Facebook detox: ho lasciato Facebook per un mese.

Alla fine l’ho fatto.

Ho preso coraggio, ho dato un ultimo saluto ai miei cari, ho ingoiato le preoccupazioni riguardo la sorte del mondo e l’ho fatto.

Ho lasciato Facebook per un mese.

I primi tempi, non lo nascondo, è stata dura. Tutto ormai passa dai social: notizie, curiosità, relazioni sociali e di lavoro e, soprattutto, l’autogratificazione. Pensate che una sera ho trovato il mio ego che, in maniera molto felliniana, si era arrampicato su google plus urlando “voglio dire la miaaaaaaaa!”

Naturalmente, essendo G+, non c’era nessuno in grado di rispondere. O meglio, non c’era proprio nessuno.

Ancora non lo sapevo, ma ero ormai entrato nei gironi infernali della disintossicazione. Dopo la crisi egomane, è sopraggiunto lo stupore. Il sole continuava a sorgere e a tramontare, i mari non si erano colorati di rosso e non ribollivano e i quattro cavalieri non cavalcavano liberi per il mondo. Hai voglia a guardare abbastanza a lungo dentro l’abisso. L’abisso nel frattempo impazza su Instagram, non guarda dentro di te e nemmeno ti tagga.

Era ancora dura, ma stavo imparando, capivo, scoprivo cose degne dell’ottuplice sentiero di Siddharta.

Ho scoperto che in una giornata ci sono 24 ore. È incredibile cosa ci puoi fare con 24 ore. Gettare le basi per un mega progetto, cominciare a stringere gli accordi per un nuovo lavoro, curare le piante, cambiare gli armadi, assistere al ritorno dell’inverno, cambiare gli armadi, accorgersi che l’inverno resiste ma solo la sera mentre il giorno fa caldo, cambiare gli armadi solo un po’ e poi osservarli con sospetto (peraltro pienamente ricambiato). Ah già, dormire poi, ore e ore di sonno.

Imparavo.

Ho scoperto che, checché se ne dica sui social, al di fuori di Facebook esiste ancora una cosa chiamata Internet e Internet non è solo quella cosa che contiene Facebook e i porno, la roba in più (cioè i porno), la roba piratata (che di solito scarichi pensando di aver trovato una preziosissima versione di photoshop e poi scopri invece che è, indovina un po’, un porno) e la robaccia (tipo il fattoquotidiano.it, quindi in sostanza pornografia, ma di quella che avrebbe fatto rabbrividire il buon vecchio De Sade). No, su Internet c’è davvero un sacco di roba interessante, varia, perfetta per approfondire una infinità di temi.

Giusto! Adesso che sono tornato sui social la posterò.

No, aspetta. Non volevo dire questo, volevo dire che non c’è bisogno di…

In fondo non c’è niente di male a condividere queste cose, anzi, faccio un servizio agli altri e giustifico questo mese lontano.

Ognuno, dicevo, può cercare quello che vuole e arricchire il proprio sapere…

Il mio profilo è fermo da un mese, adesso ho materiale per un sacco di tempo. Il mese non è andato sprecato.

Non è stato sprecato! E non è per questo che l’ho fatto!

Dimenticavo, è stata anche un’ottima occasione per scrivere questo articolo.

Ho detto che non è per questo! Dicevo…

Guarda! Tasty ha osato pubblicare di nuovo la ricetta della pasta cotta nel latte.

Io…

I video dei gattini.

Ma…

Il trailer del nuovo Star Wars!!!

L’ondata di freddo è passata, bisogna finire di cambiare l’armadio.

Dopo! Il trailer di Star Wars, i gattini, l’invito nel gruppo “Scrittori simpatizzanti di Olgiate Olona e dell’alta Brianza”. Non si può trascurare.

Ma l’illuminazione, l’ottuplice sentiero…

Pensa a quanti like mi porterà questo articolo. Perché non lo mando subito così poi lo posto?

Dicevo, sono stato lontano da Facebook un mese e ora sono tornato. Fuori di qui non è che ci sia molto di interessante.

Al massimo qualche porno.

di Giorgio Arcari

Giorgio Arcari

Docente di scrittura creativa, scrittura comica e recitazione.