La sindrome di Asperger, quella di Greta Thunberg

Ne parliamo con la psicologa Michela Rossi, collaboratrice dell’associazione Batticinque

Greta Thunberg, la giovane attivista svedese per l’ambiente, è senz’altro una delle persone più in vista del momento. Da bambina le fu diagnosticata la sindrome di Asperger e in molti, pensando a lei, si chiedono che tipo di malattia sia e quanto abbia a che fare con l’autismo. Abbiamo chiesto chiarimenti alla dottoressa Michela Rossi, una psicologa specializzata in analisi del comportamento, accreditata a livello internazionale. Una formazione come la sua è particolarmente utilizzata nel trattamento dei disturbi dello spettro autistico. A San Marino, collabora con l’associazione Batticinque (che si occupa di questi temi) ed è consulente dell’Iss.

“Analizzare la sindrome di Asperger è questione complessa. – Ci dice. – Anche i più importanti manuali clinici hanno visioni divergenti. Rispetto all’autismo, possiamo dire che chi soffre di Asperger (il nome viene dal medico austriaco che per primo la descrisse), soffre di sintomi che lo rendono più adatto alla vita sociale. Infatti, lo sviluppo del linguaggio nell’autismo è compromesso, deficitario e a volte assente. Non è così nell’Asperger dove sono deficitari, invece, la reprocità nella comunicazione e la comunicazione non verbale. E’ un disturbo pervasivo dello sviluppo, caratterizzato da un insieme di “indizi” non sempre facilmente riconoscibili e per questo è difficile quantificare il numero di bambini “Asperger” su larga scala. Esiste uno studio della Regione Emilia-Romagna del 2011 che parla di un’incidenza del 3×1000 su base regionale della sindrome autistica. All’interno di questi numeri ci sono gli Asperger”.

Lei ha parlato di sintomi, di “indizi”. Quali sono quelli che dovrebbero mettere in allarme pediatri e genitori?
“Un certo ritardo nella maturità sociale. Possiamo, cioè, avere bambini con altissime competenze in alcune aree ma immaturi nelle competenze affettive. In diversi casi, poi, sviluppano presto il linguaggio, anche utilizzando un lessico complesso, ma non sanno usarlo bene con gli altri: hanno difficoltà a capire le battute di spirito e l’ironia; parlano in modo quasi “meccanico”. Sono poco espansivi e non guardano negli occhi l’interlocutore. Hanno difficoltà nel mantenere un “botta e risposta”. A volte vanno in crisi con suoni, luci e odori inusuali. Hanno una forte selettività alimentare.
Possono essere goffi nel camminare. Si concentrano sui dettagli e solo su alcune cose. Ad esempio, possono essere appassionati di animali e descrivere con minuzia di particolari quel mondo di loro interesse ma se gli parli d’altro, non ti ascoltano perché faticano a concentrarsi su cose diverse. Quest’ultima situazione può essere molto limitante dal punto di vista sociale ma, in certi casi, può anche portare a delle carriere professionalmente molto soddisfacenti vista la capacità di approfondire in maniera più che maniacale un solo argomento”.

Posto che è difficile individuarne in maniera chiara e univoca le cause, qual è la terapia da impostare?
“É importante che la sindrome di Asperger sia riconosciuta precocemente per offrire al bambino delle tutele ambientali. Non si deve, cioè, sovraccaricarlo di stimoli e sarebbe bene farlo inserire dagli insegnanti in un gruppo non troppo numeroso. Anche la famiglia va “allenata” a comprendere alcune dinamiche. Si deve poi attuare una strategia comportamentale e cognitiva rafforzando il bambino, rispetto alle sue mancanze dal punto di vista della socialità e del linguaggio. Facendogli comprendere, ad esempio, cosa sono l’ironia e le battute di spirito. Quando il bambino cresce e arriva alla pre-adolescenza, c’è da fare un’opera di “autogestione”. Il soggetto, cioè, deve capire che vive una condizione diversa ma non “sbagliata”. Naturalmente tutto questo lavoro deve essere eseguito da una rete di persone: psicologi, neuropsichiatri, educatori, famiglia… L’obiettivo è far emergere delle competenze per non lasciare questi soggetti in un limbo per loro molto frustrante. Come ho detto prima, alcune delle loro caratteristiche: capacità di approfondire un argomento, pensiero visivo, onestà intellettuale, buona fede… in certi casi possono diventare un “plus” nella loro vita”.

Di F. Semprini


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