In casa di Vittoria

“Ci vediamo all’albero”. Era una frase che mi portavo dentro dalla mia infanzia. Riguardava una postazione di caccia situata in cima a un albero. Da lassù si poteva vedere tutta la costa e il vento che soffiava continuamente, portava con sé i pensieri e i sogni che raccoglieva nel suo percorso e li portava lì, dove tra i rami dell’albero diventavano parole e risposte. I cacciatori avevano persino costruito un tavolo ai suoi piedi e quando erano stanchi di inseguire fagiani e beccacce ci si sedevano, per giocare a “tre sette” e bere vino. Ora l’albero delle parole è diventato parete. La sua immagine a tutt’altezza me la sono portata dentro casa e quando sopraggiunge la tristezza, mi siedo là, al tavolaccio di legno sotto l’albero e ascolto i ricordi che il vento mi porta.

Progetto: La casa di Vittoria nasce dalla volontà di realizzare uno spazio armonioso, essenziale, ad alto comfort, capace di coniugare un design moderno a materiali naturali. Ma la caratteristica principale che ci ha guidati nella progettazione è stata la vivibilità: la capacità di creare uno spazio “caldo e familiare” in cui poter vivere e accogliere i propri cari.

Living room: Il living room è stato pensato come open space. La mancanza di separazioni amplifica lo spazio, delimitando comunque le diverse funzioni abitative. Cucina, pranzo ospiti, soggiorno e soppalco-studiolo, s’intrecciano senza soluzione di continuità, disimpegnate dall’ingresso centrale. Il design essenziale dell’arredo e del soppalco si legge anche nel pavimento. La resina di tonalità sabbia è stata scelta come armonizzatore delle colorazioni interne. La colorazione basica, calda e morbida offre un ambiente familiare ed elegante. Soppalco: Sfruttare l’altezza è stato naturale, il primo passo. La maggior altezza del piano sottotetto, in cui si trova l’appartamento, ci ha permesso di creare un ulteriore ambiente. Ne è scaturito un soppalco con struttura e parapetto in acciaio di color bianco, posto sopra il disimpegno della zona notte e parte della zona giorno. Lo spazio ottenuto è stato destinato a studiolo, spazio lettura-ricreativo. Si aggetta, come doppio volume, sulla zona giorno da cui si accede attraverso una scala in lamiera pressopiegata, rivestita in resina e colorata come il resto della pavimentazione del living room. L’illuminazione, con segnapassi radenti la pedata, viene utilizzata anche come illuminazione secondaria d’atmosfera per tutto l’appartamento. Nonostante sia parte del soggiorno, lo studiolo conserva una riservatezza e un “calore” che ne fanno uno degli spazi più accoglienti e riservati dell’appartamento.

Zona notte: La zona notte è caratterizzata da una diversa pavimentazione. La scelta del parquet in rovere naturale spazzolato e bisellato con finitura opaca, sempre con colorazioni calde e toni tenui, è stata dettata dalle sue caratteristiche “emotive” e di comfort. Il design essenziale dei mobili giorno si rispecchia anche nell’illuminazione della camera da letto padronale. Luce indiretta è stata scelta per la zona armadi e la stanza nel suo complesso. Una luminosità omogenea, senza la presenza di corpi illuminanti diretti, regala una visione più discreta e calda, adatta ad una camera da letto. La stanza di Vittoria, invece, è segnata dalla vitalità, dalla fantasia e dall’energia della fanciullezza.

Servizi Bagno e ambiente servizi seguono la filosofia che ci ha guidati nella progettazione dell’intero appartamento. Toni caldi, design essenziale, colori morbidi. Nella stanza da bagno il parquet della zona notte entra direttamente come pavimentazione, come parete alla vasca da bagno e come mensola del lavabo.

Architetto
Andrea Bartolini – Consulente “CasaClima”
[email protected]

Gli inserzionisti di questo numero de “LA MAISON” che hanno partecipato alla realizzazione di “In casa di Vittoria”

Pavimenti:
Resina | Parquet: CENTRO DELLA CERAMICA – Via al Mare, 14 San Giovanni in Marignano | RN

Serramenti:
Esterni e Interni: SERRAMENTI SAMMARINESI – Via 5 Febbraio, 63 Fiorina | RSM

Scala | Ringhiera | Ballatoio: FERRO TECNICA  Z.A. di Mercatale, 56 Sassocorvaro | PU

Arredamento:
Cucina Camera Matrimoniale | Cameretta: COLOMBINI CASA – Cerasolo S.S. San Marino | RN FEBAL CASA Centro Comm.le Atlante | RSM

Tendaggi e Tessuti:
Living | Camera Matrimoniale: MAGIE D’ARREDO – Via Tre Settembre, 140 Dogana | RSM

Arredamento:
Living | Bagni: KREA di Gianfranco Agarici – Via Biagio di Santolino, 79 Acquaviva | RSM

Camino:
STUFE CAMINI DESIGN – Via Emilia Ponente, 985 Cesena | FC


 L’albero delle parole

“Lassù sembra di stare in paradiso!”
Era una frase ed un’immagine che mi portavo dentro dalla mia infanzia. Riguardava una postazione di caccia situata in cima ad un albero vicino a casa dei miei nonni.
Quel “capanno”, era talmente in alto che i cacciatori per raggiungerlo dovevano salire su una lunga scala in ferro per poi scalare i rami di quell’albero. Ma alla fine si trovavano per aria, in mezzo alle nuvole e al cielo di Torraccia.
Era stato costruito come postazione di caccia, con tre lunghe feritoie.
Da lassù, in cima alla collina, si poteva vedere tutto: il mare della costa, la rupe, le tre torri, le colline e le campagne e ogni tanto si sentivano persino delle parole, delle strane parole.
Il vento che soffiava continuamente, portava con se i pensieri, i sogni e i desideri che raccoglieva nel suo percorso e li portava lì, dove tra i rami dell’albero diventavano parole e risposte.
Da quel capanno si potevano ascoltare i sogni!
Ormai ci salivano non solo per battute venatorie, ma per staccarsi dai problemi del mondo e stare in silenzio con il vento.
Con l’andare del tempo quella postazione era diventata un ritrovo.
I cacciatori avevano persino costruito un tavolo ai piedi dell’albero e quando erano stanchi di inseguire fagiani, lepri e beccacce ci si sedevano. Le carte del “tre sette” e i bicchieri di vino avevano preso il posto di cartucce e fucili.
“Ci vediamo all’albero”, come ormai era chiamata confidenzialmente quella postazione, non era più un invito ad una battuta di caccia ma ad un giornata in compagnia.
Ancora oggi la postazione dell’albero si anima. Soprattutto di notte, quando le contingenze diventano superflue e l’essenza richiede verità, molti la raggiungono per parlare con se stessi o cercare risposte nel vento.
Si siedono al tavolo nell’attesa di desideri incompiuti o nel rimpianto di occasioni mai ritrovate.
Ora l’albero delle parole è diventato parete. La sua immagine a tutt’altezza me la sono portata dentro casa e quando la burrasca dell’assenza si fa tristezza, mi siedo là, al tavolaccio di legno sotto l’albero e ascolto i ricordi che il vento mi porta.
Con gli occhi chiusi e l’anima rivolta all’infinito mi faccio cullare dalla brezza della nostalgia che tra i rami diventa presenza…, voce…, carezza.

Redazione

La Prima e Unica Rivista di Casa della Repubblica di San Marino e Circondario.

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