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Il vaso della felicità

Il vaso della felicità.

Da bambina tenevo un diario. Nell’arco di un decennio ne avrò scritti, come minimo, sei o sette, ma il primo me lo ricordo benissimo perché è stato uno dei regali che ho ricevuto per la prima comunione. (Non il regalo più bello, perché la bicicletta regalatami dai miei nonni, era insuperabile!). Era una sorta di quaderno, senza le righe e con i fogli quadrati di colore giallino chiaro. La copertina era di una stoffa dal tessuto a grossa trama di colore rosso scuro. Aveva una piccola serratura, apribile solo con una minuscola chiave. Mi stimavo di quel regalo, perché mi permetteva di scrivere i miei segreti e questo mi faceva sentire, come dicono i bambini, “grande”. Non ricordo l’ultima volta che l’ho aperto e neanche che cosa ci ho scritto, ma ricordo benissimo la mia pessima calligrafia, tutta storta e sgorbia, una caratteristica che ancora mi appartiene. Ho pensato spesso di ricominciare a tenere un diario, ma la pigrizia la fa sempre da padrona e le scuse che mi invento sono abbastanza credibili, anche perché è vero che lavoro troppo e non ho molto tempo per me. In soccorso a questo mio desiderio interiore, trascurato da tanti anni, mi è arrivato l’articolo di un blog, che raccontava del “vaso della felicità”.
E’ una pratica ideata da Elisabeth Gilbert, la scrittrice americana diventata famosa per “Mangia, prega, ama”; libro da cui è stato tratto un film di grande successo. Ogni giorno, si prende un pezzo di carta qualsiasi (un tovagliolino del bar, un biglietto da visita, la busta di una fattura, ecc.), e ci si scrive il momento più felice della giornata, ci si aggiunge la data e lo si mette in un vaso. Questa idea mi ha dato l’input per ricominciare a mettere su carta quelle piccole-grandi cose che ogni giorno mi accadono, che altrimenti sarebbero destinate all’oblio. Ho appena iniziato, ma devo dire che è un’attività che mi piace moltissimo.
Mi sono subito resa conto che anche nelle giornate più brutte, e purtroppo in questi giorni ne ho avute diverse, ci sono momenti se non felici, degni almeno di una piccola nota positiva. Quindi, mi sono imposta sia di cercarli, sia di trascriverli nei miei foglietti. Il 20 Gennaio è stato veramente difficile trovare anche un solo momento felice. E’ stato il giorno in cui ho dato l’addio ad una carissima amica, quasi una seconda mamma per me, ma visto che avevo iniziato da poco questa pratica, mi sono concentrata ed ho trovato il momento degno di essere ricordato: la musica di un violino che mi ha commossa fino alle lacrime. In altre giornate è stato sorprendente scoprire di poter essere felice per avere ricevuto piccoli gesti gentili o sorrisi, a cui talvolta non faccio la dovuta attenzione. Non ho ancora trovato l’ubicazione giusta in cui conservare i miei foglietti, che all’oggi sono sparsi in vari punti della casa e della mia borsetta, ma sono certa che troverò un posto speciale, come speciali sono le persone che amo e che ho amato e quelle che hanno amato ed amano me.

Nella foto: Elisabeth Gilbert e il suo vaso della felicità.

di Barbara Tosi
Direttrice: La Maison e Lifestyle Magazine

Barbara Tosi

Direttore La Maison & Lifestyle Magazine.

La Maison e Lifestyle Magazine