Il signore delle racchette – Giorgio Galimberti

A colloquio con Giorgio Galimberti della San Marino Tennis Academy

Giorgio Galimberti è il titolare della San Marino Tennis Academy ed è stato uno dei tennisti italiani più importanti nella prima metà degli anni 2000, con tantissime convocazioni in nazionale. Da Junior è stato numero 2 del mondo ITF e ha raggiunto la finale del Roland Garros, del Bonfiglio e la semifinale di Wimbledon, oltre ad aver vinto diversi tornei grado1. Lo abbiamo incontrato per parlare dell’Academy, del tennis sammarinese e di quello internazionale.

Galimberti, come è nata la San Marino Tennis Academy?
“Per caso nel 2009. Avevo smesso di giocare da un anno e stavo capendo che la mia strada sarebbe stata quella dell’allenatore. Conoscevo la bella struttura tennistica sammarinese ma vedevo che non c’era tanto movimento. Parlai allora con Christian Forcellini, il Presidente della Federazione Tennis Sammarinese: “Perché non proviamo a creare un’accademia dove s’impari a giocare a tennis seguendo criteri moderni e scientifici dal punto di vista didattico e della preparazione fisica?”. – Questo gli chiesi. – Lui fu d’accordo e così iniziammo. Nel 2012 siamo letteralmente “esplosi” a livello internazionale con ragazzi e ragazze che si iscrivevano da tutta Italia ma anche dall’est Europa, dove non esistono strutture avanzate: Ucraina, Bulgaria, Ungheria… Nel 2014 la Federazione mi ha ceduto la completa titolarità preferendo ritagliarsi un ruolo più “federale”: organizzazione di eventi e cura della SAT, la scuola di avviamento al tennis. Da allora siamo cresciuti costantemente, anno dopo anno, tant’è che oggi in Accademia lavorano quattro preparatori atletici, quattro maestri a tempo pieno, una psicologa e l’efficientissima segretaria Monica Costa. Oggi l’Accademia è un luogo dove tennisti da tutto il mondo possono venire e fermarsi per una settimana in preparazione dei tornei europei, oppure fermarsi per un anno intero per migliorare il proprio tennis, seguendo sempre programmi personalizzati sia dal punto di vista fisico che tecnico”.

Qual è la situazione del tennis sammarinese?
“E’ senz’altro in crescita. Alleno all’Academy Marco De Rossi, il miglior tennista sammarinese di sempre, che quest’anno ha battuto giocatori in classifica fra il 700esimo e il 1000esimo posto nel ranking Atp. C’è una squadra di Coppa Davis che nella prima settimana di aprile gioca a Sofia, contro la Bulgaria. Il fatto, poi, che la Federazione abbia preso in mano la SAT garantisce che tra qualche anno ci saranno ragazzini molto preparati (il direttore tecnico della scuola di avviamento è Corrado Barazzutti e questa è una garanzia), che entreranno in Accademia. Il progetto è lungimirante, a lungo termine e sono convinto che funzionerà”.

E il tennis italiano? Lei è consulente della federazione italiana per gli under ’98…
“Nel femminile stiamo soffrendo. Finita l’era delle quattro campionesse con la C maiuscola (Errani, Vinci, Pennetta e Schiavone, ndr), ci siamo ritrovati sguarniti. Ora, però, la Federtennis sta curando il settore da vicino e si stanno vedendo i primi risultati. Elisabetta Cocciaretto, ad esempio, è stata semifinalista agli Australian Open under 18. Tra i maschi ci sono alcuni ragazzi che si stanno mettendo in evidenza. C’è Jannik Sinner, classe 2001, sudtirolese come Andreas Seppi al quale somiglia moltissimo. Poi Federico Arnaboldi, un altro under 18 e il 2002 Lorenzo Musetti, un piccolo talento. Nel medio termine sono ottimista e penso che fra 5/6 anni il tennis italiano avrà molto da dire”.

di F. Semprini