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In Casa di Laura e Vasco

Varcare la soglia della casa di Vasco e Laura significa lasciarsi alle spalle le colline sammarinesi per addentrarsi nei boschi alpini. E’ forte il richiamo alle atmosfere delle abitazioni di montagna nella casa che questa giovane coppia ha creato con un’attenzione spasmodica per i dettagli e le rifiniture. Con un filo conduttore affidato alle mani esperte di un artigiano dal grande talento. “Lo stile rustico piaceva ad entrambi – racconta Vasco – Io amo la montagna e ho preso molta ispirazione da quegli ambienti, riportando un po’ di quelle atmosfere in casa nostra”. Un obiettivo decisamente raggiunto, dopo un lungo ed impegnativo lavoro. “Abbiamo restaurato completamente la casa, che apparteneva ai miei nonni e a cui son molto affezionato – racconta ancora Vasco. Ci ho trascorso molto tempo, da quando avevo una decina di anni. Come tutte le case di una volta, è molto ampia e fatta di diverse componenti. Della struttura abbiamo mantenuto tutti i muri perimetrali e qualche porzione di muro interno, ma per il resto abbiamo rifatto tutto, a partire dal tetto. Abbiamo scelto legno di rovere e tavelle di cotto. Anche gli ambienti interni erano suddivisi in maniera diversa: dove ora c’è la zona giorno prima c’era la zona notte, tutta mansardata. Il pavimento è in finto legno. Inizialmente avevamo pensato al parquet, poi abbiamo scoperto questa soluzione, più pratica rispetto al parquet”.


Qual è la parte della casa che più vi piace?

“Sicuramente l’arco, che divide la zona living dalla cucina. È realizzato in pietra di San Marino ed è l’elemento di maggiore impatto. È stata studiata anche un’illuminazione ad hoc, con due faretti che creano due fasce di luce verso la pietra. Volevamo che sembrasse un arco già esistente, per questo motivo nella parete abbiamo fatto un contorno irregolare, quasi come se l’arco fosse vecchio e inserito in un contesto nuovo”.


Nella cucina ci sono diversi elementi che richiamano a quello stile rustico che ricercavate, a partire dalla particolare stufa.
“Non si tratta di una stufa ereditata, ma è nuova. Mentre è datata la caldaia, che apparteneva allo zio di mio babbo. La cucina è molto ampia, è disposta per una lunghezza di circa 12 metri. Ci siamo divertiri a fare dei giochi simmetrici, tra la cappa della stufa e quella sopra l’angolo cottura. Abbiamo scelto di lasciare una grande finestra sopra il lavandino, che si affaccia verso il mare. È una vista bellissima, sarebbe stato un peccato sprecarla. Avremmo voluto realizzare l’intera struttura della cucina in vera e propria muratura, ma avrebbe occupato molto spazio all’interno dei pensili. Così abbiamo optato per una finta muratura e l’effetto ottenuto è davvero ottimo”. “I nostri amici dicono davvero che assomiglia ad una baita, senza elementi classici. L’unico ambiente della casa che vira più sul classico è la sala. Così come in cucina, i mobili della sala sono di colore bianco: abbiamo scelto tonalità chiare perché il tetto in legno e le porte sono scure, quindi era necessario dare maggiore luminosità. Scuri e più classici, il tavolino e la bella angoliera”.

Uno dei pezzi più belli presenti nella zona giorno è la ringhiera che separa le scale dal divano.
“La ringhiera è un pezzo unico realizzato da un artigiano, che non crea mai due oggetti uguali. Sa piegare il ferro con una maestria e facilità unica, è un vero artista. Ci aveva fatto diverse proposte disegnate su carta, noi abbiamo scelto il modello più particolare. Appena vista quella soluzione non abbiamo avuto nessun dubbio. Lo stesso fabbro ha realizzato anche i ferri delle tende con lo stesso motivo decorativo, in pratica hanno una lavorazione che riprende i boccioli e le foglie della ringhiera principale. Nella sala è presente un tavolo per appoggiare la macchina da scrivere (o più di frequente il pc), dove l’artigiano ha lasciato un altro suo tocco: anche la gamba laterale che sorregge il tavolo, infatti, riprende il motivo della ringhiera”.
Stesso stile per la zona notte.
“La camera non è molto grande, ma è stata una scelta precisa. Quando abbiamo ridefinito gli spazi abbiamo preferito dare la priorità alla zona giorno”. “Alla mia ragazza – dice Vasco – piaceva il letto in ferro battuto, ma io non ne ero molto convinto. Poi, presso Bartolini Design, abbiamo visto un letto perfetto, che piaceva ad entrambi, con una bella sponda alta e imbottita. Per guadagnare gli spazi abbiamo deciso di rinunciare ai comodini e abbiamo fatto mettere una luce di cortesia nella capriata sopra al letto, proprio come se avessimo le abajour. Anche nella camera da letto l’artista del ferro ci ha messo lo zampino. “In base al lampadario della camera, ha ricreato le rose per il ferro delle tende. Sembrano rose vere”.

Il bagno è l’unico ambiente della casa dove trovano sfogo un po’ di colori.
“È stato il primo ambiente della casa che abbiamo scelto, anche se sembrerà strano; diciamo che la casa è nata dal bagno… Per la doccia abbiamo scelto il classico mosaico, mentre il pavimento è tutto in sassolini, per staccare con il mosaico. Non abbiamo voluto i sanitari sospesi, tendono troppo verso il moderno…”.

Tutta la rubinetteria, del bagno e del resto della casa, è in ottone.
“Avrei preferito il rame, ma è troppo delicato. L’ottone invece è un materiale che resiste nel tempo”. L’attenzione al particolare è spasmodica: la struttura scura del lampadario del bagno viene infatti ripresa nel ferro delle tende. “Per i tendaggi e i tessuti ci si è affidati a Magie d’Arredo: ci hanno consigliato i toni e i modelli in base al colore del tetto e agli altri elementi della casa. I cuscini delle sedie e degli sgabelli sono abbinati ai tendaggi della cucina e della sala. In poche parole, la rifinitura color tabacco dei cuscini è la stessa usata per le tende di tutta la zona giorno”.

Sparsi per la casa ci sono arredi o oggetti vintage?
“C’è una macchina da cucire, una cassetta della seconda guerra mondiale, che a suo tempo veniva utilizzata per contenere le munizioni, fatta restaurare e quindi riportata al suo splendore naturale. Abbiamo anche la riproduzione di un grammofono, nuovo e perciò perfettamente funzionante”.

Dunque non resta che chiudere dietro di sé le porte della “baita”, ascoltare un po’ di musica e abbandonarsi all’atmosfera d’alta quota…

Redazione

La Prima e Unica Rivista di Casa della Repubblica di San Marino e Circondario.

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