I sogni dei bambini

I sogni dei bambini.

Anche il 2015 è quasi finito e probabilmente chi tirerà le somme mettendo in bilancio i pro e i contro di quest’anno, non potrà non pensare alla moltitudine di vite umane che sono andate sprecate nel lungo elenco delle sventure a cui abbiamo assistito; non ultima la strage di Parigi. Mille sono le domande, i dubbi e la tristezza che ci assalgono quando assistiamo ad eventi così terrificanti, ma l’unica domanda che conta è quella che ci faranno i nostri figli, nipoti o studenti: “Perché?”.
Come sarà possibile, da genitori, nonni, zii, educatori, tradurre ed interpretare per i nostri figli, nipoti o alunni, questa realtà cui sono, loro malgrado, costretti a vivere?

Umberto Eco sostiene da sempre che non si può e non si deve fare una tesi di laurea su un autore di cui non si comprende perfettamente la lingua in cui scrive. Tra le tante motivazioni, sostiene questo perché ogni traduzione linguistica è in qualche modo un lavoro di interpretazione e il cui risultato finale sarà un’opera totalmente cambiata perché contaminata e compromessa dal pensiero personale e soggettivo dello stesso traduttore. Se questa regola vale per la letteratura, come possiamo non pensare che valga anche per la traduzione della realtà che noi adulti elaboriamo ad uso e consumo dei nostri ragazzi?
Come scriveva Tiziano Terzani: “Questo ci impone grandi responsabilità come quella, non facile, di andare dietro alla verità e di dedicarci soprattutto a creare campi di comprensione invece che campi di battaglia”.
A supporto di ciò suggeriva di insegnare, a lezione di religione, cosa sia l’Islam. Credo che con questa indicazione non intendesse solo l’opportunità di conoscere come vivono, cosa pensano e in cosa credono i compagni di scuola dei nostri ragazzi, ma soprattutto per formare ed educare i cittadini del domani, nel rispetto di quei grandi principi che sono la libertà, la fraternità e l’uguaglianza, la cui attuazione passa inevitabilmente attraverso la condivisione e la comprensione degli altri. Ciascuno di noi deve andare alla ricerca della verità e farsi “genitore” di “campi di comprensione”; è solo questione di volontà e intelligenza. Ascoltare, analizzare, ragionare e solo alla fine farsi una propria idea e sostenerla attraverso l’apertura mentale e il dialogo: questi dovrebbero essere i valori di ogni cittadino europeo e del mondo. Se questo non si verificherà, la conseguenza sarà inevitabile: il numero delle sventure e quello dei morti, sarà per sempre superato dal numero degli imbecilli, ancor più numerosi, in questi ultimi tristi giorni.

“Il mondo è la somma delle nostre stupidità e la sottrazione dei nostri sogni”. Fernando Menendéz

di Barbara Tosi
Direttrice: La Maison e Lifestyle Magazine

Barbara Tosi

Direttore La Maison & Lifestyle Magazine.

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