C’è chi dice sì. L’amore ai tempi del coronavirus.

Tra qualche giorno festeggerò il mio anniversario di matrimonio e come accade ogni anno all’approssimarsi del 15 settembre, mi tornano in mente tanti ricordi di quella giornata così unica e speciale.

Gli episodi bizzarri sono sempre i primi che si presentano soprattutto perché generano ancora, dopo tanti anni, l’ilarità di mia madre. Tuttora non si capacita di aver visto mio marito con la mano appoggiata al mio sedere mentre ci dirigevamo nella postazione destinata agli sposi, all’interno della grande sala a palazzo del governo. Ride sempre di gusto ripensando allo sguardo sbigottito e inorridito di mio suocero, l’unico altro testimone dell’accaduto. Da anni le spiego che per mio marito è stato un gesto praticamente inconscio per comunicare segretamente con me. Un modo per farmi sapere che lui era lì al mio fianco.
Lei però non può fare a meno di ridere e continua a sostenere che è stato un gesto scaramantico per garantirsi la benevolenza della dea bendata. Forse è stato proprio così. In fondo quando siamo graziati dalla fortuna, la frase che pronunciamo non è appunto: “Che c…o!”?
E poi ci sono gli altri ricordi. Quelli più belli. Sono le emozioni nell’essere vicini fisicamente alle persone a noi più care. Sono gli abbracci degli amici, i sorrisi sui volti dei parenti e le sincere strette di mano. Quei momenti rimarranno per sempre indelebili nel cuore e nella memoria.
Pensando a questo mi sono chiesta se oggi, in piena pandemia da coronavirus, ci saremmo sposati ugualmente o se invece avremmo preferito aspettare tempi migliori. Ovviamente non chiederò il parere di mio marito perché già conosco la risposta. Ma non ve la dico.

Credo che in prima battuta valga la famosa frase “quel matrimonio non s’ha da fare”.
Chi sta vivendo questo dilemma potrà confermare.
Immagino che suggerire ai futuri sposi di rimandare il matrimonio a data da destinarsi, sarà il consiglio della maggior parte degli invitati, a partire dai genitori. Sarò forse perfida, ma sospetto che qualcuno userà a proprio vantaggio la medesima raccomandazione…

“Vuoi che tutte le foto dell’album di nozze siano con indosso la mascherina?” disse colei che, sotto sotto, aspirava a interpretare il ruolo della testimone di nozze. Già s’immaginava immortalata per sempre nel tuo album di famiglia con il suo sorriso più smagliante e l’abito scintillante. Ma che gusto c’è se nessuno ti riconoscerà? Senza dubbio non si farà alcuno scrupolo e ti dirà che è molto meglio rimandare la cerimonia.

“E per il mangiare come si fa?”
Questa domanda l’ho sentita spesso ma ho il sospetto che sia più legata al timore di non poter accedere liberamente al buffet piuttosto che la preoccupazione di beccarsi il covid. In fondo, non è anche per il mangiare a sbafo che si partecipa a un matrimonio?
Un detto romagnolo dice: “e dènt l’è piò d’après che n’è parènt” (il dente è più vicino del parente!).

Ovviamente sto scherzando. Penso sia tutto molto più complicato. Forse però sarebbe utile cambiare un po’ la prospettiva: spostare lo sguardo altrove e concentrare l’attenzione su te e l’altra persona. Semplicemente provare a pensare soltanto a voi due e a ciò che vi renderebbe felici entrambi.

Per quel che mi riguarda mi sarei sposata con la mascherina, con i guanti e pure con lo scafandro. Lo conferma il fatto che sono trascorsi diciassette anni ma il libro delle foto del nostro matrimonio non l’abbiamo mai iniziato. È parcheggiato in bella mostra nella libreria del nostro soggiorno, dal lontano 2003. Dentro non c’è nessuna foto. Abbiamo preferito dedicarci ad un altro libro. Insieme, ne scriviamo una nuova pagina ogni singolo giorno.

 

Voglio ringraziare gli sposi protagonisti di questo numero speciale di LA MAISON e LIFESTYLE MAGAZINE per aver condiviso con noi il giorno delle loro nozze.
Auguro loro di scrivere meravigliosi e infiniti capitoli del viaggio appena intrapreso.

 

Barbara Tosi
Direttrice: La Maison e Lifestyle Magazine

Barbara Tosi

Direttore La Maison & Lifestyle Magazine.

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