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La bellezza non è tutto ma aiuta parecchio

In una recente intervista Monica Bellucci ha dichiarato che la bellezza non è tutto. Caspita. Mi accorgo ora di aver sempre vissuto nell’errore pensando che l’essere una gnocca da paura, con uno stacco coscia da cadere fulminati, avesse avuto una qualche influenza sulla sua carriera. Potrei sentirmi colpevole e contrita, ma al momento sono troppo impegnata a resistere all’impulso di aprirla in due come una mela per vedere se è bella anche dentro. Perché è quello che tutti ripetono: la bellezza interiore è quella che conta. Peccato che chi lo dice, il più delle volte, o è impegnato su un set cinematografico o passa la vita a sfilare per Armani e questo dettaglio gli fa perdere un filino di credibilità. Essere bella dentro è il premio di consolazione delle “taglia 42” che non ce l’hanno fatta (a rimanere taglia 42, intendo). Quelle come me, tipe assolutamente ordinarie, a metà via fra Barbra Streisand e Frodo, si sentono continuamente ripetere: “Eh, ma tu sei intelligente, simpatica, hai personalità…”, che è un po’ la versione edulcorata di “Non sei brutta… più un tipo…” (immagino sappiate tutti che sta a significare: “Te e la Bellucci non sembrate nemmeno della stessa specie”). Lasciatevelo dire: “essere bella dentro” è importante solo se sei una torta. In quel caso, se oltre ad avere un bell’aspetto, sei anche buona, è sicuramente meglio per chi ti sta mangiando.

Ma nel mondo animale, essere strafighe vince su tutto. E ve lo dimostro. In qualsiasi romanzo l’unica qualità che viene riconosciuta SEMPRE alla protagonista è una bellezza fuori dal comune e tutti si innamorano di lei per questo, non perché ha una laurea in geofisica o fa sganasciare dalle risate. Nelle canzoni? Quante ne conoscete che contengono la parola “bella”? Mentre invece, avete mai sentito parlare di un brano dedicato a “non sei brutta, sei un tipo”? Ecco, nemmeno io. Sarà per questo che i video musicali pullulano di cessi inguardabili. Sì. Magari. La bellezza esteriore viene celebrata in ogni campo artistico, quella interiore solo in ospedale, se risulta che siete ancora in salute o se il radiologo si complimenta per i vostri fantastici polmoni. E non basta. Quante volte, in qualsiasi locale, avete assistito alla rotazione univoca di tutte le teste maschili verso una meraviglia della natura, alta, con il viso di un angelo e, soprattutto, una quarta di reggiseno? Logico che il ragazzo che stava in vostra compagnia sia stato il primo ad aver avuto bisogno di riposizionare la mandibola nel suo alloggiamento naturale, dopo che gliel’avete divelta con un gancio destro (incidenti che possono capitare quando trascorrete tutta la serata a cercare di essere brillanti per sedurre il vostro uomo e poi basta una scollatura profonda per distrarlo e farlo sbavare come un San Bernardo!).

Detta in altri termini, hai voglia a riempirti la bocca di belle parole sostenendo che l’aspetto esteriore non conta e che non ci si deve disperare se non si possiede uno stereotipo corpo a clessidra! La verità è che le donne belle hanno la strada spianata e ottengono attenzioni e riguardi senza fare nessuna fatica, mentre quelle “diversamente cozze” devono sbracciarsi e inventarsi mille espedienti per non venire totalmente ignorate. Le gnocche come la Bellucci non sanno che, a lungo andare, questi ingiusti disequilibri inducono a smaltire l’autostima nell’umido. E a quel punto vi potreste trovare davanti ad un bivio: affidarvi al potere anestetico della vodka o accettare l’ineluttabile legge dell’universo che stabilisce che diete, palestra e trattamenti estetici vari, per quanto vi possano migliorare, non vi trasformeranno MAI in una fotomodella (nemmeno, a volare basse, nella sorella mancata di Jennifer Lopez). Io ve lo dico: la seconda opzione è più difficile. Una strada in salita, un calvario costellato di continui ridimensionamenti delle aspettative, partendo dal livello “magari scrivo una mail a Brad Pitt” e finendo con “micio, micio, micio… vieni dalla mamma, tesorino…”. A periodi alterni, potreste avvertire un tremito nel campo della forza e lo Jedi che è in voi potrebbe cedere al lato oscuro, disseminando di Nutella il cammino delle vostre rivali. Ma non mollate lo stesso. Ognuno ha diritto a trovare il proprio posto nel mondo sfruttando al meglio quello che ha e, se è stato deciso che fra le vostre doti non doveva esserci la “gnocchitudine”, forse vuole semplicemente dire che non ne avete bisogno per realizzarvi. Per quanto mi riguarda, mi è rimasto un unico desiderio sulla questione: convincere le strafighe a smettere di rilasciare dichiarazioni ruffiane, del tipo “la bellezza non conta”. Sappiate che ogni volta che pronunciate simili bestialità, sminuite gli sforzi delle altre, quelle meno fortunate di voi, che ricordano più Paperina che Jessica Rabbit. Poi non lamentatevi se vi sequestrano, vi immobilizzano su una sedia e vi ingozzano di polenta taragna, cotolette fritte e mestolate di cioccolata, fino a trasformarvi nella controfigura di Bridget Jones! La pazienza ha un limite, la fortuna anche.

di Romina Marzi

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Romina Marzi
Romina MarziCopywriter
Laureata in Scienze della Comunicazione, dal 2008 lavora presso l’agenzia TEN Advertising s.r.l. con la mansione di copywriter. Si occupa di stilare e correggere i testi commerciali che vengono usati per campagne pubblicitarie, siti web, brochure, presentazioni aziendali o di prodotto. Collabora alla realizzazione della Rivista La Maison e Lifestyle dove, nel corso degli anni, ha ideato diverse rubriche a carattere umoristico: “pausa caffè”, “quel sassolino nella scarpa”, “Lui dice/Lei dice”.
Romina Marzi

Laureata in Scienze della Comunicazione, dal 2008 lavora presso l’agenzia TEN Advertising s.r.l. con la mansione di copywriter. Si occupa di stilare e correggere i testi commerciali che vengono usati per campagne pubblicitarie, siti web, brochure, presentazioni aziendali o di prodotto. Collabora alla realizzazione della Rivista La Maison e Lifestyle dove, nel corso degli anni, ha ideato diverse rubriche a carattere umoristico: “pausa caffè”, “quel sassolino nella scarpa”, “Lui dice/Lei dice”.

La Maison e Lifestyle Magazine