Il segreto dell’amore. L’estate del 1985 – Editoriale

Correva l’anno 1985. Il bagno era il n. 3 di Rimini.

L’anno precedente avevo fatto amicizia con quel ragazzo che sarebbe diventato, poi, il mio migliore amico e, diciannove anni più tardi, uno dei miei testimoni di nozze.
A “scrocco” sotto il suo ombrellone, nell’estate del 1985 ho avuto la fortuna di conoscere anche i suoi genitori. Erano una bella coppia. Lui alto, molto elegante sia nei gesti che nel modo di parlare, il suo tono di voce sempre pacato, a denotare un carattere riservato e particolarmente schivo. Lei alta, bruna e con una carnagione perennemente abbronzata. A differenza del suo taciturno marito, aveva un carattere allegro, estroverso e oltremodo empatico. Si aveva l’impressione che al bagno n. 3 di Marina Centro tutti la conoscessero e le volessero bene. Ogni pomeriggio trascorso in loro compagnia, era piacevole e interessante e parlavamo principalmente di scuola, degli insegnanti, delle materie più ostiche o di quelle che amavamo di più. Non mancavano le discussioni in merito alle lezioni di ripetizione che, come ogni estate da quando ho memoria, incombevano puntuali come un orologio svizzero sulla testa del mio amico. Anche i grandi temi sociali facevano capolino sotto quell’ombrellone. Si disquisiva della tossicodipendenza (piaga che mieteva vittime in tante famiglie che conoscevamo), del pericolo del virus HIV (le cui conseguenze erano, al tempo, ancora praticamente ignote) e di altri argomenti in grado di sedurre o spaventare a morte qualsiasi ragazzino dell’epoca.
Quella coppia così straordinariamente equilibrata e affiatata diventò in poco tempo un modello a cui aspirare. Nel mio immaginario di adolescente rappresentò l’emblema stesso dell’amore. Con il passare del tempo crebbe anche la nostra confidenza e un giorno decisi di porre alla donna una domanda che ingombrava la mia mente.
Da teenager imbranata quale ero, volli sapere il suo segreto per un amore così speciale e immutato, anche dopo tutti quegli anni di vita matrimoniale. Non riuscivo a comprendere come fosse possibile avere a fianco la stessa identica persona ogni giorno, e per tutta la propria vita, senza arrivare a stancarsene. E per di più, rimanerne innamorata! In quel periodo ero fermamente convinta di non volermi sposare mai e tale convinzione rimase immutata per tanti anni a venire. Ne consegue che non fui in grado di decodificare la risposta ricevuta dalla mamma del mio migliore amico. Chissà come, però, attecchì e anni dopo, fortunatamente, me ne ricordai.
Mi disse che dovevo immaginare l’amore con le stesse sembianze di una pianta dentro a un vaso.
Continuò spiegando: “ti devi accorgere se la pianta è troppo esposta al sole e la devi spostare in un luogo più protetto, se ha sete e le devi dare da bere, se sta male e la devi curare. Ti devi accorgere di lei ogni singolo giorno. Non devi trascurarla mai”. Per finire aggiunse: “sono consapevole che non è un compito facile. Ci vuole pazienza, tempo e dedizione, ma è questo il segreto dell’amore”.

Siamo giunti all’ottava edizione del nostro numero “speciale” dedicato al tema del matrimonio e voglio ringraziare le cinque splendide coppie di sposi, protagonisti del Lifestyle di settembre 2019, dedicando proprio a loro questa piccola “perla di saggezza”. Fatene quello che volete. Sappiate, però, che i genitori del mio migliore amico hanno recentemente festeggiato i 50 anni di matrimonio.

E per la cronaca, hanno anche ripetuto la cerimonia nuziale!

Barbara Tosi
Direttrice: La Maison e Lifestyle Magazine

Barbara Tosi

Direttore La Maison & Lifestyle Magazine.