L’Architetto Risponde – Piastrelle: decorare un appartamento da ristrutturare

Gentile Architetto, recentemente ho notato, sulle riviste d’architettura d’interni e d’arredamento, molte aziende ceramiche che propongono piastrelle con decorazioni dai colori molto particolari e dal gusto un po’ retrò. Mi piacciono molto e dovendo ristrutturare un piccolo appartamento le vorrei utilizzare, ma le confesso che ho qualche perplessità perché temo che siano una moda passeggera ed, essendo molto invasive, nel tempo possano stancare. Potrebbe darmi qualche suggerimento in proposito?

Da diversi anni stiamo assistendo ad un fenomeno di intensa attività nella produzione di prodotti ceramici altamente innovativi, sia dal punto di vista tecnico che estetico, rivolti a campi di applicazione fino a pochi anni impensabili. Molte aziende, infatti, stanno investendo enormi risorse per conquistare nuovi mercati prevalentemente nel campo delle ristrutturazioni edilizie e dell’efficienza energetica.
Sono nati, così, prodotti di grandissimo formato, con spessori estremamente contenuti, ma con altissime resistenze meccaniche,  in grado di facilitare le operazioni di posa direttamente sui vecchi rivestimenti evitando la loro rimozione. Dal punto di vista estetico, poi, osserviamo la grande qualità formale raggiunta nel simulare un’infinità di essenze lignee e lapidee in un’altrettanta infinita vastità di formati e di textures. Inoltre, come ha giustamente notato lei, si stanno affermando mattonelle dal forte carattere decorativo che rivisitano in chiave contemporanea alcune Art Deco o degli anni ‘50 (si pensi alle ceramiche disegnate da Giò Ponti per Richard Ginori), o reinterpretano gli azulejos spagnoli piuttosto che le marmette fin de siecle.
Personalmente mi affascinano molto, anche se, come lei, temo che si tratti di un fenomeno legato alla moda: dopo anni di interni minimalisti ci si sta orientando verso ambienti eclettici in cui far convivere elementi vintage ed high tech in un’ottica di uso e riuso ecocompatibile. Credo, tuttavia, che le cose belle lo rimangano nel tempo e possano divenire un classico che elude il pericolo dell’effimera transitorietà modaiola. Inoltre, se una cosa ci piace e la sentiamo nostra, poco importa se si tratta di un fenomeno passeggero: la vogliamo perché, nel suo piccolo, ci rende più felici e se un giorno ci dovesse stancare affronteremo allora il problema!

frederic-barogi-architetto-risponde-piastrelle-decorare-ristrutturare-un-appartamento-architettura-arredo-design-interiordesign-decorazioni-piastrelle-mattonelle-stile-retroE’ anche vero, soprattutto oggi, che le decisioni che prendiamo e gli acquisti che facciamo devono essere consapevoli e responsabili: non possiamo sprecare e, visti gli alti costi che si affrontano, scegliere diventa un atto etico.
Fatta questa ampia premessa mi sento, comunque, di consigliarle l’utilizzo di questo tipo di materiale, invitandola a tenere presente il suo aspetto fondamentale legato allo spiccato carattere decorativo ed è in tal senso che deve essere utilizzato.
Sono mattonelle da usare in modo del tutto anticonvenzionale ed inconsueto: sia che decida di impiegarle come rivestimento a pavimento che a parete, dovrebbe considerarle per ottenere dei  “tappeti” e degli “arazzi” più che dei classici rivestimenti. Sono estremamente efficaci per rendere scenografiche, valorizzandole, solo alcune parti di un ambiente e per questo motivo la loro quantità ed il loro abbinamento grafico va dosato con molta attenzione.
Personalmente le ritengo più interessanti nei rivestimenti parietali in quanto si apprezza maggiormente la loro trama cromatica e decorativa: li considero concettualmente più assimilabili ad una carta da parati che non ad un rivestimento ceramico. In questo senso si può giustificare il loro impiego anche in contesti non abituali, come ad esempio in camere da letto e nei soggiorni, oltre al solito bagno e cucina. Prevederei anche delle soluzioni in cui porzioni di pavimentazione che, senza soluzione di continuità, proseguono in verticale sulle pareti e su parti di arredi fissi (ante di mobili ed armadi, o sedute intese come estrusioni del pavimento).
In sintesi: se le piacciono veramente le utilizzi, ricordando, però, la difficoltà nel giusto dosaggio tra quantità e qualità della decorazione in relazione alle caratteristiche dello spazio che ha a disposizione.

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