luce per rispondere alle diverse funzionalità da bagno richieste, alternando la luce intensa, alla cromoterapia o all’effetto soffuso di lume di candela.

Per informazioni: http://www.gae.sm/

Redazione

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