Modifica preferenze cookie

Emiliano Mecozzi aka Mek

Frantumi Animati.
Il sogno del writer è forse vedere il mondo tracciato sulle pareti urbane, i suoi illegali esercizi di calligrafia che molto spesso assumono un aspetto di chiassoso urlo cromatico tridimensionale, diventare narrazioni vive, oggetti, cose, pezzi di realtà tangibili. Emiliano Mecozzi – in arte semplicemente Mek – sta realizzando ora questo desiderio con un lavoro continuo che mette insieme mazzi di fiori malati, demoni da cartoons giapponese, personaggi di fumetti mai disegnati, giochi di design industriale e selvaggio, filastrocche visive e tattili, maschere ironiche e volutamente distanti da ogni contatto con le arti colte, da ogni citazione stilistica. Mek è stato discepolo di Eron – Davide Salvadei –, ma, per quanto il suo maestro ha scelto di portare l’esperienza del graffitismo verso una prossimità alla pittura, entrando nella sfera delle gallerie e delle rassegne di arte contemporanea, il lavoro di Emiliano attinge, piuttosto, a un immaginario scomposto e minore, a un insieme caotico fatto di figurazioni pubblicitarie, grafica informatica, design da videogames, logoi pensati per performances di musica e danza o per l’abbigliamento. E la poetica è immediatamente seguita da una scelta assolutamente coerente di materiali e di linguaggi: scarti industriali, frantumi raccolti sul lavoro in fabbrica, oggetti di riciclo, cose curiose e rifiutate si trasformano secondo modelli figurativi che evocano moderni giocattoli aggressivi, smorfie sarcastiche, lirismi da striscia disegnata, miti di gruppo, codici segreti tra amici.

 

Rubrica delle Arti Visive
A cura di Alessandro Giovanardi, Critico d’Arte.

Artista: Emiliano Mecozzi (Mek)
[email protected]

Redazione

La Prima e Unica Rivista di Casa della Repubblica di San Marino e Circondario.

Related posts

Giuseppe Di Lecce

Giuseppe Di Lecce

1 Febbraio 2011

Giorgia Moretti

Giorgia Moretti

23 Novembre 2009

Francesco Zavatta

Francesco Zavatta

28 Gennaio 2010

La Maison e Lifestyle Magazine