In Casa di Damiano Vannucci

Ecosostenibilità, flessibilità e ricerca rappresentano i principi cardine all’origine del progetto e della realizzazione di questo appartamento di 85 mq. progettato dall’Architetto Enrico Muscioni, responsabile del settore architettura dello studio GA&E di San Marino.
Situato in posizione panoramica, in un’area che domina l’intera Valmarecchia, il progetto si sviluppa con l’obiettivo di convertire il rustico di un sottotetto, con porticato di una villa preesistente, in una residenza autonoma e indipendente, sia sotto il profilo formale che energetico. Il gesto progettuale è permeato da una forte volontà di incidere in maniera decisa ma al contempo minimale, gli aspetti e gli spazi esistenti fondendo un involucro irregolare, tipico delle dimore costruite negli anni ’70, con le nuove pareti interne, creando un unico spazio organico continuo, il cui tema principale si ispira al “Raumplan” di Adolf Loos (1870-1933) secondo il quale ambienti diversi devono necessariamente avere altezze diverse a seconda della loro funzione. Il tema dell’abitare su quote differenti che si misurano liberamente con il contenitore esistente, si concretizza in un gioco di effetti volumetrici pieni e vuoti, in una delimitazione degli spazi ottenuta anche mediante i trattamenti riservati alle superfici, l’uso teatrale dell’illuminazione artificiale e naturale, gli scarti di traiettoria, la contrapposizione tra linguaggio puro e organico, il contrasto massimo dei cromatismi nonché quello tra i materiali, fino a comporre uno scenario onirico.

L’ingresso principale tange l’asse distributivo dell’abitazione in maniera strategicamente defilata, per concedersi il necessario spazio di respiro e per dedicare spazi espositivi ai principali trofei sportivi vinti dal proprietario Damiano Vannucci, noto e orgoglioso giocatore della nazionale sammarinese di calcio. L’accesso al percorso principale è localizzato volutamente nel punto di maggior compressione e “difficoltà”, ossia in una sorta di strozzatura formata dall’approssimarsi dei due grandi volumi che determinano gli spazi dell’intera abitazione. Quello bianco della zona notte si contrappone così a quello nero di bagno e zona benessere generando un contrasto cromatico volto a sottolineare marcatamente le funzioni interne dello spazio. Caratterizzano questo progetto spazi, volumi, oggetti che possono essere abitati e che contribuiscono non solo a determinare formalmente la restante superficie, ma anche all’abbellimento dell’area living concepita come un grande open space i cui settori risultano sfalsati su differenti livelli. Open space da un lato e volumi dall’altro, sono profondamente connessi tra loro grazie all’asse distributivo di 15 mt. che attraversa l’intera abitazione nella sua massima estensione e che si presenta come segno progettuale netto e rigoroso, che determina la funzionalità degli spazi interni e la loro fruibilità. Il progetto individua dunque un sistema distributivo attraverso cui si aprono spazi tangenti all’asse principale che amplificano i termini espressivi ed esprimono la puntuale e costante corrispondenza nelle loro differenti funzioni.
Sull’asse distributivo la percezione prospettica si libera della compressione iniziale e avanzando gradualmente verso la zona giorno, lo spazio tende a dilatarsi fino ad aprirsi anche fisicamente, verso l’esterno, nella zona pranzo e nella zona living, grazie alle grandi vetrate apribili a bilico e, al contempo, schermate da veneziane interne in legno orientabili, concepite come prototipi funzionali per scandire i ritmi della luce solare durante tutte le ore del giorno e garantire un’illuminazione naturale e mai invasiva.
Lo spazio giorno si articola su tre differenti livelli. Al primo si colloca la cucina, la cui isola monolitica in legno wengè lunga 9 metri, incide funzionalmente lo spazio enfatizzando la linea dell’asse direzionale e determinando un confine tra il visibile e “l’invisibile”. Relazionandosi su due differenti quote del pavimento, infatti, l’elemento isola risponde contemporaneamente a diverse funzioni: area lavoro e banco breakfast da un lato e tavolo da pranzo laddove la quota di pavimento aumenta di 16 cm.
Rispettando il concetto del “Raumplan”, il salotto è ubicato sulla quota più alta dell’appartamento e dunque in quella con l’altezza minore. Qui trova la propria collocazione il grande divano ad “L” dal quale è possibile ammirare comodamente il panorama della Valmarecchia, oltre alla suggestiva vista dell’area verde e della piscina privata. Questo spazio confina con la zona libreria-studio tramite una parete sospesa che funge da filtro, sostenendo allo stesso tempo il monitor LCD, mentre la grande piana a sbalzo in legno wengè, rende uniti questi due spazi anche se divisi, rispondendo come nel caso dell’isola della cucina, a due diverse funzioni perché collocata su due livelli differenti.
Testata d’angolo dell’intero asse distributivo ed in posizione baricentrica dell’area living si erge la presenza monolitica del camino che sembra voler consolidare il proprio ruolo e la propria posizione. L’impostazione degli spazi di questo progetto di recupero è strategica e flessibile anche alle future esigenze della committenza, grazie agli ampi margini di convertibilità degli spazi attualmente realizzati, ma aperti a possibili ulteriori amplificazioni delle superfici, verso le aree marginali esistenti e non utilizzate, il tutto con interventi di impatto minimo. L’iter costruttivo è stato preceduto da una riqualificazione energetica delle masse esistenti, mediante l’utilizzo di tecnologie all’avanguardia che hanno permesso l’eliminazione dell’allacciamento alla rete Gas dell’abitazione. Sfruttando sistemi di riscaldamento a pavimento elettrici e piani cottura ad induzione magnetica, che abbinati ad un corretto sfruttamento dell’energia solare, permettono l’abbattimento pressoché totale delle spese di gestione rispettando l’ambiente; il tutto, in un’ottica ecosostenibile.
Nella camera padronale convogliano volutamente le asimmetrie generate dalla rotazione degli spazi, che trovano una giusta relazione con il letto matrimoniale rotondo, che proprio per la sua caratteristica forma, permette una fruibilità totale della superficie complessiva.
L’unico bagno della casa è pensato come luogo ricreativo e rigenerante, un’oasi di benessere capace, malgrado le modeste dimensioni, di ospitare una minipiscina polifunzionale raggiungibile da una pedana rialzata. I cromatismi di questo ambiente sono caratterizzati da lievi variazioni di tono che sembrano nascere e percolare dall’affresco adiacente alla vasca.

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Redazione

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