Modifica preferenze cookie

E’ un duro lavoro, ma qualcuno lo deve pure fare!

Il mio lavoro non è per tutti: ci vogliono uno stomaco forte ed una certa propensione al masochismo per vendere inserzioni e format pubblicitari. Non tutti ce la fanno. Qualcuno, ad un certo punto, demorde e si dedica ad attività meno impegnative, tipo addestrare le api a scovare mine antiuomo. A chi non ha dimestichezza con questa professione, ricordo che esiste un vasto corollario d’appellativi, utili ad identificarla: rappresentante, agente di commercio, piazzista, rivenditore… Ma già vi vedo inorridire e so che nelle vostre menti è comparso il termine più eloquente di tutti: “seccatore”. E la cosa triste è che vi capisco. Perfino io, quando sento all’altro capo del telefono “Salve, sono Silvia di SKY e vorrei proporle un’offerta vantaggiosissima…”, lancerei il cellulare nell’Oltrepò Pavese (ma poi, chi lo va a riprendere?!?). Lo so. Siamo in tanti a chiamarvi ogni santo giorno che Dio manda su questa terra e qualcuno è pure insistente. Tuttavia, devo ammettere che, dopo anni di chiamate in cui Silvia tenta di rifilarmi le sue “imperdibili promozioni”, se non la sento regolarmente, ogni due giorni, comincio a preoccuparmi e a chiedere ai miei conoscenti se hanno sue notizie. (Silvia, stai bene? Fa sapere…, non farmi stare in pensiero!). Perché, ad un certo punto, si crea un legame: qualche cliente si affeziona, non compra niente lo stesso, ma vuole essere aggiornato sulla tua vita “… oh, ma poi la casa l’hai venduta?… e la nipotina come sta? Cresce?…” Purtroppo non succede spesso. Nella maggior parte dei casi, non appena il tuo interlocutore capisce che hai intenzione di vendergli qualcosa, s’inventa qualsiasi scusa pur di liquidarti:

– “Il titolare non c’è.”
-“Quando lo posso trovare?”
– “Eeeh, mica facile! E’ sempre di fretta, non riesco a parlarci nemmeno io che lavoro qui! Va e viene, ma sono di più le volte che va… le conviene mandare una mail…”
– “Va bene. Qual è il vostro indirizzo di posta?”
– “Piazza Matteotti 51”
– “… (silenzio)… capisco…”

Poi ci sono i sensitivi: “Si, il titolare sono io, ma è mia moglie (le possibili varianti: mio figlio, il mio commercialista, il mio socio, il mio vicino di casa, il gatto meteoropatico e qualche volta anche il postino e l’idraulico) che segue queste cose e non è interessata!”. “Mi perdoni se insisto, ma io non le ho ancora proposto nulla e sua moglie non l’ho mai vista. Come fa a dire che non è interessata?”. “Eh, ma dopo tanti anni, uno queste cose le sente…”. “… (silenzio)… Scusi. Colpa mia. Mi saluti tanto la signora…”. Gli ottimizzatori: “Si, la vostra proposta ci interessa, ma non siamo completamente convinti. Ci può mandare una bozza dell’inserzione pubblicitaria? Magari faccia due, per sicurezza. Se ci piace come lavorate, firmiamo il contratto. Così la pubblicità è già pronta e risparmiamo tempo”. “Certo. E visto che mi rimane qualche ora libera, le falcio anche il prato?”.Ma i miei preferiti sono i catastrofisti: “… non possiamo investire nemmeno un centesimo… c’è la crisi, se continua così dovremo chiudere… forse ci trasferiamo in un locale più piccolo… dobbiamo tagliare le spese, ridurre il personale, vendere le attrezzature…”. “Mi spiace… Tanto per regolarmi: quando prevedete che si manifesterà l’invasione di cavallette? … Invece, la pioggia di rane?”. E per ultimi, ma non meno creativi, i tecnologici: “Guardi, ieri le ho mandato l’offerta via mail. Mi sembra strano che non le sia ancora arrivata…”. “Si, si, mi è arrivata, ma non riesco a stamparla”. “Ha controllato se la stampante è collegata?”. “Ah, no, ma io la stampante non ce l’ho…”. “Molto bene…” Non mi soffermo nemmeno, poi, su quelli che mi mandano a quel paese perché “Sei la millemillesima rappresentante che chiama oggi per vendermi la pubblicità!” o che mi snobbano perché “Me a nò bsogn ad fè pubblicità, im cnosc tot!”. Quindi, la prossima volta che vi chiamo, ricordatevi che anche un rappresentante ha un cuore, che non è bello intercettare un vaffa mentre abbasso la cornetta (non si fa!) e soprattutto che anche io ho delle bollette da pagare… Non costringetemi a dormirvi sul pianerottolo!

di Romina Marzi

 

Autore

Romina Marzi
Romina MarziCopywriter
Laureata in Scienze della Comunicazione, dal 2008 lavora presso l’agenzia TEN Advertising s.r.l. con la mansione di copywriter. Si occupa di stilare e correggere i testi commerciali che vengono usati per campagne pubblicitarie, siti web, brochure, presentazioni aziendali o di prodotto. Collabora alla realizzazione della Rivista La Maison e Lifestyle dove, nel corso degli anni, ha ideato diverse rubriche a carattere umoristico: “pausa caffè”, “quel sassolino nella scarpa”, “Lui dice/Lei dice”.
Romina Marzi

Laureata in Scienze della Comunicazione, dal 2008 lavora presso l’agenzia TEN Advertising s.r.l. con la mansione di copywriter. Si occupa di stilare e correggere i testi commerciali che vengono usati per campagne pubblicitarie, siti web, brochure, presentazioni aziendali o di prodotto. Collabora alla realizzazione della Rivista La Maison e Lifestyle dove, nel corso degli anni, ha ideato diverse rubriche a carattere umoristico: “pausa caffè”, “quel sassolino nella scarpa”, “Lui dice/Lei dice”.

La Maison e Lifestyle Magazine