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Ex Fornace Riccione

Ex Fornace Riccione
Il recupero

Il progetto vincitore del Concorso per il recupero dell’ex-Fornace di Riccione, a firma dello Studio RCF & Partners e dell’architetto P.C. Pellegrini, riguarda un complesso industriale adibito alla produzione di laterizi dismesso nel 1970. Attualmente, i tre grandi edifici sono in stato di abbandono, leggibili anche se nel tempo hanno subito pesanti trasformazioni; presentano murature perimetrali e pilastri in mattone a vista. L’intervento è mirato alla realizzazione di una Scuola Media, un Teatro, una sede ad Uffici. Il progetto vuole restituire memoria architettonica ad una realtà locale in cui la cultura del riuso oscilla tra la demolizione e la ricostruzione “eclettica”, aprendo in modo discreto alla contemporaneità. Il proposito è di creare volumi architettonici semplici e riconoscibili, perseguendo la politica del risparmio energetico con materiali reperibili a “km 0”. Complessivamente, gli edifici sono accomunati dall’utilizzo del materiale (lamelle orizzonali di laterizio nelle pareti, embrici nelle coperture, sestino nelle pavimentazioni esterne) e del colore (bicromia con paglierino all’esterno e rosso mattone nelle pareti retrostanti). L’intervento sulla casa esistente, che ospiterà gli Uffici amministrativi del teatro e della scuola, consiste nell’eliminazione delle superfetazioni e nella ricostruzione filologica delle facciate. La Scuola Media è composta da due corpi collegati tra loro. L’amministrazione, l’aula professori e la biblioteca sono divise dall’area della palestra dal volume a tutta altezza dei collegamenti verticali. Le pareti esterne sono caratterizzate da schermature in cotto color paglierino montato a secco con funzione di brise-soleil; consentiranno la ventilazione e limiteranno l’irraggiamento solare. Il Teatro si presenta come blocco monumentale. L’area antistante l’ingresso è un luogo quasi metafisico; raccoglie i flussi di pubblico e può servire per vernissages e prime di spettacoli. L’ingresso presenta una bussola in acciaio e vetro che lascia vedere la parete recuperata retrostante. La ciminiera è un elemento evocativo e simbolico; alla sua sommità una pala microeolica a spirale, in grado di produrre energia, rappresenta la volontà comunale di puntare su fonti di energia alternative. Il grande specchio d’acqua antistante svolge più funzioni: simbolica e bio-climatica, oltre ad incorniciare scenograficamente il fronte principale del teatro. La grande sala, totalmente in legno, contiene 600 poltroncine. Il palcoscenico è diviso in pedane semovibili in quattro settori per consentire diversi tipi di rappresentazione teatrale. Nel retropalco vi sono servizi e un laboratorio per le scenografie. L’idea di progetto degli spazi esterni è quello di valorizzare il verde esistente limitando al minimo gli interventi architettonici. Un sistema di dune verdi, antistanti la scuola ed il teatro, scherma la vista delle auto e protegge dall’inquinamento viario. I materiali utilizzati, gli arredi, i componenti architettonici sono formalmente semplici e ben si integrano con l’ambiente. Gli elementi strutturali del Ponte ciclo-pedonale sono costituiti da elementi cilindrici ravvicinati in corten, che si alternano in senso verticale e inclinato come un canneto. Il concetto ispiratore del verde è di conservare il più possibile la dotazione esistente di alberature, siepi e superfici a prato, integrandolo con essenze autoctone.

A cura di: Alessandro Franco Architetto (RCF & Partners) [email protected]

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