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Sport. Molinari, un innamorato dell’atletica

Scopriamo chi è il talentuoso sprinter sammarinese e quali sono gli obiettivi
Francesco Molinari è uno delle giovani promesse dell’atletica leggera sammarinese. Ha da poco compiuto 23 anni e si dedica a questo sport da soli sei anni.
“E’ vero – conferma. – Mi ci ha letteralmente buttato dentro mio padre Manlio. Lui ha partecipato a quattro Olimpiadi e ha vinto diverse medaglie nei Giochi dei Piccoli Stati nel mezzofondo veloce. Vedendo che non stavo praticando nessuno sport, mi ha portato “di peso” al campo cominciando ad allenarmi lui stesso. Mi ha spinto moltissimo e ha fatto bene. All’inizio eravamo in tanti a provare questa bella disciplina poi, nel corso degli anni, vuoi per gli impegni scolastici, vuoi per altri motivi, il numero degli atleti è diminuito. Io, però, sono rimasto e nei compagni di allenamento ho trovato dei veri amici. In particolare in Alessandro Gasperoni e in Andrea Ercolani – Volta; due bravi ragazzi con tanta voglia di fare. Con loro ho fatto gruppo e la nostra fortuna è stata di aver incrociato, nella nostra vita sportiva, un allenatore come il professore fermano Alberto Andruszkiewicz che, dal 2012, sale sul Titano ben due volte alla settimana per allenarci. Crede molto nel potenziale di questo gruppo”. Dopo gli inizi un po’ forzati, oggi Molinari è un innamorato dell’Atletica. “L’atletica è una piccola bella cosa che mi ha salvato la vita. Se non fossi diventato uno sportivo, forse avrei preso strade diverse e con compagnie diverse. L’atletica, invece, mi ha aperto un mondo e mi ha dato tanto. E’ maestra di vita. E’ un sacrificio che ti appaga e ti lega ai compagni che dividono con te le fatiche dell’allenamento”.

Hai un idolo al quale t’ispiri?
“Non direi. Certo, guardo i grandi campioni e li osservo attentamente. Cerco di carpirne tecniche e segreti. Ma se devo dire che m’ispiro a qualcuno, quel qualcuno è mio padre. E’ lui il mio riferimento personale per quello che ha fatto. E’ lui il mio esempio principale”. Il 2017 di Molinari è stato agrodolce. Ha siglato i suoi personali sui 60 metri piani (6”91 ad Ancona), sui 100 (10”84 a Serravalle durante i Societari) e sui 200 (22”06 ad Orvieto in luglio). Dai Giochi dei Piccoli Stati, l’appuntamento sportivo principale dell’anno, sono arrivati un quinto posto nei 100 metri e un quarto e un quinto posto con le staffette.
“C’è ancora tanto da lavorare. Il 6”91 sui 60 metri mi ha permesso di partecipare agli Europei indoor di Belgrado in marzo ma lì non sono riuscito a mantenere il picco della forma, anche dal punto di vista psicologico.
La stagione era incentrata sui Giochi dei Piccoli Stati di maggio/giugno e, anche in quell’occasione, la tensione si è fatta sentire. Ho corso la finale dei 100 in 10”95, non un gran tempo, ed è arrivato un quinto posto.
Diciamo che è stata un’esperienza utile per i prossimi grandi appuntamenti. Bruciano anche i piazzamenti delle staffette, vicini al podio. Di positivo c’è che le staffette hanno molti margini di miglioramento e in futuro potranno senz’altro dare soddisfazioni”.

Quali sono gli obiettivi della stagione 2018?
“Sto lavorando forte per essere pronto per le prime gare indoor. Il primo obiettivo della stagione è battere il record sammarinese sui 60 metri che è di 6”86 e appartiene a Gian Nicola Berardi. Poi voglio puntare al minimo sui 100 metri per i Giochi del Mediterraneo del prossimo anno che è di 10”70.
Potrò farcela, se non avrò problemi fisici”.

di F. Semprini


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