In Casa di Wanda e Nino

Le case sono lo specchio di chi le abita. Una famiglia, quella di Wanda e Nino, che racconta una storia struggente di un mondo passato, ancora vivo e pulsante nelle scelte, nei decori e nello stile della loro abitazione.

Acquistata nel 1960 da un pediatra, personaggio importante della città, la casa di Nino e Wanda è diventata subito uno scrigno di tesori e arte. I due coniugi hanno preso molto seriamente il passaggio del testimone e hanno fatto di questa dimora storica un vero e proprio museo. A cominciare dalla struttura stessa della casa, che ha subito numerosi interventi, ma sempre con un occhio alla conservazione e al mantenimento degli spazi e delle forme originarie. A salutare l’ospite appena entrato, non a caso, è una bellissima porta con cornice liberty di Bruno Meldoli, del 1904. Leggera e arabescata, la porta divisorio separa il piccolo ingresso, che ospita una raffinata madia Mackintosh, dalla sala principale. Prima di salire al piano superiore, un ultimo sguardo alle lampade, alla collezione vastissima di luci, vetri e lampadari, e ai soprammobili d’arte. Sulla piccola consolle vicino al tavolo da pranzo fanno bella mostra di sé una scultura in corallo intagliata finemente e i due elefanti in ebano fermalibro.Oltre la grande bouserie in legno che separa i due ambienti si trova il tavolo da pranzo. Anche in questo caso, arte e quotidianità si fondono in un pezzo di grande pregio, realizzato dai maestri Afra e Tobia Scarpa negli anni ‘60. L’enorme tappeto bianco, il Nain persiano, è stato realizzato su misura per avere le dimensioni necessarie a coprire tutta la stanza. Tappeti, lampade e vetri colorano e impreziosiscono ogni angolo della grande sala. Sono stanze pensate per ospitare una grande famiglia, ospiti, amici, parenti. Adiacente al camino, sormontato dalla grande specchiera del ‘700, si trova il divano e, di fronte, le due poltrone francesi a righe verdi e rosse. In mezzo è posizionato un tavolino basso, nero, decorato. Tutto poggia sul grande tappeto Kashan rosso, un pezzo antico con oltre cento anni di storia.

 

 Proseguendo sul lato del camino, si apre la zona relax. Il mobile a parete, in legno, ospita la grande televisione, ma il fulcro di tutta la sala è la collezione di quadri sulla parete opposta, sopra il divano. Tra le cornici antiche, infatti, prendono posto i grandi maestri contemporanei: Dalì, Turci, Sughi, Pasquini e altre opere di pregio e bellezza. Ancora una volta, l’arredamento si completa con un tavolino basso, questa volta di vetro, ed un tappeto arabescato. L’arte, in questa casa, non è solo “appesa ai muri”, ma anche appoggiata in bella vista su mensole e tavolini, quando non appesa ai soffitti nelle forme dei grandiosi lampadari in vetro veneziano. Il vero pezzo forte, però, è la collezione bottiglie, caraffe e oggetti in vetro Venini degli anni ‘40 e ‘60. I collezionisti farebbero pazzie per questi capolavori dell’arte. La ringhiera della scalinata è un’opera artigianale di grande pregio. Fu realizzata da un abile fabbro romagnolo nel 1904. Nel pianerottolo, la finestra a vetri colorati, filtra in tutta la stanza una luce soffusa e molto calda, che cade sui mobili in legno e si rifrange nei lampadari e nei cristalli con un effetto di grande suggestione.

Al piano superiore i colori cambiano e si fanno più chiari, complici anche il mobilio bianco, le tende più leggere, gli stessi tappeti trapunti di colori chiari, e i muri spogli.

La sensazione è proprio quella di essere passati dal piano soggiorno a quello del riposo e del relax. Il corridoio finisce contro una grande finestra luminosa, mentre, dalla parte opposta, si apre la porta che dà sulla camera da letto.

La camera è molto semplice e pulita. Trapunte, tende e lampadari sono tutti bianchi. Una bella collezione di pettini e accessori in argento è sistemata sul comò, vicino alle specchiere anch’esse in argento.

Una piccola anticamera, anch’essa chiara, ospita gli armadi con le specchiere e il divano in serie limitata dell’architetto Portoghesi.

Il bagno, a cui si accede direttamente dalla camera, è organizzato come una zona relax. Davanti al lavandino sormontato dalla specchiera lineare, si apre uno spazio con una poltrona e un tavolino, alcune piante a dare un tocco di grande vivacità e poi la vasca Jacuzzi, posizionata proprio sotto la finestra, in modo da essere sempre inondata dalla luce.

E a proposito di luce, non bisogna dimenticare il giardino esterno, vero e proprio angolo bucolico immerso nel verde: pergolati, grandi alberi, piante e fiori danno vita ad un luogo dai mille colori, anch’esso abitato e vissuto dalla grande famiglia, dai nipoti e figli che amano trascorrere qui le ore più liete.

Arredamento, Oggettistica, Tendaggi: Biagetti Alvaro (Santarcangelo di Romagna)
Serramenti: Navacchi (Viserba di Rimini – Santarcangelo di Romagna)

Redazione

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