Che cos’è davvero la bellezza?

Lo so. La domanda che vi sta sorgendo spontanea, dopo aver letto il titolo, è: ma tu, che ne sai? E’ come se si chiedesse la struttura e la composizione dell’universo durante l’era pre inflazionaria, e cioè a 10-43 secondi dopo il big bang, ad uno a caso dei partecipanti del Grande Fratello. E invece no, vi sbagliate. Il mio è un punto di vista privilegiato, perché per percepirla non è necessario esserne dei degni rappresentanti; anzi, è possibile averne la percezione attraverso i cinque sensi e a volte anche col sesto. La bellezza è mia nonna. Più avanti capirete il perché di questa affermazione.

Un’altra domanda che spesso ci si pone è se la bellezza possa aiutare nella vita. Se la intendiamo come bellezza puramente estetica, verrebbe da dire di sì ed a tal proposito mi viene in mente un cliente che in azienda sfoggia impiegate degne delle copertine di Vogue France. Che a vederle viene da mettere un promemoria acustico sullo smartphone per ricordarsi di respirare e mantenere la tensione nei muscoli massetere e temporale in modo che la mandibola rimanga nella sua sede naturale. Se glielo fai notare, lui ti prende per un braccio, ti porta in disparte e ti sussurra all’orecchio: “guarda che costano come quelle brutte!”. Vai a dargli torto se hai il coraggio. Ma a lungo andare, perlomeno sul lavoro servono poi anche altre qualità. Minimamente occorrerebbe essere belli anche dentro, soprattutto tra le pieghe di quella materia grigiolina, altrimenti ne risente un pochino la produttività. Ma la bellezza è altro, è tanto altro.

La bellezza è ciò che fa emozionare, una goccia sottoforma di azione piena di cura in mezzo alle crepe aride di etica di questa umanità post decadente. L’armonia di una smorfia di un bambino o la parola deliziosamente deformata che esce dalla sua bocca. Un tramonto con dei colori che fino al giorno prima non vedevi o non ti permettevi di vedere perché non te ne prendevi il tempo e magari la compagnia giusta per gustarne le sfumature. La controindicazione è che man mano che assumiamo maggiore consapevolezza di cosa sia la bellezza, diventiamo più belli dentro ma, ahimè, meno fuori. Un’equazione matematica in cui la bellezza percepita è inversamente proporzionale a quella esibita. Ma forse è giusto così. E più cresci e più diventa evidente. Prima ti emozionavi solo davanti a presunti capolavori possibilmente fatti di tessuti organici, tondeggianti, simmetrici e collocati alla base della colonna vertebrale di un corpo femminile, successivamente vedi sfumature che ti fanno emozionare come faceva la tua povera nonna (povera in entrambi i sensi, purtroppo) che al cospetto dello splendore spesso si commuoveva e ripeteva l’adagio romagnolo: “che roba bella che fa la terra!”. E tu la prendevi vagamente per il culo, pensando “ma come si fa? Io non lo farò mai, sono troppo un duro!” (Ah ah ah! Questa è bellissima!!!).

Ma la vita, quella sì che ci prende per i fondelli e ci fa credere di noi stessi delle cose assurde, per poi farsene beffe. Un giorno quella nonna viene a mancare e per incanto o per la legge del contrappasso diventi esattamente come lei, come se quella parte si fosse reincarnata in te. Ma nel riuscire a ‘sentire’ meglio, ti rendi conto che è una fortuna e, anzi, adesso pensi che in realtà sia la migliore eredità che avrebbe potuto lasciarti. La bellezza è mia nonna.

di Fabrizio Bisognani

Fabrizio Bisognani

Lui dice.

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