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Un compleanno speciale

In quanti ci ricordiamo cosa si festeggia realmente il giorno di Natale? E perché se Natale è un giorno, uno, si comincia a celebrare da ottobre? Avete mai sentito qualcuno rompere le balle, con l’atteggiamento di un bambino euforico in preda ad un picco anfetaminico, e gridare verso il 10 di Giugno: “Che bello! Che bello! Tra poco è Ferragosto!?!?” Non credo proprio. Oppure qualcuno che, il giorno di Capodanno, prepara la letterina per San Valentino, in cui chiede di ricevere la ragazza o il ragazzo dei desideri?!? No. Anche se, a pensarci bene, non sarebbe una brutta idea.

Ricerchiamo le motivazioni storiche. Climaticamente è il periodo peggiore dell’anno. Ancestralmente, c’è la tendenza ad accumulare adipe ed affetti; si mangia e ci si stringe al focolare domestico come una famiglia russa nel periodo gulag, per sentire più calore dentro e fuori, e per affrontare la rinascita del sole, che comincia da lì in poi ad allungare le giornate. Praticamente, parliamo di affetti ed affettati. Chi ha una nonna romagnola sa esattamente di cosa parlo. Quando le hanno spiegato che una nonna dispensa affetto, sul termine affetto era un pelino distratta, ma il termine dispensa lo ha capito benissimo. Sarà per questo che qualsiasi credenza (e dai!) tu abbia, anche se fossi un talebano estremista, nascendo in Romagna, il Natale sei portato a festeggiarlo comunque. Insomma è, e rimarrà sempre la festa per eccellenza, quella da trascorre in famiglia e in cui siamo tutti più buoni. Questa spiegatemela, però: se nasci stronzo e ce l’hai scritto in codice nella sequenza dei nucleotidi del DNA, non è che a Natale puoi diventare più buono. E’ impossibile. Al limite puoi far finta, ma siccome si vede, l’immagine che trasmetti ricorda quella di chi sorride in una foto di gruppo nonostante il vicino gli abbia appena dolorosamente e violentemente calpestato l’unghia incarnita dell’alluce, e questo ti rende falso come Giuda. Scusate, sono uscito un attimino fuori tema, di lui se ne riparlerà attorno a Pasqua. Natale. O lo ami o lo odi, e spesso nell’arco della stessa vita tocchi entrambi le “sfumature”, andando di pari passo con le evoluzioni affettive, come la curva oscillatoria nel grafico cartesiano che le rappresenta. Per intenderci, se le cose non vanno bene, ti comporti cinicamente come una volpe che si aggira in mezzo ad una vigna a settembre. Se invece sei in un periodo nel quale gli affetti vanno alla grande (vedi Mulino Bianco, dove qualche dubbio sulla provenienza della farina rimane), allora sì che ti puoi permettere la benedizione di celebrarlo e godertelo alla grande. Nel mezzo sono contemplate molte più di cinquanta sfumature. In tutti i casi, Auguri.

Fabrizio Bisognani

Lui dice.

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