Il linguaggio del riciclo

Salone del Mobile 2010.
In parallelo al tradizionale appuntamento del Salone del Mobile di Milano, anche quest’anno sono stati progettati eventi del “Fuorisalone” sparsi in alcuni quartieri, da cui emerge la volontà di concentrare l’attenzione sul linguaggio della sostenibilità. Si è “parlato” perciò di eco-compatibilità, di eco-design, di riciclaggio; massima attenzione al design che superi l’algida soglia del formal-modaiolo e rispetti Madre Natura. Il mondo del design rispecchia la tendenza generalizzata dell’architettura in cui è d’obbligo acquisire competenze sempre più specifiche; nelle riviste di architettura (es. Abitare la Terra), nei bandi dei concorsi di progettazione, nella normativa e ora anche nelle realizzazioni, è richiesto al progettista di soddisfare requisiti in merito al risparmio energetico e all’utilizzo di materiali e tecnologie non inquinanti. Tre episodi del Fuorisalone appaiono interessanti e meritano forse un’attenzione particolare.

• Il primo è un Frutteto Urbano, progettato dall’architetto olandese Ton Matton. Il frutteto è stato realizzato nell’atrio della Stazione Garibaldi. E’ un’installazione caratterizzata da dozzine di alberi da frutto, piantati in vasi colorati disegnati da Matton e nutriti con apposito sistema di autoalimentazione eco-sostenibile che utilizza sacche ospedaliere per le flebo ai degenti. Quasi un’idea “curativa” che spiega come il mondo in cui viviamo necessiti di cure così come l’essere umano che lo abita.

• Interessanti anche gli Sgabelli creati con i tasti del ‘Mac’, realizzati dallo studio bolognese VicoloPagliaCorta. Sino ad oggi si erano sempre occupati di piccoli oggetti, tutti realizzati riciclando i tasti dei vecchi Mac o pezzi del Lego. Ora invece hanno realizzato una serie limitata di sgabelli realizzati artigianalmente in rovere, con un piano di seduta composto da tasti recuperati dai portatili Apple dismessi e composti tematicamente a mosaico. Il design è minimalista ma sostenuto dalla convinzione che materiali naturali ed artificiali possano convivere senza attrito estetico. Nell’immagine riportata si vuole ottenere una scacchiera bianco-nera che rimanda alle tradizionali pavimentazioni italiane.

• Infine la Flexible Love, seduta in cartone, materiale già analizzato nelle sue varie espressività in questa rubrica. La Flexible Love, concepita dal designer taiwanese Shiuuna, è una seduta realizzata interamente in cartone riciclato e cascami della lavorazione del legno, in grado di allungarsi “a fisarmonica” per ospitare fino a 16 persone, per poi comprimersi fino quasi a scomparire. Il suo funzionamento a molla consente, inoltre, di ottenere una grande variabilità formale: le panchine che si possono creare infatti possono risultare curvilinee (formando una ruota o un’onda) oppure lineari, consentendo anche l’adattabilità a spazi e gusti differenti.

 

A cura di Alessandro Franco: Architetto (RCF & Partner)

Redazione

La Prima e Unica Rivista di Casa della Repubblica di San Marino e Circondario.

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