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Diario di bordo di un’italiana all’estero (seconda parte)

Le grandi città funzionano allo stesso modo delle bancarelle al mercato: ti fermi un solo secondo a dare un’occhiata e non ti mollano più finché non sei esausto e cedi.

Sydney, essendo una metropoli in via di metropolizzazione, è organizzata proprio come il gioco del monopoli in cui, al posto delle case e delle piccole pensioni da costruire, ci sono giga grattacieli e hotel di lusso che, solo a guardarli, ti fanno sentire a disagio, inducendoti a dire “ok, hai vinto, sei poco più grande dell’appartamento in cui vivo”.

Blogger-Australia-albero di Natale

Il tempo, ormai, è cominciato ad essere scandito da tre cose: il sole infuocato che, dalle 13 alle 16, ti ustiona già a pronunciarne il nome, gli orari in cui si può servire della birra (ovvero fino all’una di notte) e, non da ultimo, l’affitto da pagare.
Purtroppo l’Australia è veramente quel paese in cui vedi concretamente che le tue idee, chiamate comunemente “sogni”, possono prendere forma e funzionare. Sai che la tua voglia di fare, porta a qualcosa e sai che non c’è limite alla stranezza.
Parlando di cose più serie… Il cibo. (Se siete vegetariani andate al paragrafo successivo) Ebbene si, ho mangiato la carne di canguro… e buona che era! Vi vedo già dire “no, dai, poverino! Come fai a mangiare un canguro? E’ così tenero…” Anche le galline sono tenere, quindi basta moralismi. Il prossimo passo è il coccodrillo, che come vedete nella foto è ora disponibile al supermercato proprio come in Italia lo è il cotechino a Natale. Ho avuto la fortuna di essere qua per capodanno e, finito di lavorare alle 23.57, mi sono precipitata a vedere i fuochi: una grandissima delusione. Si, va beh, scenografici, ma per un totale di 12 minuti: vivo in una città che ha esattamente un 230esimo numero di abitanti rispetto a Sydney dove i fuochi d’artificio durano 25-30 minuti e, consultandomi con compagni di bordo di altre città, il pensiero dopo lo spettacolo è stato esattamente lo stesso. Fannulloni e pure tirchi (però abbiamo avuto per un mese l’albero di Natale, fatto interamente di lego, più costoso del mondo: segno che l’incoerenza è universale).
Amo i miscugli di questa cittadella: si viene bombardati continuamente di spunti su quella che è la varietà dell’essere umano e delle sue declinazioni comportamentali che lo portano a chiudersi in sé stesso: solitari sociopatici “selfie addicted”, autistici personaggi con cuffie e musica metal pesante, turisti che non cagano “di sbriscio” l’Opera House ma si fanno selfie con il bastone tra di loro e, purtroppo, mamme che ascoltano musica dall’iPod e il bambino nel passeggino che gioca con l’iPad. Non ci accorgiamo di quanto ci perdiamo del mondo… e la stessa cosa vale per chi non comprende la ricchezza dei viaggi e rimane rinchiuso ciecamente nel suo buio orticello.

Viaggiare con il vero spirito del viaggiatore è il modo più sincero che c’è di vivere la vita: non si nascondono le debolezze, si è limpidi, chiari e onesti con tutti e prima di ogni cosa, con sé stessi.
Se poi, nel voler dire tutta la verità, vi dico che mi vado a fare una bella vacanza alle Fiji, allora un mezzo insulto me lo merito!

In ritardo, ma Happy New Year!
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Giulia Battistini
blogger in Australia

Redazione

La Prima e Unica Rivista di Casa della Repubblica di San Marino e Circondario.

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