In casa di Sanya e Gianluca

Una casa nata attorno al sole, con un cuore che batte in Marocco, ma le radici nella tradizione nostrana. Nella campagna riminese, poco distante dal mare, spicca tra le alberature la casa di Sanya e Gianluca. Quasi hollywoodiana per lo stile, africana nell’anima, autoctona nella progettazione e nell’ideazione, la casa di Sanya e Gianluca è inconsueta per il paesaggio in cui si staglia, contraddistinto da belle ville più tipiche della Brianza, tra tigli e platani imperiosi, ma si integra perfettamente nel contesto che la circonda. Studiata nei minimi dettagli sotto il profilo energetico, tanto da essere completamente autosufficiente, la casa è composta da due corpi uniti da un bellissimo porticato esterno, che oltre ad essere il vero trait d’union del complesso, è anche un grande accumulatore energetico, in grado di connettere l’ambiente principale alla dependance e al garage. Il grande camino esterno, imponente e che contraddistingue la facciata frontale dell’abitazione, è il simbolo della filosofia di come è stata studiata la casa, progettata dall’architetto Frederic Barogi, ovvero la trasposizione e la rivisitazione contemporanea di una costruzione tradizionale, che sfrutti al massimo le risorse energetiche naturali.

Per questo motivo sia il disegno della casa sia la disposizione interna degli ambienti ruotano, è il caso di dirlo, intorno al sole, preso come unico riferimento. Tutto infatti è stato studiato per permettere il migliore soleggiamento nei mesi estivi e invernali, oltre che nelle varie ore della giornata. Ambienti freschi nei periodi più caldi, isolati dal freddo nei mesi invernali. A sud, sotto il lungo porticato il rapporto tra lo sbalzo della copertura e l’ampia finestra del soggiorno permette ai raggi solari dei mesi estivi di penetrare all’interno della casa in maniera schermata e protetta, mentre in inverno di essere catturati più direttamente. Sul lato nord invece sono state disegnate finestre più piccole in modo da evitare la dispersione termica durante i mesi invernali, ma di consentire una ventilazione per rendere più freschi gli ambienti interni durante i mesi estivi. L’intero complesso quindi, dai volumi alla scelta dei materiali (vedi il legno della copertura, dei soffitti e dei rivestimenti) è stato progettato secondo criteri di eco-compatibilità e assecondando le condizioni bioclimatiche. Il dialogo tra gli spazi interni e quelli esterni è un’altra delle caratteristiche di questa casa, circondata da un giardino curato ma essenziale e con il porticato che annuncia le grandi vetrate della zona giorno. Una continuità che emerge anche grazie all’utilizzo della stessa pietra per i pilastri dei portici, per il camino, per la pavimentazione interna ed esterna in modo da dare loro continuità formale e spaziale.

L’arredamento degli interni è semplice, ma con pezzi ricercati che rendono particolari anche gli ambienti più semplici. Come si diceva, la zona living gode della luce naturale che filtra dalle grandi vetrate, che “allargano” gli spazi. Dal sole della costa riminese a quello del Marocco, luogo del cuore della padrona di casa. Il calore marocchino emerge dirompente nello spettacolare lampadario che svetta sul grande tavolo della sala, anche questo proveniente dall’Africa, al pari della particolare cassettiera, dei vasi, degli imponenti specchi. Il camino ad angolo, inserito in un grande blocco di pietra, rafforza il dialogo con l’esterno. A dare un tocco retrò le poltrone anni Cinquanta – una nota di colore vivace ripresa anche nel tappeto e che spicca tra le tinte omogenee della casa – e il divano rivestito. Essenziale è la cucina, dove sono i colori del legno, della pietra e dell’intonaco sabbia ad essere gli unici protagonisti. Curiosando però non può non cadere l’occhio su una bilancia pesa alimenti davvero “vintage” e massiccia, ennesimo elemento raccolto durante uno dei tanti viaggi. Girovagando si trovano piccole chicche, come la cura nei dettagli del bagno di servizio, con il lavandino della collezione Arcipelago, un pezzo unico lavorato a mano e ricavato da un blocco di marmo indonesiano (White batik), dalla forma elementare e con un design che, così come tutta la casa, fonde la contemporaneità alla tradizione più antica. Per entrare nel bagno bisogna attraversare una vecchia porta, presa da un rigattiere e attorno alla quale è stata letteralmente modellata la parete. I punti luce, i materiali naturali, i colori neutri e le linee geometriche ricorrono anche nel bagno degli ospiti e in quello a servizio della camera da letto, dove balza agli occhi l’imponente doccia inserita in una “cornice” di mosaico di travertino romano e senese. Un piccolo regno ovattato dunque quello di Sanya e Gianluca, di classe, senza essere sfarzoso, impreziosito da un ampio giardino curato alla perfezione e che lascia la possibilità di volgere lo sguardo senza ostacoli verso l’orizzonte e verso il mare. Per sognare magari, altri mari e altre terre da raggiungere presto.

A cura della Redazione.