Divano in pelle bianco per la zona living

Gentile Architetto, ho sempre desiderato il divano in pelle bianco per la zona living, ma ho due bambini piccoli e tutti me ne hanno sconsigliato l’acquisto perché troppo delicati. Mi consiglia un’alternativa?

R. Non ci sono ragioni valide perchè lei debba rinunciare al suo desiderio! E’ vero che la scelta di un divano bianco induce a qualche perplessità circa la sua “manutenzione”, ma mi sento di affermare che per quanto richieda qualche attenzione in più rispetto ad altri colori, siamo in presenza di luoghi comuni più che di reali controindicazioni. In questi ultimi anni, infatti, le grandi aziende di arredamento specializzate nella produzione di divani, in collaborazione con quelle che producono materiali per il loro rivestimento, hanno messo a punto una vastissima gamma di prodotti altamente tecnologici in grado di sopperire agli inconvenienti normalmente legati a questo tipo di colore. Dai tessuti così detti “antimacchia”, ai pellami naturali appositamente trattati o a quelli sintetici che ormai hanno raggiunto dal punto di vista estetico delle finiture eccezionali, la scelta è quanto mai ampia. Le consiglio, pertanto, di rivolgersi a negozi di grande qualità che trattano solo aziende qualificate ed informarsi molto bene sul tipo di rivestimento che le propongono chiedendo sufficienti garanzie sul grado di assorbimento dello stesso.

Gentile Architetto, vorrei inserire dei punti luce all’interno del giardino di circa 1.500 mq., già arricchito da alberi da frutto, ulivi e arbusti vari. Quale tipo di luminaria mi consiglia? Grazie.

R. Personalmente prediligo i giardini illuminati con luci radenti e che utilizzano il più possibile apparecchi illuminanti alloggiati a terra. Ritengo che lo studio illuminotecnico del verde debba disegnare delle linee di luce in grado di creare geometrie che valorizzino le essenze vegetali presenti e marchino in maniera netta i manufatti artificiali (percorsi, sentieri, muretti, vasche d’acqua, ecc.). Un faro posto ai piedi di un albero che ne illumina le fronde, o una striscia continua di led alloggiata a terra all’interno di un filare di siepi, consente un effetto “grafico” estremamente suggestivo difficilmente raggiungibile con sistemi illuminanti puntiformi. Allo stesso modo sono da prediligere, lungo i percorsi pedonali, tra i gradini delle scale esterne o i muretti di contenimento, apparecchi illuminati con luci radenti o segnapasso che, a differenza dei lampioncini, evitano quell’effetto di luce diffusa ed indistinta privilegiando ed esaltando la forma e la tessitura dei materiali.  La sola eccezione riguarda l’illuminazione di eventuali pergolati e gazebo dove, invece, sono da preferirsi lampade che illuminano dall’alto gli spazi sottostanti.

Gentile Architetto, esiste un sistema efficiente, e allo stesso tempo economico, per insonorizzare una stanza di mq. 15? Grazie.
R. Ne esistono molti e dipendono dal grado di insonorizzazione che intende ottenere. Se si tratta solo di attenuare i rumori provenienti da altre stanze attigue alla sua, per esempio, si può procedere alla realizzazione di contropareti in cartongesso od in pannelli di legno con interposto uno strato di 5-6 cm di materiale fonoassorbente (ne esistono di tutti i tipi, da quelli sintetici a quelli naturali) in grado di offrirle buonissime prestazioni ad un costo molto modesto (lavoro finito intorno ai 20 Euro al mq). Se invece è necessaria una completa insonorizzazione per specifiche attività particolarmente rumorose svolte all’interno, o provenienti dall’esterno, si deve intervenire con operazioni più complesse e pertanto non proprio economiche. Esistono in commercio materiali altamente tecnologici che devono essere messi in opera da maestranze particolarmente qualificate, ma rientriamo in casi eccezionali che solitamente non riguardano le comuni attività domestiche.

Gentile Architetto, abbattendo un garage, posso recuperare la cubatura per aumentare quella della casa? Grazie.
R. Questa domanda è assai frequente e la risposta non è mai univoca e richiede alcuni approfondimenti. Le condizioni in cui è possibile effettuare questa operazione dipendono principalmente dai regolamenti edilizi dei singoli comuni e dalla capacità edificatoria che ancora insiste sulla specifica proprietà. Per esempio: se lei non ha utilizzato tutta la volumetria a cui ha diritto, per cui le è concesso un ampliamento della superficie edificabile, non ci sono particolari controindicazioni salvo quelle legate alle distanze dai confini o alle norme antisismiche. Ogni caso, pertanto, è un caso particolare che va verificato di volta in volta.

Rubrica a cura di: Frederic Barogi – Architetto
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