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Italian Style – “Hotel da incubo”

Domenica pioveva e, a pelle di leone sul divano, ho fatto zapping in tv per tutto il pomeriggio fino a che non mi sono imbattuta in una trasmissione esilarante dal titolo “Hotel da incubo”. E’ un format americano, esportato da poco in Italia, in cui uno chef viaggia per lo stivale alla ricerca di alberghi, pensioni e bed & breakfast sull’orlo del fallimento, con la missione di aiutare i titolari e i gestori a rilanciare la propria attività.
Nella puntata di domenica, lo chef è approdato in Basilicata nell’albergo-ristorante di proprietà della famiglia Mango da cui ha preso il nome l’attività, in perfetto Italian Style. Già dal parcheggio si capiva che la struttura era obsoleta (per usare un eufemismo) e, come ha asserito lo stesso conduttore, sembrava di essere al “Festival della grafica”. Le varie insegne pubblicitarie che riportavano il nome dell’albergo, oltre a risalire a quattro generazioni precedenti (di cui la prima presumibilmente agli anni ‘60), erano realizzate ciascuna con colori e font diversi. Tra loro, la più “avanguardistica” era addirittura scritta con una bomboletta spray. Una simile presentazione non lasciava dubbi riguardo allo sfacelo della struttura. Ogni sospetto è stato confermato già dalla prima immagine: quella della reception. Un’orribile scultura pseudo romana, raffigurante una testa di donna, era simpaticamente appoggiata su una colonnina in perfetto stile “finto dorico” e una tenda di velluto rosso, simile a un sipario, faceva da quinta a una stanza con tavolini e sedie arrivati direttamente dagli anni ‘80. Per non parlare, poi, dell’accoglienza: totalmente inesistente. Nonostante lo chef fosse ovviamente atteso per via della trasmissione, nessuno dei titolari era presente al suo arrivo. La puntata prosegue con una dettagliata perlustrazione dei vari ambienti dell’albergo (camere, bagno, sala da pranzo, etc.), sottolineando ogni nota dolente con una bella e particolareggiata inquadratura: sporcizia sul tappeto della camera da letto, lavandino del bagno con capelli incorporati, copriletto anni ‘70 e tante altre schifezze veramente imbarazzanti.
Infine, arriva il pezzo forte: la conoscenza dei titolari. Persone imparentate (fratelli, nuora, nipoti, etc.), gente che girava per l’albergo con una palese disinvoltura, come fosse a casa propria. A un certo punto, ho anche pensato che avrebbero inquadrato qualcuno in ciabatte, ma forse questa visione l’hanno prontamente tagliata e ci è stata risparmiata. Peccato però, perché sarebbe stato decisamente spassoso. Comunque, a patto di non essere un vero cliente dell’albergo Mango, il divertimento è garantito! Alla fine della trasmissione mi sono chiesta come sia possibile che attività del genere rimangano aperte. All’oggi, fare impresa è diventato difficilissimo e ogni minimo errore si paga a caro prezzo. Mi sono resa conto che di aziende simili ne conosco qualcuna anche io. Anzi, le conoscevo! Molte erano quelle che partecipavano, non solo al “Festival della grafica”, ma aderivano alla “Sagra delle incompetenze”, erano i promotori del “Mercatino del dilettantismo” nonché i fondatori del seguitissimo evento “So-tutto-io!

di Barbara Tosi
Direttrice: La Maison & Lifestyle Magazine

Barbara Tosi

Direttore La Maison & Lifestyle Magazine.

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