I have a dream: sogno un mondo senza refusi

Ci sono persone che non leggono nemmeno le etichette dello shampoo e poi inviano mail in cui scrivono “sciampo”. L’ultima me l’ha mandata un parrucchiere. Veramente, lui preferisce essere chiamato “hair-stylist” ma non voglio sapere come lo scrive. Anzi, ora ne approfitto per liberarmi di anni di magoni e ingiurie taciute.

Mi rivolgo a te, mio bel personaggino convinto di essere il nuovo “Andy Warhol” del capello. Sappi che, se trovo il telefono della tua maestra delle elementari, sei fottuto. Sì, perché appena le mostro i tuoi macelli ortografici e grammaticali, una sprangata nei denti non te la leva nessuno. Non sono razzista, ma se metti le acca “ad minchiam”, alterni congiuntivi improbabili a condizionali terrificanti e non usi gli accenti dove servono, un po’ te la cerchi. Se vai in giro a provocare, è inevitabile che a qualcuno venga voglia di prenderti a calci nel sedere mentre ti costringe a coniugare i verbi come Dio comanda.Troppo comodo trincerarsi dietro la scusa che non ti hanno vaccinato abbastanza da piccolo e ti è venuta la dislessia o che sei stato morso da una copia della Fattoria degli Animali e da quel giorno non ti avvicini nemmeno al bugiardino dei medicinali. Mettiti in testa che non posso avvallare un articolo il cui senso è chiaro solo a due persone, una delle quali sei tu e l’altra è Luca Giurato. E no, non è sufficiente aggiungere qualche virgola per renderlo comprensibile. Piantala di consultarti con il tuo personal coach (qualsiasi cosa voglia dire) e fila a ripassare l’analisi logica, che domani interrogo!

Lo so. Alcuni individui, al solo pensiero di dover prendere un libro in mano e addirittura leggerlo, inorridiscono. Già me li vedo espellere tutto il loro disappunto «Cioè, finché si scherza mi puoi dire tutto, ma ti ricordo che siamo ancora in un paese libero e se voglio essere ignorante come una capra, chi sei tu per impedirmelo?» Poi parlano come Biscardi e si stupiscono se vengono sempre fraintesi. Sono quelli che se trovano un titolo che conferma le loro convinzioni, lo condividono su Facebook senza sapere che il resto dell’articolo afferma l’esatto contrario (perché il titolo era ironico e l’articolo non l’hanno letto). Sarò un’inguaribile nazista ma continuo a sognare un mondo in cui gli architetti siano costretti a imparare almeno quattro sinonimi del termine “design” e Internet smetta di essere un luogo in cui il linguaggio è fermo alle pitture rupestri. Le Emoticons sono carine ma se mi si chiude la vena non mi basta il disegno di un dito; per sbollire la rabbia, ho bisogno di mandarti a quel paese in cinquanta sfumature di vaffancuore.
Sogno un mondo in cui nessuno dica mai:
• Ho letto un libro una volta e mi sono scocciato. (Cos’era? Un manuale dell’IKEA?)
• No, guarda, non leggo perché non ho tempo. Fra famiglia, lavoro e corsi di Zumba/Crossfit/Yoga-antigravitazionale, non riesco nemmeno a vedere tutte le seimila puntate annuali di Grey’s Anatomy/Amici/Masterchef/Partite della Juve. In tutto questo, un libro non saprei proprio dove infilarlo. (Chiedi a me. Te lo spiego io.)
• Aspetto il film. (Spero che esca solo in lingua originale e con i sottotitoli italiani tradotti da un polacco).
• Una volta che ho finito il libro, poi che ci faccio? (Non so. Lo tieni? Magari lo rileggi e forse la seconda volta lo capisci pure. Forse.)
Ma soprattutto sogno un mondo in cui la scelta di non leggere non sia motivo di vanto. Se continui a dirmi «io non ho mai letto eppure guardami, miserabile, guadagno venti volte più di te», ti puoi scordare che ti porti le arance in carcere, quando la finanza scoprirà come hai fatto i soldi. Gnegnegne!

di Romina Marzi

Autore

Romina Marzi
Romina MarziCopywriter
Laureata in Scienze della Comunicazione, dal 2008 lavora presso l’agenzia TEN Advertising s.r.l. con la mansione di copywriter. Si occupa di stilare e correggere i testi commerciali che vengono usati per campagne pubblicitarie, siti web, brochure, presentazioni aziendali o di prodotto. Collabora alla realizzazione della Rivista La Maison e Lifestyle dove, nel corso degli anni, ha ideato diverse rubriche a carattere umoristico: “pausa caffè”, “quel sassolino nella scarpa”, “Lui dice/Lei dice”.
Romina Marzi

Laureata in Scienze della Comunicazione, dal 2008 lavora presso l’agenzia TEN Advertising s.r.l. con la mansione di copywriter. Si occupa di stilare e correggere i testi commerciali che vengono usati per campagne pubblicitarie, siti web, brochure, presentazioni aziendali o di prodotto. Collabora alla realizzazione della Rivista La Maison e Lifestyle dove, nel corso degli anni, ha ideato diverse rubriche a carattere umoristico: “pausa caffè”, “quel sassolino nella scarpa”, “Lui dice/Lei dice”.

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