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Giorgia Moretti

La trasparenza inquietante.
Le arti sacre antiche ci presentano corpi numinosi che ­in veste umana o animale si distanziano dall’esperienza comune per non possedere, al di là delle apparenti similitudini, nulla di paragonabile alle strutture fisiche della vita a noi conosciuta o scientificamente indagata. A sostenere la figura non troviamo ossa né muscoli, non scorgiamo nervi né tendini, vediamo solo la pelle compatta a manifestare appena, con aerea dolcezza, le forze spirituali nascoste. E così i volti e i profili egizi, gli dei e le dee indù, i Buddha indo-greci e quelli tibetani e cinesi, i cristi bizantini e romanici, posseggono una corporeità lieve e raggiante, quieta e senza agitazione, in cui solo lo Spirito anima la carne e la sostiene. Giorgia Moretti sembra voler portare il flusso energetico di ancestrali potenze della pittura e della scultura rituali in ciò che queste ultime, in gran parte, negano visivamente: l’ossatura, le trame linfatiche, le vie nervose e meccaniche. La pittrice si confronta, perciò, con un oggetto che ispira e inquieta le arti contemporanee e cioè la radiografia, non, però, utilizzandola direttamente e neppure copiandola con ossessione documentaria, bensì evocandone la superficie trasparente e rivelante, riletta con giochi immaginifici e raffronti perturbanti.

Lì dove la lastra può offrire ai diagnostici solo segni immobili da interpretare, la Moretti riporta pittoricamente il senso sintetico della vita e del movimento, il flusso pacifico o combattivo delle forze in quiete o in lizza quasi a ricordare che è l’arte, nella sua capacità d’indagine poetica onnicomprensiva a poter realizzare l’unica radiografia possibile del reale, nella sua uni-totalità vivente, nella sua implicita, armonica drammaticità. L’altro referente visivo è, infine, la biologia ittica degli abissi marini, l’innamoramento per le forme fosforescenti di pesci e molluschi delle perenni notti oceaniche, sovrapposti alle umane trasparenze e fusi con l’organicità entropica. È il rimando a una profondità insieme possibile e remota, a una cifra conosciuta del sapere comune che ora viene resa preziosa perché ricondotta alla percezione antica del mistero.

 LA MAISON ART

Rubrica delle Arti Visive
A cura di Alessandro Giovanardi

Artista: Giorgia Moretti

Redazione

La Prima e Unica Rivista di Casa della Repubblica di San Marino e Circondario.

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