Intervista a Fulvio e Jury Montanari – Ebanisti da Generazioni

Fulvio e Jury Montanari.
Ebanisti da Generazioni. Ci sono lavori in cui il confine tra artigianato e arte sfuma.

E’ la sensazione che si prova davanti ai mobili di Jury Montanari, intarsiatore ligneo, che insieme al padre Fulvio crea vere e proprie opere d’arte che si rifanno alla grandiosa tarsia lignea del rinascimento.

Nella zona artigianale di Villa Verucchio, all’ombra della rocca medievale, il laboratorio dell’Ebanisteria Montanari ha tutto il sapore di un’antica bottega medievale. Appena entrati, un enorme pannello intarsiato con i versi delle Laudi di San Francesco cattura l’attenzione, mentre grandi cataste di legni dai colori e odori diversi sono posizionate un po’ ovunque. Fulvio e Jury ci accolgono con grande gentilezza e subito ci accompagnano al piano di sopra, dove sono esposti i loro lavori. Non si possono non notare il bellissimo cassettone con un complesso intarsio ricco di variazioni di colore e intensità e la cassapanca con l’intarsio di un liuto. A prima vista sembra più semplice e meno elaborato di altre opere, ma quando ci si passa davanti si rimane sorpresi. E’ infatti uno dei pochissimi esempi di “legno mobile”. Il liuto intarsiato è talmente tridimensionale che quando ci si muove da un lato all’altro del mobile sembra cambiare posizione. Si sposta da una parte all’altra, si allunga e si gira man mano che ci si muove. L’effetto è sbalorditivo.
“Era dal rinascimento che nessuno faceva più questo tipo di lavoro – racconta Jury – si era persa la tecnologia, la conoscenza. Ci ho lavorato sopra molto tempo. Prima ho consultato uno storico liutaio di Milano, per scoprire come erano fatti, quali legni venivano utilizzati. Poi ho preparato i disegni, e infine l’ho intarsiato utilizzando solo i legni originali. Sono venuti a conoscenza di questo fenomeno anche dalla Soprintendenza dei Beni Archeologici di Urbino. Non ci credevano”.
In effetti all’inizio si rimane un po’ scettici, ma alla prova effettiva non ci sono più dubbi. Oggi gli intarsiatori rinascimentali, in Italia sono pochi, anzi, pochissimi. Meno di dieci per un’arte che qui, nel rinascimento e fino al ‘700 ha avuto una grande storia.
“Sì – dice Fulvio – oggi la tarsia viene fatta in modo automatico. Sì disegna con un software e poi si taglia con un laser. Ma in questo modo si possono fare solo lavori sottili. Con il metodo tradizionale, invece, tutto viene fatto a mano. Lo spessore del lavoro aumenta, creando un effetto molto più realistico. Inoltre, utilizziamo solo legni naturali, non colorati. Abbiamo più di 300 varietà, ognuna con una sfumatura specifica, dal nero al bianco, passando anche per il rosso e il giallo. Solo l’azzurro non si trova in natura!”
Ma cosa vuol dire, oggi, essere ebanisti ed intarsiatori?
“Vuol dire che creiamo i mobili noi. Io li progetto, li disegno. Poi preparo il materiale e lo assemblo. Usiamo solo collanti non tossici. Mio figlio Jury, oltre ad aiutarmi nella fase lavorativa, si occupa dell’intarsio e della decorazione. Anche in questo caso tutto viene fatto con la tecnica tradizionale. Oggi facciamo mobili in legno massello garantiti 30 anni”.
Un lavoro di famiglia, insomma.
“Sì – continua Fulvio – Cominciò mio nonno. Negli anni ‘20. Era bottaio. Mio padre continuò lavorando soprattutto con gli infissi, poi l’azienda passò a me e mio fratello che decidemmo di creare anche mobili”. “Io, all’inizio – interviene Jury – non volevo fare questo lavoro. Poi mi sono iscritto ad un corso di restauro del mobile a Riccione, che mi è piaciuto molto. Successivamente sono andato ad Anghiari, in Toscana, alla scuola per intarsiatori. Lì ho capito che quel mestiere mi piaceva. Ho creato i miei primi lavori. Poi il cassettone intarsiato e tutto il resto. Ho avuto anche numerose menzioni al salone del mobile di Parigi e ora sto lavorando al pannello con la preghiera di S. Francesco che entrerà nel Guinnes dei primati per essere la preghiera più grande del mondo sviluppata sul pannello più grande del mondo”.

Redazione

La Prima e Unica Rivista di Casa della Repubblica di San Marino e Circondario.

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