In Casa di Giorgio e Vittoria

L’amore per il mare, il desiderio quotidiano di percepirne l’immensità: emozioni che diventano il filo conduttore del progetto di questa mansarda da 220mq. progettata dall’Arch. Enrico Muscioni, responsabile del settore architettura dello studio GA&E di San Marino. Situata in posizione panoramica, in un’area che domina l’intera riviera romagnola questa abitazione è stata pensata come rifugio, oasi di serenità e spazio abile a soddisfare le esigenze funzionali più complesse.

Il gesto progettuale è permeato da una forte volontà di incidere in maniera decisa la superficie abitativa, mantenendo costante il rapporto con il “mare” che si scopre e si rivela attraverso gli spazi della casa; spazi pensati e organizzati per creare un percorso a tappe verso la meta, il mare appunto, posto quale orizzonte visivo, nonché come sublimazione concettuale.

La fusione di elementi naturali all’orizzonte, il cielo e il mare Adriatico sembrano fondersi l’un l’altro, e la fusione di elementi formali all’interno dell’abitazione donano una spiccata permeabilità dello spazio all’ambiente esterno e fanno si che il mare e il cielo divengano componenti intrinseche del progetto che si esplicita con la composizione armonica di elementi puri e volumi monumentali che a loro volta celano utili strumenti della vita quotidiana, dall’uso della cucina a quello della lavanderia, dai servizi ai disimpegni, intesi come ripostigli o pareti armadio.

Già dall’ingresso si percepisce l’espressività delle linee di prospettiva che offrono un senso di modernità senza tempo che sembra volersi contrapporre al movimento delle onde del mare.

L’ingresso principale tange su due lati il grande volume che suddivide strategicamente l’abitazione tra zona giorno e zona notte producendo due assi distributivi baricentrici al grande lucernaio che illumina l’ingresso. La porta si apre e si è proiettati frontalmente alla linea d’orizzonte della costa romagnola. Una parete di cristallo bianco lunga 10mt produce riflessi luminosi verde acqua che ci conducono in direzione del binocolo panoramico proiettando l’asse visivo a sfumare nell’immensità dell’orizzonte. Esso determina l’approdo all’area living e rievoca la discesa verso il mare, attraverso la spiaggia. Nonostante la generosità delle dimensioni dell’abitazione il gesto progettuale intende espandere lo spazio sino al limite e oltre. La zona living, che risponde a diverse necessità funzionali, è caratterizzata da diversi spazi che si susseguono in un flusso continuo caratterizzato dall’assenza di divisioni nette che esaltano un concetto di vita domestica libera e non obbligante.

Il tema principale che determina gli spazi si ispira al “Raumplan” di Adolf Loos (1870-1933) secondo il quale ambienti diversi devono necessariamente avere altezze diverse a seconda della loro funzione.

Il tema dell’abitare su quote differenti, che si misurano liberamente con il contenitore esistente, si concretizza in un gioco di effetti volumetrici pieni e vuoti resi ancora più flessibili ed interessanti da confini variabili ottenuti mediante elementi divisori scorrevoli come nel caso della cucina (pannello in legno massello) e dello studio (parete scorrevole in vetro bianco). Un uso teatrale dell’illuminazione artificiale e naturale enfatizza l’armonia tra i diversi elementi e le loro forme evidenziando un assenza di contrasti ed eliminando la tensione. Il grande soggiorno è uno spazio pensato per “sentire” la presenza del mare nonostante la distanza oggettiva e avvicinare dunque ciò che è visibile ma non realmente presente.
Un luogo dove ritrovarsi sereni, in pace, distanti dal caos e dalla volgarità del mondo esterno.
Caratteristiche esclusive di un design scultoreo sono la grande isola monolitica in corian, elemento centrale della cucina, e il camino, inteso come punto focale dell’asse trasversale del soggiorno.

Essi sembrano ciascuno volere consolidare il proprio ruolo e la propria presenza monumentale contrapponendosi o dialogando tra loro. Lo spazio giorno si articola su due differenti livelli. Al primo si colloca una parte della cucina, caratterizzata dalla grande isola, confine esterno della zona cottura e punto di contatto con la zona relax e il soggiorno. Lunga 10 metri incide funzionalmente lo spazio enfatizzando la linea dell’asse direzionale e determinando un confine tra il visibile e “l’invisibile”. Per mezzo di questa scelta spaziale, la cucina, solitamente confinata in aree delimitate della casa, diventa fulcro dell’ambiente e della vita domestica. Essa risponde contemporaneamente a diverse funzioni: area appoggio, banco breakfast e sorgente potabile. Al secondo livello (+16cm) troviamo tangente all’asse principale del soggiorno una piccola zona relax, vero e proprio osservatorio sospeso sul panorama.

