Home Sweet Home: Architetto o Interior Designer?

In questo articolo vi parleremo di un argomento molto interessante e fonte di tante polemiche tra gli addetti ai lavori, che riguarda la figura dell’architetto e quella dell’interior designer. Apparentemente possono sembrare professioni uguali mentre in realtà, ci sono notevoli differenze.
L’architetto è una figura professionale il cui ambito di intervento è la progettazione urbanistica, architettonica ed edilizia in genere. Il suo scopo è quello di trasformare, progettare o adattare un ambiente costruito, per renderlo idoneo alle nuove esigenze richieste. Può, inoltre, lavorare in ambiti più specifici quali la progettazione del paesaggio (urbanista) o di un restauro (restauratore). La sua qualifica è riconosciuta e regolata dalla legge; per questo motivo per diventare architetto è necessario seguire un iter di studi prefissato che prevede una laurea in architettura e l’esame di abilitazione alla professione, senza la quale non è possibile esercitare.
L’attività dell’interior designer è considerata complementare e parte integrante dell’architettura complessiva degli edifici. Il suo compito è quello di identificare, ricercare e risolvere creativamente i problemi attinenti la funzione dell’ambiente interno. Esegue servizi che includono: programmazione, studio del progetto del sito, estetica e ispezione del lavoro, sistema edilizio e i componenti, le norme edilizie, l’attrezzatura, i materiali e l’arredamento; prepara disegni e documenti relativi al progetto dello spazio interno per migliorare la qualità della vita e salvaguardare la salute, la sicurezza e il benessere del pubblico.
Nella maggior parte dei casi, l’intervento dell’architetto anticipa quello dell’interior designer anche se i due professionisti possono lavorare in contemporanea e in stretta collaborazione. Il nostro studio è un esempio lampante di questa felice sinergia fra tecnici. Bisogna precisare però che, se un architetto può occuparsi anche di interior design, non è possibile il contrario. La figura dell’interior designer non necessita di un’abilitazione specifica a norma di legge, ma è sufficiente un diploma in una scuola d’arte oppure una laurea breve in progettazione d’interni. Inoltre, a garantirne la professionalità esiste l’AIPI (Associazione Italiana Progettisti di Interni), l’unica associazione di categoria in Italia con lo scopo di tutelare il cliente/utente attraverso lo sviluppo, la qualificazione e l’aggiornamento del professionista. Può capitare che i committenti si rivolgano indistintamente all’architetto o all’interior designer nella convinzione che possiedano le medesime caratteristiche. A questo punto, però, è compito dei due esperti creare un rapporto di collaborazione per il bene del committente, al fine di ottenere un lavoro finale di pregio e di rilevanza architettonica.

Studio Interior Designer
Pierpaolo Saioni
Daniele Zavagnini Architetto