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Il Viaggiatore… a Santorini

Santorini. Questa perla del Mare Egeo è fra le Isole Cicladi

quella che colpisce per le sue meraviglie e gli impareggiabili contrasti. Chiamata fin dall’antichità “Kalistè” ossia la bella, Santorini offre uno spettacolo unico al mondo, meta adatta a chi vuole ritrovare in una vacanza le origini primordiali della Terra e desidera scoprire nei popoli che vi hanno abitato, una storia interrotta dai cataclismi che l’hanno trasformata affascinante e misteriosa, così come ci appare oggi. Santorini, sede di credenze mitiche legate alla presenza dell’antica Atlantide, è un’isola che esprime il trionfo dell’incontro fra terra e fuoco con il mare ed il cielo, i fondamenti della natura.
Come base per i nostri 15 giorni alla scoperta della perla delle Cicladi, abbiamo scelto Perissa, località a sud che assieme a Perivolos, vanta spiagge calde ed un lungomare di una decina di km, ricco di bar, taverne, locali notturni e numerosi affittacamere. Il primo giorno l’abbiamo dedicato al giro dell’isola in scooter, mentre nei successivi ci siamo avvalsi delle due ruote, ma questa volta a pedali, per smaltire le tossine accumulate nei mesi invernali. Abbiamo così scoperto la capitale Fira adagiata al centro di Santorini, in cima alla caldera, sopra al mare che la divide dai due isolotti di origine vulcanica: il Nea Kameni, con cratere in attività, la cui ultima eruzione risale al 1950 ed il più antico Palea Kameni. Dopo i paesi di Firostefani ed Imerovigli adagiati sulla caldera, all’estremo nord, abbiamo scoperto Oia; il villaggio più caratteristico che ad ogni tramonto raccoglie centinaia di turisti, spettatori di un romantico abbraccio fra cielo e mare, in un rito che si ripete al sorgere di ogni notte, ideale per innamorati e giovani sposi. E’ quassù che da Fira ad Oia ogni sera si consumano aperitivo e cena, in uno dei tanti locali disposti a terrazzo sul panorama più suggestivo del Mare Egeo. Dall’altra parte di Santorini, che in antichità fu un imponente vulcano, sprofondato in mare in seguito ad una violentissima eruzione, con lo Tsunami che distrusse anche la lontana Creta, scopriamo, dopo la località di Kamari, la costa più selvaggia e meno battuta dal turismo. Di rito è stata poi la visita in caicco all’isola di Nea Kameni, al centro della caldera, sede del Parco Naturale Nazionale: una landa di multiformi detriti lavici immersi in un paesaggio arido, con all’orizzonte, oltre il mare, il contrasto fra le bianche abitazioni e la scura roccia di Santorini. Al termine di questa “passeggiata lunare”, abbiamo effettuato un bagno nelle calde e  ferrose acque di Palea Kameni, l’isola che come un “atollo di lava” ci ha selvaggiamente ammaliato con i colori arcobaleno del suo mare. La giornata è terminata con la visita all’isola di Thirassia, abitata prevalentemente da pescatori e distaccatasi da Santorini dopo l’eruzione del 1630 a.C. L’approdo al porticciolo è stato sia dolce quanto piu’ aspro, il salire su per i 180 gradini, fino all’antico paesino in cima alla caldera.  E’ qui a Thirassia, ove regna maestoso il silenzio, che il turista trova la dimensione della pace. In questi luoghi io e Mirna abbiamo assorbito il ritmo blando della gente che vi abita e alla fine, i nostri 15 giorni, sono trascorsi rilassati, fino a sentirci un po’ greci anche noi. “Santorini sei valsa una vacanza con la V. maiuscola, ci sei  rimasta nel cuore come la più spettacolare e colorata delle isole greche. Ti  incontreremo presto nei nostri ricordi ritrovando le emozioni che al tuo saluto ci hai riservato, regalandoci l’inaspettata ed unica spiaggia nella caldera e l’immagine immortalata dall’oblò al decollo dell’aereo, mentre il comandante virava sulla rotta verso Bologna”.
Di Andrea e Mirna.

Redazione

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