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L’Architetto Risponde – Camino al bioetanolo in un condominio di sei piani

Gentile Architetto, vivo al 3° piano di un condominio di sei piani. Ho sempre desiderato avere un camino a legna nel soggiorno di casa, ma viste le particolari condizioni in cui abito credo che questo sarà solo un sogno! So che esistono delle alternative al caminetto tradizionale, come ad esempio quelli alimentati a bioetanolo, ma vorrei saperne di più e conoscere la sua opinione in merito.

Purtroppo il suo desiderio rischia di rimanere solo un sogno. Realizzarlo nell’appartamento di un condominio, a meno che non si abiti all’ultimo piano (ma anche in questo caso vi sono diverse complicazioni), è una operazione molto impegnativa sia in termini economici che in virtù di vincoli tecnico-normativi.
Esistono comunque delle alternative molto interessanti che vanno, tuttavia, considerate come dei surrogati, in quanto nessuna riesce ad ottenere un fuoco di uguale intensità, colore, calore e suono, derivante dalla combustione della legna. Ciò premesso, i camini alimentati a bioetanolo rappresentano un ottimo compromesso in quanto possiedono molti vantaggi che permettono di risolvere innumerevoli problemi legati a situazioni e contesti particolari come il caso che mi sottopone. Il primo fra tutti è che i camini così alimentati non producono fumi da espellere nell’ambiente e pertanto non necessitano di canna fumaria e, non dovendo essere allacciati alla rete elettrica o all’impianto del gas, la loro installazione risulta molto semplice e possono essere collocati in qualsiasi punto dell’appartamento.
Fondamentalmente, il fuoco di questi caminetti deriva dalla combustione di alcool etilico ricavato dalla fermentazione di biomasse vegetali (mais, orzo e barbabietole da zucchero), da biomasse di scarto provenienti dall’industria agroalimentare, dalle produzioni industriali o agricole, oppure dalla parte organica dei rifiuti solidi urbani. Il bioetanolo, pertanto, è un combustibile biodegradabile privo di zolfo, le cui emissioni di monossido di carbonio e di anidride carbonica sono estremamente basse a beneficio dell’ambiente circostante e della salute delle persone presenti in casa. Un altro vantaggio riguarda l’aspetto economico. Il costo di montaggio é praticamente nullo e la variabile economica dipende prevalentemente dal modello e dalla dimensione che si sceglie. L’offerta è estremamente varia: ve ne sono di molto convenienti, seppur di buona qualità, e di molto costosi (spesso per il solo fatto di essere “griffati”).  Anche il loro consumo è molto variabile e dipende dal modello, dalla capienza del bruciatore e dalla potenza della fiamma che, nella maggior parte dei casi, è regolabile. Per dare qualche parametro di riferimento si può affermare che mediamente un biocaminetto, che rimane acceso per 3 o 4 ore al giorno a fiamma massima, consuma 5 litri di bioetanolo alla settimana. Se, invece, viene mantenuta la fiamma al minimo, 1 litro può durare fino a 10 ore. Il problema, tuttavia, riguarda il costo del bioetanolo dato che il suo prezzo è estremamente variabile. Un aspetto non trascurabile, e che va assolutamente tenuto in considerazione, riguarda la loro resa in termini di calorie. In media, le schede tecniche di questo tipo di camino indicano un’espansione del loro calore fino a una superficie di circa 20-25 mq, a seconda della capacità del bruciatore e dell’intensità della fiamma. Occorre ricordare che i camini a bioetanolo non vanno intesi come una principale fonte di riscaldamento: sono prima di tutto dei complementi d’arredo che nascono per creare una piacevole atmosfera! Aspetto questo che si evince osservando i cataloghi delle aziende produttrici, dove appare subito evidente che la ricerca è prevalentemente orientata verso gli aspetti formali legati alla qualità del loro design. Colpiscono, infatti, le forme e le linee eleganti ed accattivanti che permettono di realizzare “ambientazioni” in cui inserirli e renderli i veri protagonisti della stanza. Forse è questa una delle principali ragioni del loro successo: esiste una una vastissima gamma di soluzioni personalizzabili, che vanno da forme e materiali tradizionali a quelle più innovative e dalle forme scultoree.

Redazione

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