Chilometri d’amore. Lisa Mattioli e Francesco Tognacci

Lisa e Francesco, sempre con la valigia pronta, sempre con una storia da raccontare e forse da cantare. Oggi ci parlano di come è cresciuto il loro amore a suon di rock e mete da visitare.

Lisa: “Ci chiamiamo Lisa e Francesco. Siamo una coppia longeva: ci siamo conosciuti più di 15 anni fa e, quando parliamo della nostra storia, una delle prime cose che ci viene in mente sono i chilometri che abbiamo percorso in tutto questo tempo. Veniamo da due paesi che distano mezz’ora di macchina l’uno dall’altro e negli anni di fidanzamento abbiamo macinato parecchia strada per poterci vedere. Senza contare che i km percorsi durante i nostri viaggi on the road e quelli necessari a raggiungere gli infiniti concerti a cui abbiamo assistito in tutta Italia, hanno contribuito a gonfiare ulteriormente le cifre nei cruscotti delle nostre auto.
Ma partiamo dall’inizio. Ci siamo conosciuti il 16 novembre 2003 incrociandoci sulle scale di una discoteca rock, di Misano Monte, che ora non c’è più: il Kantiere.

È stato facile per noi rompere il ghiaccio, dal momento che non eravamo visi nuovi l’uno per l’altra: durante l’estate, infatti, lavoravamo entrambi al mercato e ogni sabato ci trovavamo praticamente faccia a faccia, con i nostri rispettivi banchi. Io lavoravo per un carissimo amico di mio padre mentre Francesco dava una mano ai suoi genitori. Lui non trovava il coraggio di venire a presentarsi ma, un giorno in cui ero assente, si è deciso a chiedere il mio numero di telefono al mio datore di lavoro che, giustamente, per tutelare la mia privacy, non glielo ha dato. Il destino, però, ci ha messo lo zampino e ci ha fatto incontrare, una volta finita l’estate, su quelle scale. Da quella presentazione passano circa due mesi: il primo vero appuntamento è avvenuto il 12 gennaio 2004, data ufficiale del nostro anniversario e del nostro primo bacio. Fin da subito, l’amore per la musica è stato un punto fermo per noi e questo ci ha portato a macinare chilometri per vedere esibirsi i nostri artisti preferiti.
Il primo vero concerto è stato quello degli Jethro Tull, a Cattolica, ma poi ci siamo lanciati e abbiamo visto decine e decine di spettacoli in tutta Italia, ballando e cantando a squarciagola sulle note di Bruce Springsteen, U2, Coldplay, Foo Fighters, Editors, Black Keys, Neil Young e tanti altri, più o meno famosi.
Ogni volta non si trattava solo dell’esibizione di un artista a noi caro ma anche di un’occasione di crescita come coppia e come musicisti visto che entrambi, negli anni, abbiamo avuto varie band. Di comune accordo non abbiamo mai fondato un progetto insieme per non creare attriti, almeno fino a oggi… Come ci ha scritto il cantautore riminese Daniele Maggioli, riprendendo la frase di un suo pezzo in qualità di buon augurio: “adesso siete nuovi”.
In effetti, il matrimonio ci ha cambiati. Nei mesi che hanno preceduto il fatidico giorno, ci siamo messi ulteriormente alla prova per preparare dei pezzi da suonare insieme alla festa, coinvolgendo anche gli amici musicisti che erano stati invitati. Questo ci ha dato modo di capire che, forse, il fatto di non aver voluto collaborare in precedenza si riduceva a una semplice ostinazione e da oggi vogliamo partire con un nostro progetto musicale.”

Francesco: “Penso che questo potrebbe renderci ancora più affiatati e felici. Come ha detto Lisa, oltre a essere appassionati di musica, amiamo i viaggi on the road, anche perché ci hanno dato la possibilità di conoscerci meglio e di visitare posti meravigliosi. Forse, l’aneddoto più divertente che abbiamo collezionato è avvenuto durante il nostro soggiorno a Tenerife (sulla carta una vacanza di solo relax): ci siamo avventurati fino in cima al vulcano Teide ed effettivamente in cima ci siamo arrivati…, ma tornare indietro è stata un’autentica odissea, dal momento che abbiamo perso l’ultima corsa della funivia e stava iniziando a diventare buio. Abbiamo dovuto discendere il monte a piedi, con i cellulari scarichi e la sola luce dello schermo del navigatore come illuminazione. Dopo aver camminato per ore e ore, siamo arrivati in hotel, sfiniti, a mezzanotte e mezza. Ammetto di avere qualche colpa in tutto questo: avevo calcolato male i tempi necessari per raggiungere la funivia.”

