Io col pancione mi piaccio proprio tanto

Nove mesi, una vita
Simona Berardi ci racconta la sua gravidanza e l’arrivo in famiglia della piccola Cecilia.

Simona Berardi è una mamma simpaticissima. Sorride tanto e trasmette gioia. Soprattutto dà l’impressione di contagiare anche i propri figli con questa felicità. Eh sì, perché Simona è mamma di Alessandro, che ha già tre anni e che lei ridendo definisce “il vero uomo della mia vita. E il mio consorte ne è consapevole” e della piccola Cecilia, nata il 15 luglio dell’anno scorso. “Io e mio marito Daniele cercavamo il secondo figlio. – Racconta mamma Simona. – Mi disturbava l’idea di avere un unico erede perché io vengo da una famiglia nella quale siamo in sette, tra fratelli e sorelle. E questo mi piace. Amo l’idea della famiglia numerosa”.

Non mi dica che vuole pareggiare i conti con sua mamma…
“No, no! Ma l’idea di un terzo figlio l’avevamo, anche se ultimamente ci stiamo ripensando un po’”.

Come mai?
“Perché Cecilia è un po’ più impegnativa di Alessandro. Sta ancora molto attaccata al seno e non vuole la pappa, piange se non mi vede, si stanca a stare sempre nel passeggino o nel box e, quindi, spesso è in braccio. Il primogenito era più tranquillo. Mi va bene così perché la gioia che dà l’avere figli, non è paragonabile a nessun’altra cosa al mondo. Chiaro che se poi arrivasse comunque un terzo bambino in famiglia, ne saremmo felici”.

Immagino come abbiate reagito quando lei ha avuto la certezza di essere incinta.
“Io ho fatto un salto di gioia e anche mio marito è stato contentissimo. Quando poi, a seguito degli esami, ci siamo accorti che sarebbe stata una femmina, Daniele è salito al settimo cielo perché desiderava proprio una bimba, visto che il maschietto era già arrivato”.

E il resto delle rispettive famiglie, come l’ha presa?
“I più soddisfatti erano i miei suoceri perché hanno avuto tre figli maschi e, dopo Alessandro, finalmente ecco la femmina. Contenti anche i miei genitori, ovviamente. I più simpatici sono stati i miei fratelli che hanno detto: “Bene! Più siamo più è bello”.

Alcune mamme vivono con qualche piccola ansia i cambiamenti del loro corpo durante la gravidanza, per lei com’è stato?
“Guardi, dipendesse da me, sarei perennemente incinta. Il cambiamento fisico non mi preoccupa affatto, anzi: mi trovo bene con la pancia, mi piaccio proprio”.

Si vestiva con gli abiti extralarge studiati per le mamme?
“Macché! Ho portato i miei normalissimi jeans fino al settimo mese. Poi ho indossato i soliti maglioni extralarge che avevo già nel guardaroba. In realtà, non avevo il classico “pancione”. Neppure durante la prima gravidanza l’ho avuto”.

Quali sono stati i momenti più emozionanti dei nove mesi?
“Sono stati tanti. Due in particolare e tutti e due legati a mio figlio Alessandro. Il primo, quando mi toccava la pancia e diceva: “Ciao Cecy”, salutando in quel modo la sorella in arrivo. Il secondo quando, appena dopo il parto, si è presentato in ospedale con in mano un bellissimo mazzo di fiori rosa. In quel momento mi sono messa a piangere per la commozione. È stato il primo regalo che ho ricevuto dopo la nascita di Cecilia. Poi sono arrivate le classiche tutine e lenzuolini rosa. A dir la verità, a me il rosa non è mai piaciuto ma, chissà perché, quando è arrivata Cecilia mi sono divertita tantissimo a vestirla e a comprarle cose di quel colore”.

A proposito, come avete trovato il nome?
“L’ho deciso io perché Daniele aveva scelto il nome del maschio. Cecilia mi è sempre piaciuto perché non è tanto usuale”.

Com’è andato il parto?
“Avevo perdite da qualche giorno e facevo avanti e indietro da casa all’ospedale. Il 15 luglio si sono aggiunti dei leggeri dolori: erano le prime contrazioni. I medici dissero che avrei potuto tornare a casa e rientrare più tardi, con doglie più forti e frequenti. Ma io non volevo farmi vedere sofferente da Alessandro perché pensavo si sarebbe preoccupato. Così ho chiesto di rimanere in ospedale. Verso le 17.30 sono partite le contrazioni più forti e dolorose e alle 20.30 Cecilia è nata. È stato un parto veloce ma intenso, senza nessuna sorpresa. Le acque si sono rotte in sala parto, al contrario di Alessandro, la cui nascita è stata indotta. Anche questo, a pensarci bene, è stato emozionante”.

Immagino che con due figli la vostra vita di coppia sia un po’ cambiata.
“È chiaro che i ritmi sono diversi. Stiamo molto in casa con i bambini ma è bello così. Con l’arrivo della bella stagione, terminati gli impegni del lavoro, sicuramente usciremo di più di quanto non stiamo facendo adesso. Ma non lo viviamo di certo come un sacrificio. Come dicevo, diventare genitori è la cosa più bella al mondo”.

di F. Semprini


Se vuoi essere la prossima mamma della nuova rubrica “Nove mesi una vita”
contatta la redazione allo 0549 960 557 o invia una mail a:
[email protected]
(la pubblicazione è totalmente gratuita)

Clicca qui per leggere le altre storie di neo-mamme.

Redazione

La Prima e Unica Rivista di Casa della Repubblica di San Marino e Circondario.

Optimization WordPress Plugins & Solutions by W3 EDGE