In Casa di Silvia e Luca

Un vecchio palazzo del secolo scorso ristrutturato e ammodernato senza però tradire le architetture e i decori originali. Un lavoro che ha unito due appartamenti per dare vita ad un’unica casa luminosa e originale.

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Ne parliamo con Silvia, che ha coordinato i lavori insieme al suo amico e architetto Massimiliano Pambianco.
Questa è la vostra casa di famiglia. Qual’è la sua storia?
“Siamo a due passi dal centro storico di Rimini. La parte più antica della casa risale alla fine del ‘700 e nei primi del ‘900 si decise di ampliare fino ad arrivare alla struttura attuale. Nel soggiorno si vedono le grandi chiavi di ferro che un tempo si utilizzavano per rinforzare gli edifici e che ora si trovano protagoniste”.
Come avete portato avanti i lavori di ristrutturazione? Qual’è stata la vostra filosofia di lavoro?
“Questa era una casa con soffitti molto alti che sono stati abbassati per dare un aspetto più intimo e caldo agli ambienti. Abbiamo deciso di mantenere, dove possibile, gli elementi originali cercando di dare loro il massimo risalto. Ad esempio, nel soggiorno sono stati conservati i due pavimenti originali degli anni ‘20, in graniglia decorata, ma li abbiamo contenuti e collegati tra loro con un parquet in rovere. In questo modo, i motivi a tappeto delle graniglie hanno acquistato ancora più risalto”.
Anche Massimiliano Pambianco, l’architetto, sottolinea come tutta la ristrutturazione sia avvenuta sfruttando al massimo gli elementi e gli spazi preesistenti, con grande equilibrio ed eleganza. Anche tutti i serramenti e le cremonesi sono state conservate in modo da rispettare lo stile della casa. Negli ambienti predomina il colore chiaro e le scelte sono quasi sempre minimali, luminose, armoniose, mai prepotenti.

Il lungo corridoio attraversa le due stanze che compongono il soggiorno e conduce in camera da letto, finendo contro un quadro dai toni caldi e dalle formeregolari, volutamente appoggiato a terra.
Il punto più affascinante di tutta la casa è il soggiorno, composto da due stanze. La parete portante che li divide è stata “forata” per lasciare spazio a due passaggi senza porta, che danno dinamismo all’ambiente. I fantastici “tappeti” di graniglia riempiono e colorano le stanze con i loro arabeschi e disegni geometrici, legando l’antico e il nuovo in modo estremamente originale.
“Questi sono i due ambienti principali. Il primo vede come elemento predominante la grande libreria realizzata, assieme al mobile sospeso, dal nostro falegname di fiducia. Nel secondo io e mio marito volevamo che a predominare fosse la scala che porta alla mansarda ed al terrazzo posti al piano superiore. Desideravamo che fosse di forte impatto, un elemento di rottura e, dopo aver vagliato varie ipotesi, abbiamo scelto di farla realizzare in lamiera grezza. Abbiamo acquistato il tavolo “Tulip” disegnato da Eero Saarinen e le sedie di Harry Bertoia. Il vecchio divanetto di famiglia è stato rinnovato con un rivestimento in velluto nero”.
A dare colore a tutte le stanze è una serie di quadri  nei quali predominano l’oro ed i colori caldi.
“Sono tutte opere di mia madre, che da anni si diletta a dipingere”.
La cucina, bianca laccata lucida, ha un piano di lavoro in marmo di Carrara ed è stata realizzata da un artigiano locale. Il tavolo è invece un pezzo antico, recuperato dalla casa di campagna dei nonni e riverniciato.
“Per la camera da letto abbiamo fatto una scelta più minimale. Il pavimento in graniglia è stato sostituito da un parquet di rovere, per dare uniformità alla casa. Il cassettone e la specchiera sono oggetti di famiglia, mentre il letto in tessuto è della Tisettanta. Le abat-jours sono le “Tolomeo” di Artemide”.
L’arredo e i sanitari della zona notte sono moderni e ben si sposano con le due finestre e la porta, recuperate con maestria, assieme alle cremonesi originali.
La luce è l’elemento preponderante in tutta la casa. Ovunque regna una sensazione di equilibrio e pace.
“Abbiamo scelto colori chiari e ampliato quanto possibile lo specchio delle porte, anche togliendole, per dare più luce. Ad esempio, nel bagno principale, un tempo cieco, siamo riusciti a salire fino al tetto per creare un lucernaio che lo illuminasse”.
Dalla scala in ferro si sale nella mansarda, ancora da completare e, da lì si accede al grande terrazzo coperto in parte da un pergolato in ferro. “Il terrazzo che si trova sopra la zona notte è il luogo in cui in estate ci troviamo con gli amici e la zona della casa preferita dai miei figli. Anch’io vi trascorro molto tempo dedicandomi alla cura delle piante. La cucina è arredata con mobili anni ‘40-’50 recuperati e restaurati con tanto entusiasmo”.

(Gli inserzionisti di questo numero di “La Maison” che hanno partecipato alla realizzazione di “In Casa di… Silvia e Luca”).

Arredamento Soggiorno/Salotto: Pambianco Arredamenti Via Flaminia, 146 – Rimini (RN)
Parquet: Ali Parquets Gualdicciolo (Rep. San Marino)

Redazione

La Prima e Unica Rivista di Casa della Repubblica di San Marino e Circondario.

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