Fate i Bravi! “Asilo nido o nonni?”

Mia figlia ha compiuto da poco un anno, io devo rientrare al lavoro e così sto iniziando a valutare l’idea di mandarla all’asilo nido per non dovermi appoggiare solo ai nonni… sarà la scelta giusta per lei?

Caro genitore, mi sento innanzitutto di dirle che volgendo a me questa domanda, essendo da diversi anni un’educatrice di asilo nido, mi trova sicuramente di parte. Tuttavia, cercherò di uscire dal mio ruolo e mi addentrerò in quello di “esaminatrice” dei rapporti tra asilo nido e globalità del mondo del bambino, cercando soprattutto di mostrarle gli effetti del nido sui bambini che lo frequentano, in maniera obiettiva. Anzitutto, l’asilo nido rappresenta un luogo “altro” rispetto alla casa, con caratteristiche e strutture differenti e soprattutto realizzato a misura di bambino, dove il suo benessere è l’obiettivo centrale e fondamentale. In questo spazio il bambino entra in relazione con suoi pari ma anche con figure adulte che diventano di riferimento, rappresentando quindi l’esperienza della socializzazione in una collettività, in cui sono presenti regole di convivenza, vita di gruppo, relazioni profonde basate sulla condivisione e sull’empatia. Il nido rappresenta quindi un luogo che favorisce la crescita dei bambini ed il loro benessere, oltre ad offrire ovviamente il sostegno alle famiglie nella gestione quotidiana dei propri figli, nelle gioie e nelle difficoltà. Mi sento di dirle che inserire sua figlia al nido rappresenta una grande risorsa alla quale però lei stessa, come madre, deve credere ed essere davvero convita di fare, in quanto sua figlia avvertirà i suoi stati d’animo ed essi influenzeranno il suo inserimento, rappresentando un ostacolo, all’inizio, che deve essere gestito con determinazione e forza d’animo. Inoltre dovrà anche essere pronta a vivere eventuali “crisi” della bimba, che possono essere anche fisiche; infatti, soprattutto nel primo anno di frequenza del nido, accade spesso che i bambini si ammalino più di frequente rispetto a casa, proprio perché fanno parte di una comunità allargata, nella quale trascorrono molte ore e condividono giochi, attività, cure del corpo, convivialità. Tuttavia, valutando sia gli effetti positivi così importanti sia le difficoltà, che tuttavia fanno parte di ogni aspetto della vita, il mio consiglio resta comunque quello, per chi è nelle condizioni di farlo, di permettere alla propria figlia di vivere quest’importante esperienza di crescita e formazione. Mi farebbe molto piacere poi, se ne avete voglia, sentire ancora la vostra voce per sapere com’è proseguita questa vostra scelta ed esperienza. Intanto, vi mando i migliori auguri.

A cura della Redazione in collaborazione con: Dott.ssa Serena Rossi
Educatrice di Nido e Dottoressa in Pedagogia

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