Fate i Bravi! “Il gioco all’aperto”

L’IMPORTANZA DEL GIOCO ALL’APERTO…

Come distogliere mio figlio di 7 anni dalla totale fissazione che ha per i videogiochi ed i cartoni animati?
Innanzitutto mi sento di rassicurarvi dicendovi che vostro figlio non ha niente di “anormale” rispetto agli altri bambini della sua età. La nostra società attuale rappresenta sempre più, per i bambini, un grande mercato di nuove tecnologie. Proprio per questo, i piccoli di oggi trascorrono gran parte del tempo delle loro giornate svolgendo attività sedentarie (in macchina, al computer, guardando la TV, giocando con i videogiochi), trascurando così il gioco libero e all’aperto.
Tuttavia le nuove tipologie di gioco, che rinchiudono il bambino in un mondo virtuale e solitario, sono anche motivo di preoccupazione per la sua salute psico fisica, infatti studi recenti, come quelli degli psicologi Pellegrini e Smith, dimostrano che nei bambini appare sempre più frequente la scarsa autostima e la difficoltà di concentrazione. Queste problematiche appaiono spesso legate alla mancanza di ore dedicate solo al gioco libero, all’aria aperta, con diversi gruppi di bambini. L’attività fisica rappresenta una forma di gioco che sviluppa la fantasia e favorisce lo sviluppo sociale e cognitivo dei bambini. Nei paesi nordici, per esempio, è radicata la tradizione di dare ai bambini grande possibilità di movimento, di contatto e gioco con la natura, quindi sono gli stessi genitori che amano e desiderano per i propri figli spazi di liberà all’aperto.
Il mio consiglio sulle tecnologie moderne, che sono comunque attrattive ed interessanti per i bambini, è di utilizzarle con molta parsimonia e soprattutto sempre con la mediazione dell’adulto.
Nonostante comprendo come spesso questi giochi riescono a ridarci quegli spazi di solitudine e di libertà, per dedicarci alle molte attività che richiede la gestione di una famiglia, non dobbiamo dimenticare di dare tempi e spazi prefissati, non negoziabili, alle nuove tecnologie, offrendo poi, però, delle alternative che interessino ed entusiasmino vostro figlio, alle quali partecipare anche noi adulti con positività. Vi consiglio questo testo, per avere tanti suggerimenti: “1000 giochi all’aria aperta”, Bull Jane, Edicart.

CIUCCIO… CHE PASSIONE!!!
Come togliere l’amato ciuccio a mia figlia che non vorrebbe separarcisi mai?
Cara mamma, vorrei anzitutto farti comprendere che il ciuccio rappresenta, per i molti bambini che lo utilizzano fin dai primi mesi di vita, un simbolo con una valenza fondamentale che li accompagna nella loro crescita. Questa importanza esiste anzitutto perché la suzione è una fase naturale ed istintiva della vita del bambino che caratterizza anche il suo modo di conoscere ed interagire con il mondo, oltre ad essere il canale comunicativo e nutrizionale con la madre primordiale e fondamentale. Il ciuccio rappresenta quindi uno strumento consolatorio e rilassante, che dona tranquillità e serenità al bambino, facendolo sentire protetto ed al sicuro, generando una sensazione piacevole. Poi, con il passare del tempo, assume le funzioni di un vero e proprio oggetto transazionale, permettendo al bambino di consolarsi anche in assenza della mamma ed in momenti di difficoltà difficili da affrontare “da solo”.
La sua preoccupazione, tuttavia, è sicuramente fondata, in quanto il ciuccio andrebbe generalmente tolto intorno ai 3 anni di vita del bambino, poiché con la crescita rende difficoltoso l’apprendimento al parlare, in quanto il bambino impara ad emettere suoni limitato e condizionato da questo oggetto che per molto tempo ha in bocca, oltre a poter dare problemi al palato, e di conseguenza alla crescita corretta dei denti. La valenza psicologica ed emotiva che possiede il ciuccio esige però che non venga eliminato in momenti particolari della vita del bambino, che potrebbero essere la nascita di un fratellino, l’inizio dell’asilo, un trasloco, ecc…ovvero tutti quei cambiamenti che possono accadere, ma che comportano nel bambino la necessità di mantenere saldi alcuni simboli e sicurezze. E’ una fase delicata, che necessità serenità da parte del bimbo e della famiglia per affrontarlo, senza minacce, figure esterne che lo tolgono, ecc. Come tutti i distacchi, togliere il ciuccio deve avvenire con gradualità e serenità, sia da parte del bambino che da parte dei genitori, per affrontarla attraverso una presa di consapevolezza e di volontà che va capita e favorita. Mi sento di consigliarti con fermezza di evitare di eliminarlo di nascosto e da un giorno all’altro, con l’intervento di figure esterne o immaginarie, oppure attraverso ricatti e minacce. Cerca piuttosto di concordarlo con tua figlia, spiegandole dapprima che ormai è cresciuta e che può riuscire a lasciare il ciuccio per un po’ di tempo, ma lasciandole comunque alcuni spazi e tempi dedicati a questo momento. Dalle tempo e sono certa che riuscirai ad affrontare anche questo percorso. Ti consiglio la lettura, insieme alla tua bimba, di questo testo, adatto alla sua età e molto significativo: “Il ciuccio di Nina” di Christine Naumann-Villemin, edizioni Il Castoro, anno 2003.

Dott.ssa Serena Rossi

Redazione

La Prima e Unica Rivista di Casa della Repubblica di San Marino e Circondario.

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