Intervista a Marina Urbinati presidente USC – Unione Sammarinese Commercio e Turismo

Piccoli imprenditori ma con il polso economico del paese.

Marina Urbinati è la presidente USC, l’Unione sammarinese Commercio e Turismo, un’associazione che rappresenta i piccoli e medi imprenditori del Titano fin dagli anni ‘50. “Naturalmente è molto cambiata da allora – sottolinea la Urbinati – Allora rappresentava quasi esclusivamente i commercianti, soprattutto del centro storico; oggi tra le nostre fila contiamo, oltre alle attività commerciali dei più svariati comparti compresa la grande distribuzione, anche qualsiasi altro imprenditore che abbia il desiderio di condividere la propria esperienza”.
La Urbinati siede nel direttivo dell’associazione dal 2015 e, prima di diventare presidente, ha svolto il ruolo di vicepresidente.

Cosa vuol dire essere “la numero uno” di una realtà come USC?

“È una enorme responsabilità – risponde. – Perché non si rappresenta solo se stessi o la propria attività e neanche il proprio comparto economico; rappresenti un intero sistema di imprese e la visione che devi avere è proprio “di sistema”. Devi cioè chiederti qual è il meglio per tutti i tuoi rappresentati” con lo “sguardo” sempre rivolto verso il futuro del sistema Paese di cui tutti facciamo parte.

È difficile?

“È difficile, impegnativo ma anche tremendamente entusiasmante e interessante. Tenga conto che io e Luca Fabbri, il coordinatore del direttivo, lavoriamo per l’associazione tutti i giorni anche dopo l’orario di chiusura delle rispettive attività e spesso il sabato e la domenica. Naturalmente a titolo completamente gratuito. Il nostro lavoro, compreso quello del direttivo, è variegato. Da una parte dobbiamo informare tutti i nostri associati sulle novità che riguardano i loro settori ad esempio nuove comunicazioni o leggi/decreti o nuovi regolamenti. Quindi dobbiamo leggere, studiare, capire, interpretare, interloquire con la pubblica amministrazione e poi comunicare ai soci quello che potrebbe essere di loro interesse. Svolgiamo, naturalmente, anche un’azione attiva, sediamo ai tavoli delle eventuali trattative con le istituzioni e ci occupiamo, inoltre, di formazione. Cerchiamo di essere presenti in ogni ambito. Del resto, perché un socio paga la sua quota? Solo per partecipare a dei corsi di formazioni e avere qualche convenzione? Non credo.
Il socio si merita in primis l’ascolto, il servizio migliore possibile e questo è quello che vogliamo offrirgli”.

Quando parla di “interloquire” con la pubblica amministrazione, cosa intende?

“Che, nel rispetto dei differenti ruoli e competenze, dialoghiamo direttamente con le Segreterie di Stato competenti compresi gli stessi Uffici di riferimento al fine di dare le dovute risposte alle istanze presentate dagli operatori, se di nostra competenza, sempre in sintonia con l’interesse collettivo e del Paese. Tenga conto che io e tutto il mio direttivo siamo in primis imprenditori e insieme ai nostri associati abbiamo certamente il polso dell’economia. Sia che siamo S.r.l., ditte individuali o liberi professionisti, rappresentiamo e siamo la prima linea del lavoro sul Titano. Molti pensano o immaginano che siamo piccoli, ma siamo l’ossatura economica di San Marino”.

“Siamo l’ossatura economica del 
Paese”

Come tenete i rapporti con i vostri soci?

“Oltre al rapporto diretto, abbiamo un servizio di mailing list e una pagina Facebook. Stiamo cercando di aumentare la nostra presenza nel mondo della comunicazione perché è importante che i nostri imprenditori siano sempre informati di cosa porta avanti il direttivo. Ho anche un piccolo cruccio, a dir la verità. A volte, quando avviamo un tavolo di confronto con le istituzioni, i nostri soci non sempre si rendono conto che in quei momenti, anche se non comunichiamo, stiamo comunque lavorando per loro. Molto del lavoro che facciamo è, in qualche modo, “sommerso”. Invece è importante che i nostri colleghi sappiano che stiamo “lottando” nell’interesse di tutti”.

Come sta evolvendo la situazione generale o imprenditoriale del Paese?

