In casa di… Daniele, un loft collocato al piano semi-interrato

“L’esigenza di questa famiglia era quella di ottimizzare gli spazi e la fruibilità della casa, creando ambienti confortevoli attraverso uno stile elegante e contemporaneo”.

L’idea nasce dalla sfida di rendere attuale e confortevole uno spazio poco luminoso e opprimente o, meglio ancora, di dargli vita.
Tutto deve essere integrato in un insieme: luce, colore, riflesso, ombre e dilatazione dello spazio interno.
Il progetto riguarda un ambiente di oltre 200 metri quadri, collocato al piano semi-interrato di una palazzina a San Marino, una superfice che inizialmente sarebbe dovuta diventare parcheggio.
Il primo obiettivo era quello di rendere gli ambienti completamente insonorizzati dall’interno, usando sistemi isolanti altamente performanti, da utilizzare sia sulle pareti sia sotto i pavimenti e sui soffitti, rendendo la “scatola” totalmente sigillata.
Il tutto perfezionato dall’utilizzo di infissi idonei al caso (Euroserramenti).
Per poter risolvere il problema dell’altezza ridotta e dell’eccessiva dilatazione, il soffitto è stato reso specchiante, in modo che il gioco di luci e di materiali ne raddoppiasse l’altezza tramite riflessi e dissolvenze.
La luce è stata usata per uniformare l’intero LOFT mescolandone a piacimento i colori, l’intensità e l’utilizzo. Questo per avere la possibilità di sfruttare giochi e tonalità diverse a seconda delle varie esigenze del proprietario, non solo temporali ma anche emotive.
Un luogo dove la luce permette di dilatare spazio e sensazioni, espandendo non solo la vista ma anche i sensi.
In questa casa anche le luci della sauna e del bagno turco diventano delle vere e proprie lampade che cambiano lo status, non solo visivo ma anche umorale. Questo è permesso dalla loro decontestualizzazione dalla solita zona adibita a sala da bagno e dall’integrazione all’interno dell’area giorno, dove tutti gli spazi comunicano direttamente.
Tutto è aperto e dilatato e vi è una sola separazione: quella con la sala da bagno e la cabina armadio, progettati anch’essi con materiali riflettenti (come, per esempio, il box-doccia in vetro retro verniciato di Titanvetro e Ferrarini), in modo da poter essere integrati con il resto e rendere tutto omogeneo.
Gli arredi sono stati scelti con colori e forme neutre, per poter meglio dialogare con l’intero spazio, armonizzando l’ambiente interno e lasciando che la luce diventasse la vera padrona di casa grazie alle sue tonalità, varietà e riflessi.
La fortuna di poter confrontarsi con una committenza giovane e piena di interessi, ha permesso non solo di poter spaziare nella ricerca di materiali tecnologici di alta prestanza, ma anche di poter vincere la sfida iniziale.

 

Architetto Andrea Gattei


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