Lisa
: “Avevo prenotato quell’hotel, anche se costoso, perché era l’unico in mezzo al deserto. L’idea originaria era quella di goderci una birra in tutto relax, la sera, sotto il cielo stellato, invece abbiamo raggiunto l’hotel stanchi e ammaccati, con le gambe distrutte dopo la discesa del vulcano.Durante quella camminata nel buio e nel silenzio della notte ci siamo però accorti ancora di più di quanto fosse meraviglioso e spettacolare quel cielo pieno di stelle sopra al deserto. Oggi è diventata una storia da raccontare e ci ridiamo su, ma sul momento avrei voluto strozzare mio marito!’’
Comunque, viaggiamo spesso anche alla scoperta dell’Italia (che amiamo tanto) e con il nostro meraviglioso cane Pedro, abbiamo trascorso bellissime vacanze passeggiando nel verde della Toscana e in montagna, a Merano e dintorni. Dunque, sono tanti, veramente tanti i km percorsi in questi quindici anni insieme! Viaggi che ci hanno cambiati e ci hanno fatto crescere perché i momenti di sconforto o di crisi non sono di certo mancati ma ci hanno fatto giungere alla certezza di essere fatti l’uno per l’altra. Abbiamo deciso, così, di sposarci.
La preparazione del nostro matrimonio è stata piena di scelte, di cose da fare e da organizzare e abbiamo dovuto tirar fuori il meglio di noi. Da subito, abbiamo progettato di sposarci d’estate, quando la natura esplode di vita, magari in un posto completamente immerso nel verde e, quando abbiamo visitato per la prima volta la chiesa di Laureto, a Mondaino di Rimini (sotto consiglio di mia sorella, che conosce bene i nostri gusti), è stato colpo di fulmine e ci siamo detti: questo è il posto! Questa chiesetta di campagna ha accanto una casina, entrambe in pietra, e tutto intorno un prato che si affaccia sulle colline circostanti. Un panorama che ci ha tolto il fiato. Ma la sorpresa più bella è stato scoprire un altare esterno, accanto al giardino della chiesa, con le panche a formare un anfiteatro. Sapendo che il nostro parroco sarebbe stato d’accordo, abbiamo subito pensato di celebrare lì la cerimonia.

All’inizio del 2019, ci siamo guardati e ci siamo detti: questo è il nostro anno, godiamocelo. Detto, fatto. A febbraio siamo partiti per l’Inghilterra per rivedere le sorelle di Francesco che abitano là e trovare l’ispirazione…, anche qui c’è stato un bel colpo di fulmine.

In un piccolo negozietto di antiquariato di un paese fuori Londra abbiamo trovato una fede vintage perfetta per me e abbiamo deciso di acquistarla.
Una volta tornati in Italia, ci siamo rivolti a un’orafa artigiana per riprodurre, sul modello di quella acquistata a Londra, una fede adatta a Francesco. Abbiamo scoperto che questa signora, anni fa, aveva lavorato per mio nonno, anche lui orefice e orologiaio, e che gli aveva fatto incidere le sue fedi matrimoniali. Ora lei si trovava a fare lo stesso con le nostre. Ci è sembrato che in qualche modo tutto nel cosmo quadrasse.

Siccome non volevamo un matrimonio classico e impostato, con tutti gli invitati a sedere per l’intera durata del pasto, abbiamo optato per un’apericena a buffet e abbiamo dato un taglio personale alle decorazioni in modo che ci rappresentassero al 100%. Ad esempio, i centrotavola provengono da casa nostra: oggetti trovati nei nostri viaggi o nei mercatini delle pulci. Fiori di carta fatti a mano da noi, dai nostri amici e dai nostri familiari e composizioni di piantine grasse create da me, hanno reso tutto ancora più colorato e allegro.”

Francesco: “Quando qualcuno ci chiedeva che tema avesse il nostro matrimonio, noi rispondevamo: “Il-butta-su”.
In realtà, era un modo ironico per riassumere il desiderio di portare alla festa del nostro matrimonio le nostre personalità e passioni mescolando il tutto a colori forti, estivi e vibranti. Abbiamo scelto tessuti, nastri e lucine per decorare gli spazi, abbiamo creato tanto insieme. Chi poteva, tra amici e parenti, si è messo a disposizione per l’allestimento e, quando ormai mancavano solo tre giorni alle nozze, ci hanno aiutato tantissimo nell’applicazione delle decorazioni. Non finiremo mai di ringraziarli: quei giorni sono stati una corsa contro il tempo ma anche momenti favolosi per le emozioni vissute.

Il 16 giugno 2019, ci siamo svegliati con un sole splendido, il cielo di un azzurro intenso e la campagna attorno alla chiesa che risplendeva di verde. È stata una giornata carica di sorrisi, leggerezza, commozione e gioia. Trascorsa in un soffio. Quando, alla fine, ci siamo detti “è stato tutto perfetto”, abbiamo anche compreso che tutte le difficoltà e le incertezze collezionate nei mesi precedenti ci avevano portato a realizzare qualcosa di veramente grande e meraviglioso.

Se il nostro amore, che ha viaggiato tanto e si è messo alla prova in mille situazioni, è stato in grado di fare tutto questo, nulla ci può fermare.”

 

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