“Al nostro interno ogni giorno ci “evolviamo” e cerchiamo di farlo anche verso i nostri associati ma spesso, per non dire sempre, l’evoluzione imprenditoriale necessita di strumenti. Per ottenere questi strumenti … e non stiamo parlando di strumenti “musicali”, anche perché come sempre si dice “cambiano i suonatori ma la musica è sempre la stessa” … è fondamentale portare a compimento ogni accordo con la vicina Italia. Ripristinare e concretizzare ogni rapporto interrotto e/o gravemente compromesso dal momento in cui San Marino era finita nella “Black List”, al fine di permettere l’evoluzione e lo sviluppo delle nostre imprese e ottenere gli strumenti per operare, con regole certe, anche al di fuori dei nostri confini. Noi questo l’abbiamo capito da tempo e sarebbe bene lo capisse anche la politica”. Da troppo tempo diciamo “basta con gli escamotage”!

A proposito di “evoluzione”, avete cambiato sede da poco più di un anno.

“Non abbiamo fatto solo questo. È vero che a novembre 2019 ci siamo trasferiti nella nuova sede di Via Cà dei Lunghi, più funzionale e confacente alle nostre esigenze ma abbiamo anche investito in formazione, tecnologie e informatizzazione. Una scelta che si è rivelata provvidenziale perché, con l’arrivo del Covid, tutte le pratiche hanno dovuto essere trattate per via informatica e lavorate ad una velocità mai vista prima.
C’è stato un pesante aggravio di lavoro per tutto il direttivo e, se ce la siamo cavata più che bene, è stato anche per il gran lavoro, davvero molto professionale, delle nostre due segretarie dell’ufficio e chi ha collaborato con USC. La verità è che la sottoscritta e il direttivo trattiamo l’associazione come fosse un’azienda di famiglia. Chi vuole lasciar andare a rotoli la propria attività? Nessuno. Ecco, noi ragioniamo proprio così riguardo all’USC. Vogliamo che funzioni al meglio. Deve essere un volano per la crescita anche degli associati. È un investimento per il futuro di tutti noi imprenditori”.

Fra circa due mesi ci saranno le elezioni all’interno della sua associazione. Se fosse rieletta, quali sarebbero i suoi obiettivi di mandato?

“Faccio una premessa. Quando sono entrata nel consiglio direttivo dell’USC nel 2015, non mi sarei mai aspettata di fare le cose che poi ho fatto in questi cinque anni. Sono entrata in punta di piedi in questo mondo così ampio, e a me sconosciuto, per capirne tutte le sfumature e comprendere tutte le esigenze dei miei colleghi. Ecco, se dovessi esprimere un desiderio, direi che nei prossimi anni mi piacerebbe vedere sempre più soci vivere l’associazione, da dentro, perché io credo non si possa esprimere un giudizio corretto su un’organizzazione complessa come la nostra finché non si toccano con mano tutte le problematiche o sfaccettature”.

Se questo è uno dei suoi obiettivi per il prossimo mandato, come pensa di raggiungerlo?

“La mia idea sarebbe di apportare idee nuove che nascano dall’interno delle diverse categorie da noi rappresentate e metterle a disposizione di tutti gli associati. Vorrei che tutti comprendessero che ogni associato ha la possibilità di esprimere le proprie idee, in un confronto aperto con le opinioni o esperienze altrui. Sto anche pensando a team di comparto. Ad esempio, molto interessante, sarebbe creare un team di lavoro esclusivamente dedicato al Centro Storico, partecipato dagli stessi operatori economici della capitale di San Marino.
In definitiva, l’idea sarebbe quella di affiancare al direttivo nuovi partecipanti associati di ogni categoria, armonizzare le idee, svilupparle e renderle realizzabili e concretizzarle. Del resto, la mia più grande aspirazione è “fare sistema” iniziando da noi singoli imprenditori e, in questo caso, iniziando dalla nostra associazione. Certo, è un gran lavoro da fare ma, quando ci riusciremo, sarà un bel risultato per l’USC, per il mondo imprenditoriale e per San Marino tutta”.

Un grazie a tutto il mio direttivo che mi ha supportato fino a questo momento. Grazie.

 

Jessica Stefanelli
Responsabili segreteria USC

Marina Urbinati
Presidente USC

Lara Casadei
Responsabili segreteria USC


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