Home Sweet Home. Il cambiamento dell’abitazione nel corso degli anni

Generazione dopo generazione, il concetto stesso di abitazione ha assunto diverse forme passando da bene primario ad accessorio.
Un tempo, acquistare casa era una tappa fondamentale nel percorso di realizzazione della persona mentre oggi, che viviamo in società sempre più mobili e internazionali, sono aumentati i contratti d’affitto perché consentono di cambiare dimora con molta facilità, oltre al fatto che i costi dell’attuale mercato immobiliare sono più elevati.

Anche le disposizioni degli ambienti si sono modificate nel corso degli anni. Una volta la zona giorno doveva essere impeccabile in quanto fulcro della casa, la cucina era considerata un ambiente di servizio da tenere nascosto mentre la zona notte godeva della massima privacy. Con l’abbattimento delle barriere sociali, sono diminuiti anche i muri dentro le case. Verso gli anni ’70 nascono i primi loft e/o open space e gli ambienti si fanno più fluidi e meno rigidi. Oggi non esistono più confini, nel senso che ogni stanza può diventare un luogo per diverse attività: la cucina è spesso integrata con il soggiorno ed è un ambiente multitasking dove, oltre a cucinare, si studia, si gioca, si lavora e si chiacchiera. Il living è l’area più grande della casa e occupa in media il 45% dello spazio totale. Le camere da letto sono più piccole ma anche loro adibite a diverse funzioni e spesso vengono corredate da cabina armadio e/o bagno privato. La stanza da bagno, poi, ha assunto un ruolo fondamentale in quanto luogo destinato alla cura del proprio benessere psico-fisico e si fa il possibile per averne almeno due in casa.

Per quel che riguarda la metratura, invece, è un dato di fatto che sempre più persone vivano in appartamenti mediamente più piccoli rispetto al passato. Questa tendenza è data da diversi fattori: i prezzi sono aumentati e il potere d’acquisto delle nuove generazioni è diminuito, il crescente invecchiamento della popolazione porta ad avere case ridotte quindi più comode e funzionali. Infine c’è una maggiore sensibilità verso l’impatto ambientale: le case piccole e ben isolate aiutano a contenere i relativi consumi energetici.

Studio Interior Designer
Pierpaolo Saioni Interior Designer
Daniele Zavagnini Architetto


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Redazione

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