Equiseto, pianta preistorica dalle inaspettate virtù

Onnipresente compagna delle nostre passeggiate lungo le rive dei fiumi, l’Equiseto o Coda cavallina è una delle piante più antiche sulla faccia della terra – presente già 300 milioni di anni fa e consumata dai dinosauri erbivori – ed è anche una di quelle più interessanti dal punto di vista erboristico poiché presenta un corredo di sostanze attive molto ricco e variegato.

Tra i principali costituenti troviamo un’elevata quantità di sali minerali in prevalenza rappresentati da Silice. Nell’Equiseto, la Silice non è solamente minerale ma è legata a proteine, lipidi e amidi; questo la rende facilmente assorbibile ed assimilabile dall’organismo nel quale viene rielaborata e facilita la formazione di Carbonati di Calcio, indispensabili nella creazione di nuovo tessuto osseo. Sono presenti, inoltre, Calcio, Magnesio, Fosforo, Zolfo e Potassio che conferiscono all’Equiseto le proprietà diuretiche, rimineralizzanti, depurative e antidegenerative per le quali questa pianta è apprezzata ed usata da lungo tempo. L’Equiseto, quindi, può essere di giovamento in caso di artrosi, reumatismi, gotta, tendiniti ed altre patologie degenerative dei tessuti ossei e connettivi in cui vi sia la necessità di eliminare l’essudato infiammatorio e rinforzare i tessuti. E’ comune il suo impiego – ancor meglio se in abbinamento al gemmoderivato Abies pectinata MG1DH (Abete bianco) – per il consolidamento delle ossa, sia nei bambini che crescono troppo in fretta, sia nelle fratture dovute alla sempre più diffusa osteoporosi. L’Equiseto è anche una risorsa per la nostra bellezza: il suo utilizzo aiuta a rinforzare unghie fragili e a contrastare la caduta dei capelli. Inoltre, fortifica tutti i tessuti elastici del nostro corpo: pelle, tendini, arterie, vene e muscoli. Sono sicura che da oggi, nelle vostre passeggiate all’aria aperta, guarderete l’Equiseto con occhi molto diversi!

Silvia ZonziniDott.ssa Silvia Zonzini
Erborista ed Ostetrica

Redazione

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