Come ciotoli levigati dal mare, in questo spazio, piccolo e prezioso, trovano la giusta dimensione tre “sassi”, una composizione di arredi, un piccolo salotto, in vetroresina, realizzato dal Laboratorio dell’Imperfetto. Il camino determina il confine più estremo dell’ambiente principale dell’area living: il soggiorno. La posizione strategica permette di dominare visivamente il grande spazio circostante offrendo ulteriori affacci sul panorama. Il divano sembra circondare come un abbraccio questo spazio delimitato all’opposto da un angolo a vetro filo lucido che permette agli sguardi di proiettarsi verso il Monte San Bartolo. I diversi livelli, concepiti fedelmente al “Raumplan” si evidenziano anche nell’uso di differenti materiali; la pavimentazione di ecomalta riproduce le sfumature cromatiche della sabbia, la consistenza volutamente materica genera un gioco di ombre e riflessi volte a riprodurre l’andamento sinuoso di una spiaggia, i piani rialzati sono rivestiti con listoni di legno massello, color wenghè. Percorrendo l’asse distributivo che assicura la giusta misura di privacy e intimità, dall’ingresso è possibile dirigersi verso le aree del riposo (camere da letto) e del benessere (i bagni). Il percorso per raggiungere la zona notte è segnato da piccole fessure di luce, come candele in un luogo sacro, che emergono dalla base del grande volume centrale, elemento divisorio della casa.

Rispetto all’atmosfera della zona giorno, contemplativa e proiettata sul panorama, in questo ambiente si ricerca maggiormente protezione e riservatezza; camere e bagni intesi principalmente come luoghi del benessere.
Il grande harem padronale è luogo per la rigenerazione del corpo e della mente. La camera da letto si affaccia sul bagno attraverso un’ampia vetrata che può essere oscurata elettronicamente per donare maggiore privacy alla piscina termale.
Questo bagno è concepito in unicum con la camera, prevedendo altresì una saletta contigua, ideale per il riposo, il relax e le attività sportive. La sua concezione offre la possibilità della pratica giapponese di rilassamento dell’Ofuro ed è ideato per una condivisione familiare.
Illuminato dall’alto presenta una inusitata declinazione cromatica dettata da un registro tonale che richiama gli elementi della roccia e del legno proponendo nel bagno toni scuri e bruniti, pur mantenendo costante un effetto di luce soffusa ad ogni ora del giorno e della notte. Ne deriva un’esuberante contrasto cromatico con l’azzurro mare dell’ecomalta come rivestimento per la parete di testa e dell’interno della piscina termale. La relazione con il mare diventa in questo caso empirica. Si scende per accedere alla vasca e una volta immersi all’interno si contempla la grande parete turchese, realizzata e ottenuta dallo stesso Architetto Enrico Muscioni abbinando l‘ecomalta a semplici pigmenti metallici dorati, colori propri di un fondale marino tropicale. Una cascata d’acqua scende direttamente dalla parete della vasca e questa pioggia di luce e acqua è illuminata dall’alto con fluorescenze indirette volte a diffondere il tono turchese e i suoi riflessi dorati.

Si vuole raggiungere l’obbiettivo di rivelare l’infinita e inimitabile natura del mare in un frammento limitato. Il bagno della seconda camera risponde a necessità e a richieste differenti dal primo, questo spazio è caratterizzato da ampi piani di appoggio e da riflessi dalle tonalità rosse corallo, ottenute con un gioco di luci e cromatismi. La concezione del bagno di servizio per gli ospiti, seppur di modeste dimensioni, riesce a trasmettere la sensazione di uno spazio comunque dilatato e confortevole. Un semplice ma intenso gioco di luci vuole concentrare l’attenzione sull’elemento acqua proveniente dall’alto e la ricerca della purezza e dell’eleganza di questo piccolo ambiente è determinata dalla forte volontà di celare dietro ad un setto divisorio i servizi igenici. L’impostazione degli spazi di questo progetto è strategica e flessibile anche alle future esigenze della committenza; grazie agli ampi margini di convertibilità delle superfici attualmente realizzate si lascia aperta la possibilità di ampliare ulteriormente lo spazio espandendosi in direzione delle aree marginali esistenti e inutilizzate, il tutto con interventi di impatto minimo.

Redazione

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