Dio ti salvi da un cattivo vicino

Il vicino di casa può essere una benedizione o il motivo per cui sviluppi una dipendenza agli psicofarmaci, l’amicizia di una vita o quello che ti fa abbandonare per sempre l’idea di avere dei figli (per scongiurare definitivamente il pericolo che ti vengano come i suoi!). A volte, certe improvvide decisioni finiscono solo per mettere in luce quanto riusciamo a diventare assurdamente puerili, nel manifestare la nostra insofferenza verso il prossimo. Prendete il mio precedente dirimpettaio, ad esempio: di punto in bianco e dopo tanti anni, che bisogno c’era, dico io, di mettere la password alla sua connessione internet? Ma si fa così? Senza una parola, un minimo di preavviso, due righe di spiegazione? Eh no, signori miei. Non sono le mezze stagioni a essere sparite (quelle esistono ancora, solo che adesso arrivano tutte insieme. A Maggio.), ma l’attenzione e la carità verso gli altri, quell’altruismo disinteressato che scalda il cuore. Siam diventati egoisti, questa è la verità! Per risolvere il problema, farebbe comodo una legge che costringesse le agenzie immobiliari a fornire informazioni sui vicini che ti stai per accollare, nel momento in cui affitti o compri un appartamento. Negli edifici in cui le garanzie sono migliori (cose tipo “i condomini non hanno l’abitudine di cucinare cadaveri e cavoli insieme, alle 8.30 del mattino, non sbattono le porte per saggiarne la resistenza e parcheggiano a lisca di pesce, anziché a cazzo di cane”) si è autorizzati ad aumentare il valore commerciale dell’immobile. Perché un vicino è per sempre, o quasi. Bisogna considerare che ci sono persone a cui la sfiga parla, dice cose come “tu sei il prescelto” e da quel momento finiscono anche nelle disgrazie che erano iniziate ad accadere a qualcun altro. Vanno tutelate. Che vicini credete possano avere questi sfortunati? Minimo, gliene capita uno di questi:
• Il MecGyver. Socio onorario da Brico, compra ogni sorta di assurdità meccanica o elettrica, dall’avvitatore a impulsi sonori fino al trapano col puntatore laser. Nutre un bisogno spasmodico di perforare, martellare e demolire casa, soprattutto la domenica mattina. Presto. La maledizione più blanda che gli puoi inviare è quella di cadere fulminato svitando il lampadario, mentre il soffitto gli crolla in testa e un boa constrictor lo stringe per impedirgli di fuggire.
• Il Tagliaerba. La sua costanza spinge a chiedersi “quanto cacchio può crescere l’erba, da un sabato all’altro? E chi è quel pirla che ha pensato di alloggiare il motore di una Ducati su quell’aggeggio infernale?” Purtroppo, non c’è mai un sasso a portata di mano quando ti serve.
• La Tirolese. L’unica donna sulla faccia della terra che non subisce il fascino ammaliante di pattine, pantofole (incredibilmente nemmeno quelle di Hello Kitty o quelle di peluche a forma di panda!), babbucce e infradito, ma predilige zoccoli in cemento o in comodo palissandro. Naturalmente abita al piano di sopra. A lungo andare, ti porta ad augurarle una storta che la costringa all’immobilità per il resto dei suoi giorni. (Prima o poi, dovrai pure inciampare! Maledetta.)
• La Stalker. Meglio conosciuta come “quella che non si fa mai i cazzi suoi”, è rassicurante come la protagonista di un film di Hitchcock. Puoi sentire il suo sguardo scansionarti la nuca, mentre ti spia da dietro le tendine della sua cucina e te la ritrovi continuamente tra i piedi, con l’intenzione di passare da un’appagante indifferenza a una fastidiosa familiarità: «Eh, sempre di fretta. Non ci si vede mai per fare due chiacchiere…» Rispondi: «Finora, mi sembra che abbia funzionato a meraviglia, continuiamo così.» e scappa. Veloce!
• Il Bimbominkia. Intrinsecamente odioso, è portatore sano di intelligenza: ce l’ha, ma non gli fa niente. Assiduamente alla ricerca di nuovi modi per dare fastidio, tipo scorazzare con la sua macchinina a pedali DENTRO casa o spostare sedie avendo cura di lasciare solchi profondi sul pavimento, è la ragione per cui hanno inventato le scarpe rinforzate sulle punte: per piazzare calci nel sedere più dolorosi, ai genitori.
Infine, esiste una calamità condominiale a cui nessuno può sottrarsi: la musica del vicino è sempre più brutta. Non importa se ascolta i Ricchi e Poveri, il reggaeton, i Metallica, la Cavalcata delle Valchirie o il tango argentino: sarà comunque un genere musicale diametralmente opposto a quello che tu preferisci. E, non si capisce perché, ma sembra che la musica di merda vada ascoltata “a palla”.
Sempre.

di Romina Marzi

Autore

Romina Marzi
Romina MarziCopywriter
Laureata in Scienze della Comunicazione, dal 2008 lavora presso l’agenzia TEN Advertising s.r.l. con la mansione di copywriter. Si occupa di stilare e correggere i testi commerciali che vengono usati per campagne pubblicitarie, siti web, brochure, presentazioni aziendali o di prodotto. Collabora alla realizzazione della Rivista La Maison e Lifestyle dove, nel corso degli anni, ha ideato diverse rubriche a carattere umoristico: “pausa caffè”, “quel sassolino nella scarpa”, “Lui dice/Lei dice”.
Romina Marzi

Laureata in Scienze della Comunicazione, dal 2008 lavora presso l’agenzia TEN Advertising s.r.l. con la mansione di copywriter. Si occupa di stilare e correggere i testi commerciali che vengono usati per campagne pubblicitarie, siti web, brochure, presentazioni aziendali o di prodotto. Collabora alla realizzazione della Rivista La Maison e Lifestyle dove, nel corso degli anni, ha ideato diverse rubriche a carattere umoristico: “pausa caffè”, “quel sassolino nella scarpa”, “Lui dice/Lei dice”.

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