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GUIDA A UN TRASLOCO “SERENO”

Se dovete traslocare non rimandate. Iniziate ora a perdere le vostre cose. Tanto succederà comunque e, anticipare la loro uscita di scena, offre il vantaggio di ridurre gli oggetti da imballare. Anche buttarli via può essere risolutivo. Io l’ho fatto due anni fa. È stato bello, liberatorio e simbolico, un taglio netto col passato, una sorta di cerimonia di rinascita. Poi ho ricomprato tutto perché, voglio dire, c’era un motivo che giustificava la presenza di tanta roba: mi serviva. So che credete di avere pochi effetti personali, qualche straccetto nell’armadio e un numero imprecisato di ammennicoli di cui potete privarvi. Ma la maledizione dei traslochi triplicherà i vostri averi. Non importa se vivete in un monolocale e vi sembra di non possedere quasi niente. Gli scatoloni non finiranno mai. Più ne caricherete in auto, più ne avrete da caricare. Comincerete a sospettare che nottetempo qualche vicino aggiunga anche le sue cianfrusaglie per liberarsene a vostre spese («maledetto Flanders!» direbbe Homer). Rimane valido il consiglio iniziale. Non dategliela vinta e bruciate tutto. In fondo, rinnovare rinfranca lo spirito e fa girare l’economia. Nei miei traslochi, poi, si verifica una costante piuttosto simpatica che riguarda l’attitudine a scegliere non solo la stagione peggiore, l’estate, ma il periodo con le temperature più torride, quelle mai registrate prima. Insomma, le giornate in assoluto più calde dell’anno e con un tasso di umidità pari agli anni di Al Bano. Questo talento è riservato a poche persone perché non tutte riescono ad avere una mira così precisa. Occorre molto allenamento e qualcuno che ti pisci nel battesimo. Non faccio per vantarmi ma, grazie alla mia proverbiale sfiga, un’importante compagnia aerea anziché smarrire il mio bagaglio ha perso direttamente me per due giorni. Sono livelli inarrivabili per la maggior parte della gente, mi rendo conto, ma non sentitevi troppo al sicuro. Un trasloco rimane un’esperienza orribile a prescindere dalla gravità degli imprevisti che sicuramente capiteranno a farsi beffe della vostra efficientissima programmazione. Avete perso i migliori minuti della vostra vita a elencare sugli scatoloni il loro contenuto? Non solo non riuscirete a decifrare cosa avete scritto in preda al delirio da canicola, ma l’oggetto che vi serve subito sarà SEMPRE nella casa sbagliata. Dovete chiudere le ultime confezioni? Finisce il nastro da pacchi. Si ribalta un carico? È quello con i bicchieri. Mentre la nonna che ve li aveva regalati si agita freneticamente nella tomba come se stesse girando una scena di Kill Bill, voi dovete pure raccogliere millemila frammenti di cristallo di Bohemia senza rimetterci una mano. Sudate, puzzate e cominciate a nutrire un profondo risentimento per la scritta “fragile”. Ormai avete deciso. Nella prossima casa, plastica come se piovesse. Quando, finalmente, le carte “imprevisto” saranno esaurite potrete dilapidare i vostri ultimi risparmi nel tempio delle parole in stampatello composte a caso. L’Ikea. Non è escluso, infatti, che la nuova dimora necessiti di qualche lavoretto per ripristinare funzionalità e buon gusto. Il copri-water a forma di girasole che ho trovato nel mio bagno, ad esempio, era talmente kitsch che un architetto avrebbe dato fuoco all’appartamento e si sarebbe disinfettato gli occhi con l’amuchina. Attenzione, però. I mobili vanno comprati solo DOPO aver obbligato un amico a montarveli. Frega niente se i loro libretti d’istruzione contengono esclusivamente disegni. (Considerando che ho impiegato due ore ad assemblare un cestino per la frutta, figurarsi se indovino la brugola giusta al primo colpo!) Fidatevi. Anche a voi avanzeranno dei pezzi. Purtroppo tutto il parentado e la schiera di vostri conoscenti è già stata messa in allarme dal tic nervoso che vi fa ballare l’occhio destro ogni volta che incrociate un camion dei traslochi. Ormai hanno nasato il pericolo e non sarà facile immobilizzarne uno, sottoporlo a un lavaggio del cervello in stile arancia meccanica e convertirlo al bricolage. Ecco perché è sempre bene tenere da parte del materiale compromettente con cui ricattarli in situazioni d’emergenza come questa. Io, ad esempio, conservo ancora foto delle elementari che mi danno grandi soddisfazioni. Per finire, il consiglio più utile che posso darvi, quello che determinerà il grado di serenità dei vostri prossimi giorni. Esistono molti modi per affrontare un trasloco. Uno di questi include la vodka. Berne tanta aiuta ad accettare l’idea, berne troppa rallenta tutta la fase organizzativa. Dosate a seconda dell’effetto voluto.

di Romina Marzi

Autore

Romina Marzi
Romina MarziCopywriter
Laureata in Scienze della Comunicazione, dal 2008 lavora presso l’agenzia TEN Advertising s.r.l. con la mansione di copywriter. Si occupa di stilare e correggere i testi commerciali che vengono usati per campagne pubblicitarie, siti web, brochure, presentazioni aziendali o di prodotto. Collabora alla realizzazione della Rivista La Maison e Lifestyle dove, nel corso degli anni, ha ideato diverse rubriche a carattere umoristico: “pausa caffè”, “quel sassolino nella scarpa”, “Lui dice/Lei dice”.
Romina Marzi

Laureata in Scienze della Comunicazione, dal 2008 lavora presso l’agenzia TEN Advertising s.r.l. con la mansione di copywriter. Si occupa di stilare e correggere i testi commerciali che vengono usati per campagne pubblicitarie, siti web, brochure, presentazioni aziendali o di prodotto. Collabora alla realizzazione della Rivista La Maison e Lifestyle dove, nel corso degli anni, ha ideato diverse rubriche a carattere umoristico: “pausa caffè”, “quel sassolino nella scarpa”, “Lui dice/Lei dice”.

La Maison e Lifestyle Magazine