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Intervista a Paolo, Laura e Marco Leardini di Titan Vetro

Vetrai da Generazioni

La passione per il proprio lavoro tramandata dal padre ai figli, la professionalità maturata in anni di esperienza e la voglia di rinnovarsi continuamente, offrendo precisione e creatività. Sono questi gli ingredienti di un consolidato successo che persiste da quarant’anni.

Com’è nata la Titan Vetro? Paolo: Mio padre ha iniziato a fare il vetraio come apprendista nel 1953 a Rimini presso una vetreria artigiana, che nel 1959 aprì una grossa vetreria a Dogana e fù motivo di trasferimento per lui come tagliatore e capo. Poi nel 1972 aprì il suo primo laboratorio nei pressi della Chiesa di Dogana. Laura: Successivamente si è trasferito qui a Galazzano, ma nel 2000, quando è andato in pensione, noi figli siamo subentrati. (Anche se la supervisione di nostro padre non è mai venuta a mancare).

Vostro padre quando ha iniziato a trasmettervi l’amore per questo mestiere? Laura: Da subito. Praticamente dopo gli studi. Marco: Anche io ho iniziato a lavorare qui, dopo aver terminato le scuole superiori. Paolo: Io ho cominciato a quattordici anni.

L’azienda ha mantenuto il suo assetto iniziale o avete apportato delle modifiche? Paolo: Diciamo che ci siamo aggiornati e adeguati ai cambiamenti del mercato, iniziando a seguire le evoluzioni nel campo dell’arredamento e a collaborare sempre di più con studi di ingegneria e architettura. Laura: … anche perché un tempo si aveva a che fare con le piccole botteghe di artigiani. E’ cambiato moltissimo il modo di lavorare e sono cambiate le figure professionali con cui dover interagire. Paolo: Ci siamo specializzati nel “difficile”. Più un lavoro è complicato, più ci piace e riusciamo ad eseguirlo.

Come fate a stabilire, ad esempio, lo spessore di un vetro in base al suo impiego? Laura: Ci sono dei calcoli specifici, ricavabili da tabelle e manuali. Può capitare, poi, che per i lavori più particolari ci avvaliamo della consulenza di tecnici e ingegneri, presenti nelle aziende che sono già nostre fornitrici, specialmente nel caso di dubbi inerenti la sicurezza, le normative in vigore e le certificazioni da allegare.

La materia prima viene lavorata interamente nella vostra azienda o alcune procedure vengono affidate a partner esterni? Paolo: L’85% dell’attività viene svolta qui. Solo per le lavorazioni più particolari, come la bisellatura, che richiedono appositi macchinari, ci rivolgiamo a strutture esterne.

In cosa consiste la consulenza che offrite ai vostri clienti? Laura: Spesso ci offriamo di fare un sopralluogo per poterli consigliare in maniera appropriata, in base all’arredamento e allo stile scelto per il resto della casa. Anche perché molti non immaginano di poter ottenere certi risultati con il vetro: siamo noi a suggerire soluzioni a cui non avevano pensato, perché offrono maggiore funzionalità o un notevole effetto scenico. A volte, invece, si tratta di fornire indicazioni prettamente tecniche per poter lavorare in sinergia con gli altri artigiani, presenti sul cantiere. Marco: Cerchiamo di offrire la soluzione migliore in base alla richiesta del cliente, dando una vasta scelta di proposte.

Lavorate maggiormente con i privati o con le aziende? Laura: Entrambi. Certo, noi preferiamo poter lavorare puntando sulla qualità di un lavoro eseguito a regola d’arte, personalizzato e su misura, in cui poter aggiungere il nostro contributo personale. Paolo: In altre parole, se avessimo voluto, avremmo potuto scontrarci tranquillamente con chi fa centri commerciali o strutture di un certo tipo, ma abbiamo sempre voluto puntare sulla qualità piuttosto che sulla quantità.

Quali sono i rischi del vostro lavoro? Laura: Certamente il vetro, è un materiale pericoloso che occorre maneggiare con estrema attenzione: a volte basta afferrarlo nella maniera sbagliata per tagliarsi, anche se si usano i guanti, si prendono mille precauzioni e si rispettano tutte le normative sulla sicurezza del lavoro. Marco: Beh il vetro, se non rifinito, è come una lamina ma maneggiato in modo corretto non è pericoloso. A volte, per fretta o per distrazione, capita di afferrarlo in maniera sbagliata. Paolo: Purtroppo la distrazione è la principale causa di infortunio, anche dopo anni di esperienza.

Per info: Titan Vetro

info@titanvetro.com

Redazione

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