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Intervista a Gigliola Marzi di Lodi Pasta Fresca

Lodi Pasta Fresca – La Cucina di Lodi

Basta accendere la televisione o la radio, o anche sfogliare un qualsiasi giornale o libro, per rendersi conto che la cucina è finalmente diventata di moda. Finalmente sì, perché nonostante un certo snobismo di alcuni, che la voglia di mangiare bene e cucinare sano faccia proseliti è cosa buona e giusta. Poi in effetti può stancare, alla lunga, saltare da un canale all’altro e vedere solo persone che cucinano, dai grandi chef – come l’ormai mitologico Gordon Ramsey – ai più discutibili vip di ogni categoria, fino alle persone comuni che si cimentano in reality e programmi di ogni tipo. Più di ogni altra cosa, ciò che un po’ infastidisce di tutto questo è il guardare ma non toccare, che se è comprensibile per gran parte della tv, sul cibo diventa ancora più frustrante. Come posso imparare a cucinare, appassionarmi e farmi trascinare dai gusti e dai sapori se non posso neanche assaggiare, né sentire gli odori e neppure, per usare una metafora poco metaforica, mettere le mani in pasta?
Ad ovviare a questa distanza frapposta dallo schermo televisivo ci pensa Gigliola Marzi, proprietaria della bottega “Pasta Fresca Lodi” da sempre appassionata di cucina, non solo sul lavoro, ma anche nella vita privata, che da alcuni anni organizza corsi di cucina che registrano il tutto esaurito. Ma andiamo con ordine.

Gigliola Marzi, come dice lei stessa, da diversi anni lavora “solo per i denti”.
“Prima ho passato parecchio tempo a lavorare in uno studio dentistico – racconta – poi, dopo essermi licenziata, ho pensato che avrei voluto lavorare in qualcosa di mio, qualcosa che mi piaceva davvero fare, e così, 26 anni fa aprii il mio negozio di pasta fresca. E’ stato un periodo lungo, un quarto di secolo, e il lavoro è andato bene, tra alti e bassi”.

Di cose, nella vita, ne succedono tante, fino a che Gigliola si trova di fronte ad un bivio. Il lavoro va molto bene, ma se vuole continuare a farlo crescere deve trasformare la sua produzione adottando metodi industriali.
“Decisi di no – continua – non era quella la mia strada. Per cui ridussi la produzione, diminuimmo le forniture per le grandi distribuzioni aumentando molto di più il lavoro in negozio”.

E qui successe qualcosa.
“Capitava sempre che le persone che venivano a comprare la pasta mi chiedessero in continuazione come dovevano prepararla, come cuocerla al meglio, che sughi potevano utilizzare e come farli. E così, tra un consiglio e l’altro, mi resi conto che avrei potuto fare dei corsi di cucina, trasmettere le cose che avevo imparato in una vita di lavoro e, nel contempo, fare anche altra ricerca e approfondire molti aspetti di questo mondo”.

E così fu. Gigliola cominciò ad organizzare dei corsi di cucina.
Piccoli gruppi. Ma la voce si sparse, il passaparola saltò di bocca in bocca e prima la curiosità, poi i consigli di amiche che si erano trovate bene portarono al corso sempre più persone. Al primo corso, di sette incontri, se ne aggiunse un altro, poi un terzo dedicato solo alla cucina col barbecue, poi un altro per imparare i segreti della pasta, e un altro ancora tutto focalizzato sulla cucina per i bambini. Le sere alla settimana aumentarono e ora Gigliola alterna corsi a corsi, con file sempre più lunghe di persone vogliose di partecipare ed imparare a cucinare. “Chi viene qui – racconta Gigliola – impara non solo a cucinare, ma a prendere dimestichezza con un mondo. Non è tanto la ricetta in sé, ma è imparare a fare la spesa, a capire come si amalgamano i prodotti, cosa sta bene con cosa. Io ho studiato molto in questi anni e propongo quello che ho imparato, ma seguo anche i consigli e i suggerimenti di chi partecipa al corso. Spesso le persone che vengono mi chiedono di insegnargli ricette che hanno sentito in televisione, o letto su un libro, o magari che hanno provato in un ristorante. E noi le rifacciamo qui”.
Da questi corsi si esce con una maggiore consapevolezza di ciò che si mangia e, soprattutto, di come si mangia. Elena, una ragazza che partecipa ai corsi, racconta che da quando segue le lezioni di Gigliola ha cambiato modo di fare la spesa: “Leggo gli ingredienti sulla confezione – ci dice – comparo i prodotti e cerco sempre quello migliore per qualità”.

Perché ha deciso di seguire il corso?
“Me ne ha parlato molto bene una collega di lavoro”. Questo è il ritornello che si sente più spesso tra tutte le ragazze che affollano i banconi da lavoro attorno a Gigliola. D’altronde, si sa, il passaparola è da sempre una pubblicità fenomenale, e si amplifica volta dopo volta. Ciò che rende questi corsi tanto intriganti rispetto a quelli della televisione o di alcuni libri che pubblicizzano ricette mai provate è proprio la fattibilità delle ricette, testate e riprovate da Gigliola, la capacità di saperle adattare a ciò che si trova in casa, sia come ingredienti che come strumenti. La serata del corso, infatti, sembra più un confronto tra amiche che una lezione accademica dall’alto, in cui ognuna racconta cos’è riuscita a fare e si cercano delle ricette facili e buone. E mentre si chiacchera, si cucina e gli odori si spandono per la sala.
Noi, purtroppo, lasciamo il laboratorio mentre la cheese cake in programma per la serata è ancora in preparazione; altri avranno avuto la fortuna di assaggiarla!

di S. Rossini

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