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Karabagh

“Il giardino nero”.
La regione del Karabagh ha visto convivere musulmani e armeni. Nel XVII sec. la zona divenne famosa per la produzione tessile e dei tappeti.
I tappeti annodati dagli armeni spesso hanno una data espressa in caratteri occidentali, a volte affiancata da una scritta che reca il nome del villaggio o di una chiesa. Poiché i popoli di questa regione non erano soliti spostarsi, si può dedurre che quando è presente il nome di un villaggio, il tappeto sia stato veramente prodotto lì. La regione è abitata anche da Curdi, di origine persiana, che produssero soprattutto tappeti di tipo geometrico. I karabagh sono in lana, il vello è piuttosto alto e le dimensioni in genere sono piccole. Il nome significa “giardino nero” ed è interessante notare come spesso i tappeti di questa zona abbiano il fondo nero. Nel 1800 la zona venne colonizzata dalla Russia, che ne influenzò la produzione dei manufatti; vennero infatti prodotti alcuni tappeti con disegni floreali che richiamano lo stile rococò.
10 Regole d’oro per acquistare un tappeto:
 1. Conoscere in anticipo le proprie esigenze e disponibilità. Entrate in un negozio sapendo quali sono le dimensioni del tappeto che vi serve e quanto siete disposti a spendere.
 2. Diffidate dei negozianti che vogliono “chiudere” in fretta la trattativa senza lasciarvi il tempo di tornare a casa e riflettere.
 3. Ogni tappeto, anche il più commerciale, ha un suo prezzo corretto. Gli sconti e le offerte spesso sono un pretesto per attirare gente. Raddoppiare i prezzi per poi applicare lo sconto del 50% in sostanza non vuole dire nulla. Un negoziante corretto applicherà sulle quotazioni al massimo uno sconto del 5 / 10% ai clienti di fiducia.
 4. Quando si è incerti nella scelta fra più tappeti, il negoziante vi porterà a casa alcuni esemplari per consentirvi di vederli inseriti nell’ambiente da voi scelto.
 5. Non si vendono tappeti (ma in genere nulla) se non si conosce la propria merce. Ponete sempre domande, prima dell’acquisto, sulla storia dei tappeti, le aree di produzione, i motivi decorativi, la tecnica di tessitura. Anche se non siete degli esperti potrete intuire se le risposte sono soddisfacenti.
 6. Accertatevi da quanti anni esiste quel negozio nella vostra città e da quanto opera in quel settore il titolare o il responsabile.
 7. Girate più negozi e confrontate. Potrà sembrarvi una perdita di tempo, ma sarete in grado di valutare i prezzi e le competenze dei diversi venditori.
 8. Richiedete dopo l’acquisto un certificato di garanzia con indicati i dati del venditore, la zona di origine e di produzione, le dimensioni e logicamente il nome. (La ditta Bijar rilascia un certificato fotografico del tappeto che acquisterete che vidima la validità legale a tutti gli effetti).
 9. Spesso si vorrebbe sostituire un tappeto acquistato anni prima con un altro di dimensioni o gusto diversi. Il negoziante che ve lo aveva venduto potrà sempre accettarlo in permuta riconoscendovi il prezzo a suo tempo pattuito e la relativa rivalutazione.
 10. Non pensate di fare affari d’oro acquistando tappeti in Oriente. Una volta versati i diritti di dogana, i tappeti risultano spesso più costosi, e ambientati, non sempre fanno l’effetto come nella zona di origine.
Redazione

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